Aung San Suu Kyi

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Aung San Suu Kyi
Aung San Suu Kyi.jpg

Segretario generale della
Lega Nazionale per la Democrazia
In carica
Inizio mandato 27 settembre 1988
Predecessore Nuova carica

Capo dell'opposizione
In carica
Inizio mandato 2 maggio 2012
Capo di Stato Thein Sein
Predecessore Tun Yi

Membro del Pyithu Hluttaw per Kawhmu
In carica
Inizio mandato 2 maggio 2012
Predecessore Soe Tint

Dati generali
Partito politico Lega Nazionale per la Democrazia
Tendenza politica Centro-sinistra
Alma mater Università di Delhi
St Hugh's College, Oxford
SOAS, Università di Londra
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Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1991

Aung San Suu Kyi (birm. Aung San Suu Kyi (Burmese).svg [ʔàʊɴ sʰáɴ sṵ tɕì]; Yangon, 19 giugno 1945) è una politica birmana, attiva da molti anni nella difesa dei diritti umani sulla scena nazionale del suo Paese, oppresso da una rigida dittatura militare, imponendosi come leader del movimento non-violento, tanto da meritare i premi Rafto e Sakharov, prima di essere insignita del Premio Nobel per la pace nel 1991. Nel 2007 l'ex Premier inglese Gordon Brown ne ha tratteggiato il ritratto nel suo volume Eight Portraits come modello di coraggio civico per la libertà[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Figlia del generale Aung San (capo della fazione nazionalista del Partito Comunista della Birmania, di cui fu segretario dal '39 al '41) e di Khin Kyi, la vita di Aung San Suu Kyi è stata travagliata fino dai primi anni. Suo padre[2], uno dei principali esponenti politici birmani, dopo aver negoziato l'indipendenza della nazione dal Regno Unito nel 1947, fu infatti ucciso da alcuni avversari politici nello stesso anno, lasciando la bambina di appena due anni, oltre che la moglie, Khin Kyi, e altri due figli, uno dei quali sarebbe morto in un incidente.

Dopo la morte del marito, Khin Kyi, la madre di Aung San Suu Kyi, divenne una delle figure politiche di maggior rilievo in Birmania, tanto da diventare ambasciatrice in India nel 1960. Aung San Suu Kyi fu sempre presente al fianco della madre, la seguì ovunque ed ebbe la possibilità di frequentare le migliori scuole indiane e successivamente inglesi, tanto che nel 1967, presso il St Hugh's College di Oxford, conseguì la prestigiosa laurea in Filosofia, Scienze Politiche ed Economia. Continuò poi i suoi studi a New York, dove lavorò per le Nazioni Unite e dove incontrò il suo futuro marito, Michael Aris, studioso di cultura tibetana, che sposò nel 1971 e col quale ebbe due figli, Alexander (nato nel 1972) e Kim (nato nel 1977).

Ritornò in Birmania nel 1988 per accudire la madre gravemente malata, e proprio in quegli anni il generale Saw Maung prese il potere e instaurò il regime militare che tuttora comanda in Myanmar. Fortemente influenzata [3] dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi[4][5] e dai concetti buddisti,[6] Aung San Suu Kyi entrò in politica fondando la Lega Nazionale per la Democrazia, il 27 settembre 1988[7]. Neanche un anno dopo le furono comminati gli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare; Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime.

Nel 1990 il regime militare decise di chiamare il popolo alle elezioni, e il risultato fu una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro, tuttavia i militari rigettarono il voto e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L'anno successivo Aung San Suu Kyi vinse il premio Nobel per la Pace e usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione a favore del popolo birmano.

Gli arresti domiciliari le furono revocati nel 1995, ma rimaneva comunque in uno stato di semi libertà, non poté mai lasciare il paese, perché in tal caso le sarebbe stato negato il ritorno in Myanmar, e anche ai suoi familiari non fu mai permesso di visitarla, malgrado i numerosi interventi, degli Stati Uniti, del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan o di papa Giovanni Paolo II, neanche quando al marito Michael fu diagnosticato il cancro, che di lì a due anni, nel 1999, lo avrebbe ucciso lasciandola vedova.

Nel 2002, a seguito di forti pressioni delle Nazioni Unite, ad Aung San Suu Kyi fu riconosciuta una maggiore libertà d'azione in Myanmar, ma il 30 maggio 2003, mentre era a bordo di un convoglio con numerosi sostenitori, un gruppo di militari aprì il fuoco e massacrò molte persone, e solo grazie alla prontezza di riflessi del suo autista, Ko Kyaw Soe Lin, riuscì a salvarsi, ma fu di nuovo messa agli arresti domiciliari. Da quel momento la sua salute andava peggiorando, tanto da richiedere interventi e ricoveri.

Il "caso" Aung San Suu Kyi ha incominciato ad essere un argomento internazionale, tanto che gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea hanno fatto grosse pressioni sul governo del Myanmar per la sua liberazione, ma gli arresti domiciliari furono rinnovati per un anno nel 2005 e ulteriormente rinnovati nel 2006 e nel 2007.

L'importanza e lo spessore morale delle sue gesta in favore dei diritti umani hanno raggiunto una moltitudine di consensi nell'opinione pubblica globale e nei più prestigiosi ambienti culturali. Nel 2000 le è stata attribuita una laurea honoris causa in filosofia dall' Università di Bologna, che ha potuto ricevere ufficialmente solo il 30 ottobre 2013[8].

Il 9 novembre 2007, lasciò l'abitazione dove era confinata agli arresti domiciliari. Per il suo impegno per i diritti umani, il 6 maggio 2008 il Congresso degli Stati Uniti le ha conferito la sua massima onorificenza: la Medaglia d'Onore.

Il 3 maggio 2009 un mormone statunitense, John William Yethaw, ha raggiunto a nuoto la casa in cui è costretta agli arresti domiciliari attraversando il lago Inya. Il 14 maggio la giunta militare ha arrestato, e il 18 successivo ha processato, Aung San Suu Kyi per violazione degli arresti domiciliari. Il termine dei domiciliari e la liberazione dell'attivista birmana dall'ultimo arresto sarebbero scaduti il 21 maggio. Secondo buona parte della stampa internazionale e la stessa Lega nazionale per la democrazia, l'impresa di Yethaw è stato il pretesto fornito alla giunta militare per mettere fuori gioco Aung San Suu Kyi prima di sottoporre il popolo birmano alla votazione di un referendum per l'approvazione di un testo costituzionale che, di fatto, sancisce la continuazione del potere dei militari sotto forme civili, escludendo del tutto la Lega nazionale per la democrazia.

L'11 giugno Aung San Suu Kyi è stata nuovamente condannata a tre anni di lavori forzati per violazione della normativa della sicurezza, che poi sono stati commutati dalla Giunta militare in 18 mesi di arresti domiciliari.

Il 13 novembre 2010 Aung San Suu Kyi è stata liberata[9]. Il 1º aprile 2012 ha ottenuto un seggio al parlamento birmano[10][11]. Nonostante ciò la Birmania non è ancora libera e il passato dittatoriale grava ancora sulla nazione. Il 16 giugno 2012 ha ritirato il premio Nobel per la Pace. Ora sta iniziando a visitare vari stati, dato che le è stato finalmente concesso il permesso dal Governo birmano. Andrà in Inghilterra dal figlio e, in seguito, anche in Francia.

Mobilitazioni internazionali e progetti artistici dedicati[modifica | modifica sorgente]

In tutto il mondo Aung San Suu Kyi è diventata un'icona della non-violenza e pace[12], tanto che numerosi cantanti e gruppi musicali, tra cui Damien Rice, gli U2, i R.E.M., i Green Day e i Coldplay hanno espresso solidarietà nei suoi confronti e le hanno dedicato brani musicali per sostenere la sua causa; nel 2003 le fu assegnato sia l'MTV Europe Music Award che il Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo, sezione Premio Speciale della Giuria. In particolar modo, gli U2 le dedicano un brano intitolato Walk On ("Vai avanti"). Per questo motivo è illegale importare, detenere o ascoltare in Birmania l'album della band irlandese All That You Can't Leave Behind, in cui è contenuto tale brano. La sanzione prevista è la reclusione da tre a vent'anni[13]. Nel 1997 il sassofonista Wayne Shorter e il pianista Herbie Hancock incisero sull'album 1+1 un tema intitolato Aung San Suu Kyi che vinse il Grammy Award come Migliore composizione jazz. Nel 2011 il popolare regista francese Luc Besson ha diretto il film The Lady incentrato sulla vita del premio Nobel birmano.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Compagna Di Banco dell'Ordine dell'Australia (Australia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagna Di Banco dell'Ordine dell'Australia (Australia)
Presidential Medal of Freedom (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom (Stati Uniti)
— Washington, 6 maggio 2008
Premio Nobel per la Pace - nastrino per uniforme ordinaria Premio Nobel per la Pace
— Oslo, 1991 (ritirato personalmente il 16 giugno 2012)
immagine del nastrino non ancora presente Cittadinanza Onoraria del Comune di Roma
— Roma, 1994 (ritirato personalmente il 27 ottobre 2013)[14]
Laurea Honoris Causa in Filosofia - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Filosofia
— Università di Bologna, 2000 (ritirato personalmente il 30 ottobre 2013)[15]
immagine del nastrino non ancora presente Cittadinanza Onoraria del Comune di Bologna
— Bologna, 2008 (ritirato personalmente il 30 ottobre 2013)[16]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Il coraggio" secondo Gordon Brown
  2. ^ In merito alle cui idee politiche la figlia poi scrisse: Aung San Suu, Kyi, "THE TRUE MEANING OF BOH", in Asian Survey, settembre 1991, Vol. 31 Issue 9, p793-797, 5p.
  3. ^ Silverstein, Josef. "The idea of freedom in Burma and the political thought of Daw Aung San Suu Kyi." Pacific Affairs 69, no. 2 (Summer96 1996): 152. Historical Abstracts, EBSCOhost . Ultimo accesso: 2 luglio 2010.
  4. ^ Profile: Aung San Suu Kyi (London), BBC News, 25 maggio 2006. URL consultato il 26 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2007).
  5. ^ The Nobel Peace Prize 1991 Presentation Speech, Nobel Foundation. URL consultato il 26 maggio 2007 (archiviato il 19 maggio 2007).
  6. ^ Houtman, Gustaaf, Mental culture in Burmese crisis politics: Aung San Suu Kyi and the National League for Democracy (ILCAA Study of Languages and Cultures of Asia and Africa Monograph Series), 1999. ISBN 978-4-87297-748-6. Ultimo accesso: 1 dicembre 2012. See also Buddhism in Burma.
  7. ^ National League for Democracy, National League for Democracy. URL consultato il 26 settembre 2011. (Note: The date is in the "description" meta element of the web page and can be verified by viewing the page HTML code)
  8. ^ Laurea ad honorem ad Aung San Suu Kyi: aperto l'anno accademico 2013/2014
  9. ^ Il voto in Birmania , San Suu Kyi eletta , Il corriere della sera, 1º aprile 2012
  10. ^ Alessandro Ursic, Un seggio per San Suu Kyi, la Stampa, 1º aprile 2012
  11. ^ Il trionfo di Aung San Suu Kyi "Abbiamo vinto in 43 seggi su 44", La Repubblica, 2 aprile 2012
  12. ^ Kyaw Yin, Hlaing, "Aung San Suu Kyi of Myanmar: A Review of the Lady's Biographies", in Contemporary Southeast Asia: A Journal of International & Strategic Affairs, 29, no. 2 (August 2007): 359-376.
  13. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2000/novembre/29/Birmania_carcere_chi_sente_gli_co_0_0011295031.shtml.
  14. ^ Giulia Carrarini e Marco Ciaffone, Aung San Suu Kyi è cittadina di Roma in Repubblica Roma. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  15. ^ Laurea ad honorem ad Aung San Suu Kyi: aperto l'anno accademico 2013/2014
  16. ^ Aung San Suu Kyi: 'Mai sola nella mia lotta' - Mondo - ANSA.it

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Aung San Suu Kyi, Liberi dalla paura, ed. Sperling & Kupfer, 2005, ISBN 88-8274-938-X
  • Aung San Suu Kyi, Lettere dalla mia Birmania, ed. Sperling & Kupfer, 2007, ISBN 8820042665

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cecilia Brighi, Il pavone e i generali. Birmania: storie da un Paese in gabbia, ed. Baldini Castoldi Dalai, 2006, ISBN 88-8490-724-1.
  • Carmen Lasorella, Verde e zafferano, a voce alta per la Birmania, libro-intervista, Bompiani, 2008.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Predecessore Membro del Pyithu Hluttaw per Kawhmu Successore
Soe Tint 2 maggio 2012 - in carica -
Predecessore Capo dell'opposizione Successore
Tun Yi 2 maggio 2012 - in carica -
Predecessore Vincitrice del Premio Sakharov per la libertà di pensiero Successore
Alexander Dubček 1990 Adem Demaçi
Predecessore Vincitrice del Premio Rafto Successore
Doina Cornea 1990 Jelena Bonner I
Peter Molnar 1990 Jelena Bonner II
Predecessore Vincitrice del Premio Nobel per la pace Successore
Mikhail Gorbachev 1991 Rigoberta Menchú

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