Sentiero delle lacrime

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vie di rimozione percorse dai Choctaw, Seminole, Muscogee, Chickasaw, e Cherokee.

Il sentiero delle Lacrime fu un trasferimento forzato dei nativi americani dalle loro terre d'origine fino al territorio indiano (oggi Oklahoma), negli Stati Uniti occidentali, avvenuto perlopiù a marce forzate. La frase è originata dalla descrizione della rimozione della nazione Choctaw nel 1831.[1] Molti nativi americani soffrirono di freddo, malattie e fame durante i loro trasferimenti, e molti morirono, compresi, per esempio, 60.000 dei 130.000 Cherokee trasferiti.[2] Migliaia di afro-americani sia liberi che schiavi (come schiavi che accompagnavano i loro padroni nativi americani e come ex-schiavi fuggiti che erano assistiti da, assimilati da, o sposati a membri delle tribù) accompagnarono le nazioni rimosse lungo il "Sentiero delle lacrime"[2].

Nel 1830, i Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek e Seminole (a volte ci si riferisce loro come le Cinque Tribù Civilizzate) vivevano come nazioni autonome in quello che sarebbe stato chiamato profondo sud degli Stati uniti. Il processo di trasformazione culturale (proposto da George Washington ed Henry Knox) prese impeto soprattutto tra Cherokee e Choctaw.[3] La rimozione indiana venne proposta per la prima volta da Thomas Jefferson. Andrew Jackson fu il primo presidente Usa a implementare la rimozione con l'atto di rimozione degli indiani nel 1830. Nel 1831 vennero rimossi i Choctaw, che divennero un modello per le altre rimozioni. Dopo i Choctaw toccò ai Seminole nel 1832, poi ai Creek nel 1834, di seguito ai Chickasaw nel 1837, ed infine ai Cherokee nel 1838. Rimozioni (da diversi settori del nord america) continuarono verso il Territorio indiano fino all'ultima metà del XIX secolo.

Emigrazione volontaria dei Choctaw[modifica | modifica sorgente]

Capo Choctaw /Generale U.S.A. Pushmataha, 1824.[4]

La nazione Choctaw stava in quelli che sono ora gli stati U.S.A. dell'Alabama, del Mississippi, e della Louisiana. Dopo una serie di trattati iniziata nel 1801, il territorio della nazione Choctaw era stato ridotto a 45.000 km². Il Trattato di Dancing Rabbit Creek cedette il resto del territorio agli Stati Uniti e fu ratificato all'inizio del 1831. Le rimozioni furono approvate solo dopo che nel Trattato di Dancing Rabbit Creek, venne concessa la possibilità ad alcuni Choctaw di rimanere. Il capo Choctaw George W. Harkins scrisse al popolo americano prima che la rimozione cominciasse:

È con considerevole diffidenza che io cerco di rivolgermi al popolo americano, conoscendo e sentendo sensibilmente la mia incompetenza; e credendo che le vostre menti altamente sviluppate non accetterebbero volentieri il discorso di un Choctaw. Ma avendo deciso di emigrare a ovest del fiume Mississippi quest'autunno, ho pensato che fosse giusto nel dirvi addio fare alcune osservazioni che esprimano il mio punto di vista, e i sentimenti che mi muovono rispetto all'argomento della nostra rimozione... Noi Choctaw scegliamo di soffrire e di essere liberi piuttosto che vivere sotto la degradante influenza delle leggi, che non hanno potuto ascoltare la nostra voce durante la loro formazione. .-George W. Harkins, George W. Harkins to the American People[5]}}

Altre tribù rimosse[modifica | modifica sorgente]

Molte tribù vennero rimosse dal nord America. Tra queste:

Argomenti correlati[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Len Green, Choctaw Removal was really a "Trail of Tears", Bishinik, mboucher, University of Minnesota. URL consultato il 28 aprile 2008.
  2. ^ a b http://books.google.com/books?id=Rk7NPRm_nB0C&pg=PA543&lpg=PA543dq=african+american+slaves+trail+of+tears&source=web&ots=pru7VDnMir&sig=FH0QQpG0GtW3oCQ1kM6uCV5MTOg&hl=en&sa=X&oi=book_result&resnum=2&ct=result#PPA543,M1
  3. ^ Theda Perdue, Chapter 2 "Both White and Red" in Mixed Blood Indians: Racial Construction in the Early South, The University of Georgia Press, 2003, p. 51, ISBN 0-8203-2731-X.
  4. ^ Charlie Jones, Sharing Choctaw History, 1987. URL consultato il 30 aprile 2008.
  5. ^ {{http://anpa.ualr.edu/trailOfTears/letters/1831DecemberGeorgeWHarkinstotheAmericanPeople.htm

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]