Ernesto Teodoro Moneta

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« Forse non è lontano il giorno in cui tutti i popoli, dimenticando gli antichi rancori, si riuniranno sotto la bandiera della fraternità universale e, cessando ogni disputa, coltiveranno tra loro relazioni assolutamente pacifiche, quali il commercio e le attività industriali, stringendo solidi legami. Noi aspettiamo quel giorno.[1] »
Ernesto Teodoro Moneta
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1907

Ernesto Teodoro Moneta (Milano, 20 settembre 1833Milano, 10 febbraio 1918) è stato un giornalista e patriota italiano. È l'unico Italiano ad aver ricevuto il premio Nobel per la Pace, che gli fu conferito nel 1907.

Nascita e primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nacque da un'aristocratica famiglia milanese, i Moneta-Caglio, documentata dal 1517 data della morte dell'avo don Maffiolo Moneta, ma sicuramente risalente al periodo feudale ( Oldrado de Monetariis partecipò alla prima crociata in Terra Santa intorno all'anno mille ), come si può desumere dall'impresa araldica del casato, riportata e descritta nell'Annuario della Nobiltà italiana. Dal padre, Carlo Aurelio, aveva ereditato una solida posizione economica proveniente da suo nonno, Giuseppe Moneta, che fu il primo industriale a produrre sapone e soda in versione moderna.

Ernesto Teodoro Moneta passò la sua fanciullezza in due ville di campagna, ed ebbe un'educazione consona alla tradizione dei suoi antenati (notai, giuristi, ecclesiastici, studiosi), ma non cedette alle seduzioni di una tranquilla vita aristocratica.

Fin dall'adolescenza fu influenzato dall'esperienza della lotta per l'indipendenza contro l'Austria: lo troviamo, infatti, appena quindicenne, a combattere sulle barricate, durante le Cinque Giornate di Milano, insieme al padre, per difendere la casa di famiglia; in quell'occasione vide morirgli accanto tre soldati austriaci.

Un documento ritrovato dall'Archivio Storico dell'Ateneo, attesta la presenza all'Università di Pavia di Ernesto Teodoro Moneta, studente di discipline politico-legali nell'anno accademico 1852 - 1853[2]. Egli decise però presto di abbandonare gli studi, per partecipare alle lotte risorgimentali.

Il 2 dicembre 1875 sposò Ersilia Caglio da cui ebbe due figli: Luigi ed Emilio. Con Regio Decreto del 1893 i figli Lugi ed Emilio furono autorizzati ad aggiungere al cognome Moneta quello della madre Ersilia Caglio. Gli attuali discendenti portano il cognome Moneta Caglio.

Militare[modifica | modifica sorgente]

Moneta, fervente patriota, respira a pieni polmoni l'aria del suo tempo e ne condivide le tensioni spinto dal suo temperamento fortemente generoso, partecipa agli eventi bellici del Risorgimento: dal 1848 al 1866 si impegnò nella realizzazione dell'indipendenza e unificazione dell'Italia.

Dopo gli studi alla Scuola Militare di Ivrea, si unì a Garibaldi nell'impresa de I Mille (1860), per partecipare qualche anno dopo alla sfortunata battaglia di Custoza (1866) come Capo di stato maggiore del generale Giuseppe Sirtori di cui divenne aiutante di campo. Disilluso ed amareggiato dalla campagna del 1866, interruppe la promettente carriera militare per ritornare alla vita civile e dedicarsi alla politica ed al giornalismo.

Attività[modifica | modifica sorgente]

La direzione del Secolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1867 due suoi amici rilevarono il giornale Il Secolo, fondato nel 1866 da Edoardo Sonzogno, ed egli accettò la carica di direttore, che ricoprì fino al 1895. Moneta trasformò Il Secolo in un potente strumento di formazione dell'opinione pubblica, senza compromettere il suo bilancio editoriale. Benché fosse rispettoso della religione e cattolico praticante, il suo giornale assunse spesso posizioni politiche anticlericali: convinzione di Moneta era che il potere del Vaticano costituisse un impedimento all'unificazione italiana e al progresso sociale.

Attività nel movimento internazionale per la pace[modifica | modifica sorgente]

Scrittore[modifica | modifica sorgente]

Durante gli ultimi anni del XIX secolo Moneta si dedicò alla raccolta di materiale per la sua opera Le guerre, le insurrezioni e la pace nel secolo XIX, che pubblicò in quattro volumi nel 1903, 1904, 1906, e 1910. Il primo volume contiene una puntuale descrizione dello sviluppo del movimento internazionale per la pace durante il corso del secolo. Durante la sua carriera di editore de Il Secolo, Moneta fu uno dei più accaniti nazionalisti in Italia. Nonostante ciò, la portata delle attività nelle quali Moneta fu coinvolto per la propagazione della pace mondiale, è impressionante.

Almanacco per la Pace[modifica | modifica sorgente]

Nel 1890 cominciò a pubblicare un almanacco annuale chiamato L'Amico della pace. In seguito abbandonò la carica di editore de Il Secolo, anche se continuò a contribuire alle sue colonne di tanto in tanto e a ripubblicare molti dei suoi articoli in manifestini e periodici.

Nel 1898 fondò la rivista La Vita Internazionale, che ebbe un discreto successo, tanto da garantirne la pubblicazione su basi regolari per molti anni.

Rappresentante al Peace Bureau[modifica | modifica sorgente]

Nel 1895 Moneta divenne il rappresentante italiano nella Commissione del International Peace Bureau.

La Società per la pace e la giustizia internazionale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1887 fondò l'Unione lombarda per la pace e la Società per la pace e la giustizia internazionale.

Nel 1890 con La Vita Internazionale la sua indagine ed il suo impegno assumono un respiro cosmopolita che lo proietta decisamente nello scenario europeo creando le premesse per il conferimento del premio Nobel per la pace.

Presidente congresso per la pace[modifica | modifica sorgente]

Nel 1906 programmò e costruì un Padiglione per la pace alla esposizione internazionale di Milano, durante la quale condusse come Presidente il 15º Congresso Internazionale sulla Pace.

Nonostante ciò espresse il suo favore per l'intervento colonialista in Libia nel 1912 e l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915.[3]

Nobel per la Pace[modifica | modifica sorgente]

Nel 1907 Ernesto Teodoro Moneta ricevette il premio Nobel per la pace insieme al giurista francese Louis Renault.

Morte e sepoltura[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Moneta a Missaglia (LC)

Dal 1900 fino alla sua morte Moneta soffrì di glaucoma, e subì numerosi interventi agli occhi che a malapena gli evitarono la totale cecità. Moneta morì di polmonite nel 1918, all'età di 84 anni, 4 mesi e 3 settimane.

È sepolto a Missaglia (Lecco), nella tomba di famiglia.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il monumento a Moneta, a Milano.

Un monumento a Milano, eretto da suoi amici nel 1925, lo ricorda nei giardini pubblici Indro Montanelli in Porta Venezia; su esso una targa recita: "Ernesto Teodoro Moneta - Garibaldino - Pensatore - Pubblicista - Apostolo della pace fra libere genti".

Il monumento fu ricoverato in un magazzino durante la seconda guerra mondiale, sfuggendo così alla distruzione quando una bomba cadde sul posto.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

La larghissima produzione di scritti di Moneta, che copre l'arco di un cinquantennio non è stata mai esplorata sistematicamente e risulta oggi in parte addirittura dispersa.

Tra le opere più recenti su di lui:

  • Silvano Riva, Domenico Flavio Ronzoni, "Ernesto Teodoro Moneta. Un milanese per la pace premio Nobel 1907", Missaglia, Bellavite Editore, 1997, pp. 128.
  • Claudio Ragaini,Giù le armi! Ernesto Teodoro Moneta e il progetto di pace internazionale, Edizioni Franco Angeli - Milano 1999, pp. 180.
  • Francesca Canale Cama, La pace dei liberi e dei forti. La rete di pace di Ernesto Teodoro Moneta, Bononia University Press, 2012, pp. 204.

Tra gli articoli più recenti:

  • Fernanda Moneta, Ernesto T. Moneta: Premio Nobel per la pace, su Buddismo & Società n. 100.

Voci di enciclopedia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Queste furono le parole che ebbe a pronunciare in uno dei congressi cui partecipò dopo l'adesione alle idee pacifiste che cominciavano a farsi largo a cavallo dell'Ottocento-Novecento.
  2. ^ Un Nobel all'ateneo pavese
  3. ^ Ernesto Teodoro Moneta in Dizionario Biografico – Treccani

Mostre e dibattiti[modifica | modifica sorgente]

L'Europa divisa ha reso possibile la più spaventosa delle guerre che la storia ricordi. Soltanto un'Europa confederata potrà forse impedire nel futuro una nuova guerra.

  1. Convegno internazionale Ernesto Teodoro Moneta "Pace e diritti umani", Strategie per il Terzo Millennio. Lunedì 24 marzo 2003 presso l'università di Pavia.
  2. Tavola rotonda sul tema "La pace al giorno d'oggi: realtà o utopia?". Lunedì 15 ottobre 2007 presso il Collegio Cairoli di Pavia.
  3. Mostra di documenti rievocativi "Attualità di un Messaggero di Pace". Martedì 6 maggio 2008 presso il Circolo della Stampa a Milano.
  4. 2ª Mostra di documenti rievocativi "Attualità di un Messaggero di Pace". Mercoledì 28 gennaio 2009 presso la Sala Conferenze Biblioteca Civica a Novi Ligure.
  5. 3ª Mostra di documenti rievocativi "Attualità di un Messaggero di Pace". Venerdì 20 marzo 2009 presso il Castello di Belgioioso (PV).
  6. 4ª Mostra di documenti rievocativi "Attualità di un messaggero di pace". 18 novembre - 5 dicembre 2011. Biblioteca Marciana di Venezia

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Direttore de Il Secolo Successore
Carlo Pisani dal 1º gennaio 1869 al 30 ottobre 1896 Carlo Romussi

Controllo di autorità VIAF: 25409694 LCCN: n96123755