Cinque Tribù Civilizzate

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Le cinque tribù civilizzate.

Cinque Tribù Civilizzate è un termine applicato a cinque gruppi di Nativi americani, Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek, e Seminole, considerati "civilizzati" dai coloni bianchi in quanto avevano adottato molti degli usi e costumi dei colonizzatori ed erano generalmente in buoni rapporti con essi. Il processo di trasformazione culturale fu inizialmente voluto da George Washington e Henry Knox e portò all'integrazione dei Cherokee e degli Choctaw nella cultura europeo-americana.[1]

Le Cinque Tribù Civilizzate vissero negli Stati Uniti meridionali prima della loro ricollocazione in altre parti del territorio, specialmente nel futuro stato dell'Oklahoma.

Le tribù civilizzate vennero trasferite dalla loro terra madre o est del Mississippi durante il cosiddetto Sentiero delle lacrime, autorizzata dalle leggi federali, nel corso di circa diversi decenni per essere ricollocate in ciò che allora era il cosiddetto territorio indiano e corrisponde ad oggi alla parte orientale dello Stato dell'Oklahoma. Il più terribile e crudele di questi esodi forzati fu quello dei Cherokee nel 1838, durante il quale il Presidente statunitense Martin Van Buren forzò attraverso il trattato di New Echota i Cherokee stessi a barattare le terre di loro proprietà con dei territori più ad occidente. Nella loro nuova patria i primi ad organizzarsi furono i Choctaw che nel 1834 si costituirono in repubblica. Furono imitati dai Creek, arrivati tra il 1836 ed il 1840 che costituirono una loro repubblica nel 1839, i Chickasaw che organizzarono la loro repubblica nel 1856 ed i Cherokee che la organizzarono nel 1859.

Durante la Guerra civile americana le Cinque Tribù si divisero in base alle loro alleanze con le due parti contendenti. I Choctaw ed i Chickasaw, proprietari di schiavi, combatterono in prevalenza al fianco degli stati confederati, mentre i Creek ed i Seminole appoggiarono la causa unionista; i Cherokee vissero una drammatica guerra civile all'interno della loro nazione tra la maggioranza sudista e la minoranza nordista.

Anche se il numero di schiavisti tra gli Indiani era ridotto, membri di ognuna delle tribù li rappresentavano. Vi furono inoltre afroamericani liberati che vivevano con loro, specialmente con i Seminole. Molti di essi divennero noti come Indiani neri. In seguito alla fine della guerra, ed in seguito a trattati con il governo federale, gli schiavi indiani vennero liberati ed ottennero diritto di cittadinanza all'interno delle rispettive nazioni. Divennero conosciuti con il soprannome di liberti tribali (tribal freedmen) ed ancora una volta i più famosi tra di essi erano Cherokee. La questione della cittadinanza e dei benefici all'interno della tribù è a tutt'oggi fonte di discussione e le associazioni dei liberti ricorrono a volte alla legge per far rispettare i propri diritti.

Una volta ricollocate le tribù nel cosiddetto Territorio indiano, il governo degli Stati Uniti promise che nelle nuove terre non si sarebbero stabiliti uomini bianchi. Tuttavia alcuni pionieri violarono questa condizione già nel 1893, quando il governo aprì la Striscia Cherokee durante la Corsa alla terra dell'Oklahoma. Nel 1907 il Territorio dell'Oklahoma ed il Territorio indiano furono fusi nel nuovo stato dell'Oklahoma, dove tutte e cinque le tribù civilizzate sono presenti in gran numero a tutt'oggi.

Il termine civilizzate fu naturalmente al centro di numerosi dibattiti (ad esempio negli scritti di Vine Deloria, Jr.) ed era considerato offensivo e sprezzante. Sottintendeva infatti che gli altri gruppi di Nativi americani fossero incivili e che l'unica via per la civilizzazione fosse quella americana ed europea. Il termine è stato comunque internalizzato nella cultura delle cinque tribù, che lo utilizzavano per designare se stesse.

L'esperimento della civilizzazione[modifica | modifica wikitesto]

George Washington ed Henry Knox proposero la trasformazione culturale dei Nativi americani.[1] Washington credeva che i Nativi Americani fossero uguali agli uomini bianchi, ma che la loro società fosse inferiore. Egli formulò una politica volta ad incoraggiare il processo "civilizzatore", e Thomas Jefferson la continuò.[2] Il celebre storico di Andrew Jackson, Robert Remini, scrisse che "essi presumevano che una volta che gli Indiani avessero adottato la pratica della proprietà privata, costruito case, praticato l'agricoltura, educato i loro figli e abbracciato il cristianesimo, questi Nativi americani avrebbero conquistato l'accettazione dagli Americani bianchi".[3] Il piano in sei punti di Washington includeva giustizia imparziale verso gli Indiani; acquisto regolamentato delle terre indiane; promozione del commercio; promozione di esperimenti per "civilizzare" o migliorare la società indiana; autorità presidenziale per dare "regali"; e punizione di chi violava i diritti indiani.[4] Il governo nominò agenti, come Benjamin Hawkins, per vivere tra gli Indiani ed insegnare loro, attraverso l'esempio e l'istruzione, a vivere come i bianchi.[1] Le tribù del sudest si attennero alla politica di Washington in quanto istituirono scuole, adottarono le pratiche agricole dei piccoli proprietari terrieri, si convertirono al cristianesimo, e costruirono case come i loro vicini coloniali.

« Quanto sarebbe diversa la sensazione di una mente filosofica a riflettere che, invece di sterminare una parte della razza umana con i nostri metodi di popolazione, noi avessimo perseverato attraverso tutte le difficoltà e alla fine avessimo impartito la Conoscenza della coltivazione e delle arti, agli Aborigeni del Paese dal quale era stata preservata ed estesa la vita e la felicità futura. Ma si ritiene che sia impraticabile civilizzare gli Indiani del Nord America - Questa opinione probabilmente è più conveniente che giusta. »
(Henry Knox - Notes to George Washington from Henry Knox.[4])

Cherokee[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cherokee.

I Cherokee si riferiscono a sé stessi come Tsa-la-gi (pronunciato "jaw la gee") o A-ni-yv-wi-ya (pronunciato "ah knee yuh wee yaw", traduzione letterale: "Popolo Principale"). Nel 1654, i Powhatan si riferivano a questa popolazione come Rickahockan. La parola "Cherokee" potrebbe essere derivata in origine dalla parola della lingua franca Choctaw[senza fonte] Cha-la-ke che significa "quelli che vivono nelle montagne" – o (sempre Choctaw) Chi-luk-ik-bi che significa "quelli che vivono nelle caverne".[senza fonte] I Cherokee erano chiamati Alligewi dai Delawares.[senza fonte]

Chickasaw[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chickasaw.

I Chickasaw sono un popolo di Nativi americani degli Stati Uniti, che risiedevano originariamente lungo il fiume Tennessee ad est di Huntsville (Alabama), coprendo parti del Mississippi e del Tennessee. Originari di zone più ad ovest, i Chickasaw si trasferirono ad est del fiume Mississippi molto prima dei contatti con gli Europei. Tutte le testimonianze storiche indicano che i Chickasaw abitarono il Mississippi nordoccidentale dai primi contatti con gli Europei finché non furono costretti a spostarsi in Oklahoma, dove la maggior parte vivono ora. Sono imparentati con i Choctaw, che parlano una lingua simile, formando entrambi il gruppo occidentale delle lingue muskogeane. "Chickasaw" è l'ortografia inglese di Chikasha (tʃikaʃːa), che significa o "ribelle" o "che viene da Chicsa". I Chickasaw sono divisi in due gruppi: gli "Impsaktea" e gli "Intcutwalipa". I Chickasaw erano una delle Cinque Tribù Civilizzate che andarono nel Territorio indiano durante l'era della Deportazione indiana. Diversamente da altre tribù, che barattarono le concessioni delle terre, i Chickasaw ricevettero una compensazione finanziaria dagli Stati Uniti per le loro terre ad est del fiume Mississippi.[5] La Nazione Chickasaw è la tredicesima più grande tribù degli Stati Uniti riconosciuta a livello federale.

Choctaw[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Choctaw.

I Choctaw sono un popolo di Nativi americani degli Stati Uniti originari del Sud-est degli Stati Uniti (Mississippi, Alabama e Louisiana). Appartengono al gruppo linguistico muskogeano. La parola Choctaw (nota anche come Chahta, Chato e Tchakta) potrebbe derivare dalla parola castigliana chato, che significa "piatto"; tuttavia, il celebre antropologo John Swanton suggerisce che il nome appartenga ad un capo Choctaw.[6] Erano parte della cultura mississippiana che era collocata lungo lungo tutto la valle del Mississippi. I primi esploratori spagnoli, secondo lo storico Walter Williams, incontrarono i loro predecessori.[7] Sebbene gruppi minori di Choctaw siano ubicati nella regione meridionale, la Nazione Choctaw dell'Oklahoma e la Banda del Mississippi degli Indiani Choctaw sono le due principali associazioni Choctaw.

Creek[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Creek (popolo).

I Creek sono un popolo di Nativi americani originari del Sud-est degli Stati Uniti, conosciuti anche con il loro nome originale Muscogee (o Muskogee), quello che usano per identificare sé stessi oggi.[8] Mvskoke è il loro nome nell'ortografia tradizionale. I moderni Muscogee vivono principalmente in Oklahoma, Alabama, Georgia e Florida. La loro lingua, il mvskoke, fa parte del ramo creek della famiglia linguistica muskogeana. I Seminole sono parenti stretti dei Muscogee e parlano anche loro una lingua creek. Le tribù creek comprendevano la Nazione Muscogee Creek, la Banda Poarch degli Indiani Creek in Alabama, la Città Tribale di Alabama-Quassarte, la Città Tribale di Kialegee, la Città Tribale di Thlopthlocco e la Tribù Miccosukee degli Indiani della Florida.

Seminole[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Seminole.

I Seminole sono un popolo di Nativi americani originari della Florida ed ora residenti sia in Florida che in Oklahoma. La Nazione Seminole si formò nel XVIII secolo ed era composta di Nativi americani rinnegati e reietti della Georgia, del Mississippi e dell'Alabama, in modo particolare dalla Nazione Creek, nonché di Afroamericani che fuggivano dalla schiavitù in Carolina del Sud e in Georgia. Mentre grosso modo 3.000 Seminole furono costretti ad ovest del fiume Mississippi, compresa la Nazione Seminole dell'Oklahoma, che raccolse nuovi membri lungo il cammino, approssimativamente da 300 a 500 Seminole rimasero e combatterono nelle ed intorno alle Everglades della Florida. In una serie di guerre contro i Seminole in Florida, morirono circa 1.500 soldati statunitensi. I Seminole non si arresero mai al governo degli Stati Uniti, di conseguenza, i Seminole della Florida chiamano sé stessi il "Popolo Indomito". Le Tribù Seminole oggi includono la Nazione Seminole dell'Oklahoma e la Tribù Seminole della Florida.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Theda Perdue, Chapter 2 "Both White and Red" in Mixed Blood Indians: Racial Construction in the Early South, The University of Georgia Press, 2003, p. 51, ISBN 0-8203-2731-X.
  2. ^ Robert Remini, The Reform Begins in Andrew Jackson, History Book Club [1977], 1998, ISBN 0-9650631-0-0.
  3. ^ Robert Remini, Brothers, Listen ... You Must Submit in Andrew Jackson, History Book Club [1977], 1998, ISBN 0-9650631-0-0.
  4. ^ a b Eric Miller, Washington and the Northwest War, Part One in George Washington And Indians, Eric Miller, 1994. URL consultato il 2 maggio 2008.
  5. ^ Jesse Burt & Bob Ferguson, The Removal in Indians of the Southeast: Then and Now, Nashiville e New York, Abingdon Press, 1973, pp. 170–173, ISBN 0-687-18793-1.
  6. ^ John Swanton, Source Material for the Social and Ceremonial Life of the Choctaw Indians, The University of Alabama Press [1931], 2001, p. 29, ISBN 0-8173-1109-2.
  7. ^ Williams Walter, Southeastern Indians before Removal, Prehistory, Contact, Decline in Southeastern Indians: Since the Removal Era, Athens, Georgia, University of Georgia Press, 1979, pp. 7–10.
  8. ^ Transcribed documents Sequoyah Research Center and the American Native Press Archives

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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