Socialismo reale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Socialismo reale o realsocialismo è un termine politico introdotto durante la presidenza di Brezhnev per fare riferimento al socialismo come de facto si attuava nel blocco orientale e per distinguerlo dalla nozione tradizionale di socialismo ideale.[1]

L'origine del termine si basa sulla crisi sino-sovietica e su altri contrasti tra l'URSS ed i suoi stati satelliti da un lato, e la Repubblica popolare cinese e i suoi alleati di stampo maoista dall'altro. I sovietici volevano imporre l'idea che la loro versione del socialismo era quella "reale", proprio perché il movimento comunista di ispirazione maoista, che era cresciuto rapidamente in tutto il mondo come una sinistra radicale alternativo alle idee sovietiche, aveva sempre sostenuto che l'Unione Sovietica non era più socialista e aveva tradito gli ideali della Rivoluzione. Per contrastare queste pretese di revisionismo marxista, i sovietici provocatoriamente affermarono che il loro socialismo era il "socialismo reale".[2] L'espressione quindi implica che la visione proposta dall'URSS era la corretta via per la realizzazione degli ideali socialisti.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Socialismo reale dal Dizionario di storia moderna e contemporanea
  2. ^ Benedikt Sarnov, Our Soviet Newspeak: A Short Encyclopedia of Real Socialism (Наш советский новояз. Маленькая энциклопедия реального социализма). "Real Socialism", pagine 472-474. Moscow: 2002, ISBN 5-85646-059-6.
  3. ^ Socialismo reale

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]