Processo alle streghe di Salem

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Illustrazione del 1876 che rappresenta il processo di Mary Walcott
Illustrazione del 1876 che rappresenta il processo di Mary Walcott. Mary nel 1692, a quasi diciassette anni, cominciò a pronunciare frasi strane, portando a pensare che fosse una strega.

Il processo alle streghe di Salem, del 1692, inaugurò una serie di persecuzioni, accuse ed esecuzioni capitali in Nordamerica per il presunto reato di stregoneria.

La caccia alle streghe iniziò nel New England nel villaggio di Salem, oggi per gran parte appartenente alla città di Danvers. A seguito di tale processo vennero giustiziate 19 persone accusate di stregoneria; 55 fra uomini e donne vennero torturati per aver reso false testimonianze, 150 sospettati furono imprigionati ed altre 200 persone vennero accusate di stregoneria. Le incriminazioni di stregoneria dilagarono in pochi mesi nei comuni circostanti (Andover, Amesbury, Salisbury, Haverhill, Topsfield, Ipswich, Rowley, Gloucester, Manchester, Malden, Charlestown, Billerica, Beverly, Reading, Woburn, Lynn, Marblehead e Boston).

I processi ebbero inizio ad aprile e terminarono a novembre, quando la protesta di alcuni dei reverendi più influenti del Massachusetts spinse il governatore a sospendere i lavori del tribunale. L'anno successivo un'apposita corte speciale esaminò i casi rimasti pendenti ponendo fine alla questione. La persecuzione delle streghe aveva avuto luogo fino ad allora nelle colonie inglesi nord-americane soltanto in casi isolati, mentre era più frequente, oltre che in Europa, nelle colonie spagnole.

Il contesto geografico e storico[modifica | modifica wikitesto]

I processi ebbero luogo nella contea di Essex, Massachusetts, allora colonia inglese, in una località chiamata Salem Village, oggi nota come la città di Danvers: essa era un piccolo insediamento nato nel 1636 per volontà delle autorità della vicina città di Salem (chiamata Salem Town per distinguerla dal villaggio) e fino alla metà del XVIII secolo rimase una frazione di Salem Town. Durante questo lungo periodo ci furono molte proteste e petizioni da parte del Village nei confronti del capoluogo per reclamare maggiore autonomia; tuttavia gli stessi abitanti del villaggio erano divisi tra chi desiderava trasformare il villaggio in una comunità indipendente e chi sentiva l'esigenza di rimanere legati a Salem Town.[1]

In quegli anni era da poco terminato un lungo scontro armato chiamato Guerra di Re Filippo che aveva visto opposti i coloni inglesi contro alcune tribù native. Il conflitto coinvolse anche il Massachusetts che, nonostante la vittoria inglese, rimase esposto alle scorrerie degli indiani per molto tempo, anche all'epoca dei processi. Inoltre in quel periodo la colonia era rimasta senza governo ufficiale dopo la sospensione del trattato di Bay-Colony del 1684 e la ribellione del 1689; il nuovo governatore scelto da Londra, Sir William Phips, arrivò a Boston solo il 14 maggio 1692 e prestò giuramento due giorni dopo insieme al suo vice William Stoughton[2].

Decorso del processo[modifica | modifica wikitesto]

Le cause[modifica | modifica wikitesto]

Nell'inverno fra il 1691 ed il 1692 Elizabeth "Betty" Parris e Abigail Williams, la figlia e la nipote del parroco Samuel Parris, iniziarono a comportarsi in modo inusuale, in particolare a rimanere piuttosto taciturne, a nascondersi dietro vari oggetti ed a strisciare sul pavimento. Nessuno dei medici interpellati riuscì a dare una spiegazione dei disturbi delle ragazze: uno dei dottori, William Griggs, annunciò che l'unica spiegazione poteva essere la possessione da parte del demonio. In questo caso egli non avrebbe potuto risolvere il problema, perché il "malocchio" non era ritenuto una malattia bensì un crimine causato da una persona (una strega o un mago) per danneggiarne un'altra e quindi di competenza delle autorità giudiziarie.

L'identificazione della stregoneria come causa degli strani comportamenti delle giovani non era automatica: trascorse infatti un mese dall'inizio del manifestarsi dei casi alle prime accuse di stregoneria. Inoltre all'inizio le ragazze non sembravano tormentate, il loro comportamento era ritenuto solo bizzarro. Un contemporaneo, Robert Calef, ne riporta un resoconto: "Entravano nelle buche e strisciavano sotto le sedie e sgabelli... [con] svariate posizioni e buffi gesticolii, [e] facevano discorsi ridicoli e assurdi incomprensibili per loro come per gli altri". Solo dopo che si decise di interpretare questi comportamenti come un maleficio, le ragazze apparvero come tormentate e dettero veri segni di isteria.[3]

In un primo momento il reverendo Parris decise di non rivolgersi alle autorità giudiziarie, ma chiese consiglio ad altri pastori del luogo i quali gli consigliarono di affidarsi a Dio e di lasciare che il tempo facesse il suo corso. Tuttavia si erano diffuse voci sul malocchio e molti altri abitanti del villaggio premevano per risolvere la faccenda diversamente; inoltre altre adolescenti oltre Abigail e Betty si comportavano allo stesso modo.

Una donna del Village, Mary Sibley, propose un espediente (chiamato Witches cake, "torta delle streghe") usato nella tradizione popolare per identificare le streghe: si doveva preparare una focaccia impastando segale e urina delle ragazze possedute e poi darla in pasto a un cane, con la convinzione che l'animale avrebbe riconosciuto e aggredito la strega responsabile del maleficio[4]; il sistema però non sortì alcun effetto, salvo far ammalare l'animale. Assieme alle prime due ragazze anche Ann Putnam, Betty Hubbard, Mercy Lewis, Susannah Sheldon, Mercy Short e Mary Warren furono incalzate a fare i nomi di altre ragazze che potessero essere in realtà streghe o possedute dal demonio.

Betty e Abigail accusarono una schiava indiana (o africana) di proprietà del pastore Parris, Tituba Indians. Il 25 febbraio, la dodicenne Ann Putnam e la quattordicenne Elizabeth Hubbard confermarono l'accusa e nei tre giorni successivi indicarono altre due donne come streghe: Sarah Osborne e Sarah Good. Quest'ultima era una mendicante nota in città, figlia di un oste francese; venne accusata poiché parlava spesso da sola. Sarah Osborne invece era una signora anziana ed inferma che aveva dato al suo compagno gli averi che avrebbe dovuto lasciare in eredità ai figli del suo primo marito.

I primi arresti e gli interrogatori[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le prime accuse delle ragazze venne istituito un tribunale composto da due membri dell'assemblea legislativa provinciale, Johnathan Corwin e John Hathorne. La sede fu stabilita nella Meeting House, cioè l'edificio adibito alla vita pubblica del villaggio. Il 29 febbraio, Sarah Osborne, Sarah Good e Tituba Indians vennero arrestate con l'accusa di stregoneria e il giorno seguente si tennero i primi interrogatori: la Osborne e la Good si dichiararono innocenti mentre Tituba confessò di essere una strega [5]. La comunità del villaggio credette alle accuse fatte sotto tortura della schiava indiana: le tre donne furono incarcerate, ma questo non portò alla fine degli isterismi di cui le adolescenti erano vittime e la caccia alle streghe continuò.

Il 1º marzo del 1692 le donne accusate furono imprigionate e seguirono poi accuse rivolte anche ad altre persone: Dorothy Good (la figlia di 4 anni di Sarah Good, nel processo chiamata erroneamente Dorcas), Rebecca Nurse (anziana signora inferma e religiosa), Abigail Hobbs, Deliverance Hobbs, Martha Corey, Elizabeth e John Proctor. Il numero delle persone incarcerate continuò a crescere. Nella seconda settimana di marzo Ann Putnam accusò Martha Cory e Rebecca Nurse di essere la causa dei suoi tormenti: si trattava di due rispettabili signore del Village, appartenenti alla chiesa[6], quindi ritenute al di sopra di ogni sospetto.

Oltre a loro in seguito vennero accusati alcuni loro congiunti, Giles Corey (marito di Martha), John Proctor e la sorella dell'infermiera Sarah Cloyce. In quei giorni le autorità religiose invitarono i fedeli alla preghiera e Deodat Lawson, che in passato era stato ministro di culto a Salem, raggiunse il villaggio per constatare di persona la situazione. Mentre si trovava in casa di Parris assistette di persona a un "attacco" della nipote Abigail Williams che correva urlando e dimenandosi per la casa e giunta nella stanza dove i due uomini parlavano cominciò a lanciar loro tizzoni raccolti dal camino[7]. Lawson decise quindi di aiutare gli abitanti di Salem e il 20 marzo alla Meeting House pronunciò un sermone contro la stregoneria. Anche in questa occasione Abigail si comportò in modo strano: si rivolse a lui in tono beffardo e un'altra ragazza iniziò a strillare dicendo di vedere un uccello posarsi sul cappello di Lawson appoggiato su di un attaccapanni.

Le proporzioni del caso erano nel frattempo aumentate e si erano allargate a tutta la colonia del Massachusetts, tanto che l'11 aprile la sede del processo fu spostata a Salem Town e i membri della corte aumentarono; tra questi c'erano anche dei pastori. Abigail Williams accusò George Borroughs, ex-pastore del village che al tempo dei fatti si era trasferito nel Maine, dichiarando che era uno stregone e che aveva provocato lui i casi d'isteria che colpivano le adolescenti. Borroughs fu dunque convocato per essere interrogato.

I processi[modifica | modifica wikitesto]

Benché ad aprile le carceri fossero piene di sospetti, non era stato ancora possibile iniziare nessun processo: il Massachusetts era infatti privo di un governatore dal 1689 e la legge prevedeva che senza un'autorità ufficiale non vi era possibilità di iniziare un processo. Durante la detenzione morirono Sarah Osborne e la figlia appena nata di Sarah Good; altri carcerati si ammalarono. Alla fine del mese di maggio, per volere del re di Inghilterra giunse a Salem il Governatore Sir William Phips per avviare le udienze del processo (in inglese Oyer and Terminer). La corte era composta da sei membri nominati da lui e presieduta dal vice governatore William Stoughton.

Il primo processo si tenne il 2 giugno e si concluse con la condanna a morte per impiccagione di Bridget Bishop, che fu giustiziata il 10 dello stesso mese (il luogo dove si svolse l'esecuzione è oggi noto come witches' hill, la collina delle streghe). La seconda seduta ebbe luogo il 29 giugno e vennero processate cinque donne, tutte condannate a morte. Il 5 agosto si tennero altri sei processi che ebbero come verdetto anche in questo caso altrettante condanne a morte, di cui però solo 5 vennero eseguite (Elizabeth Proctor era incinta e l'esecuzione fu rinviata). In quei giorni si tenne anche il processo di George Borroughs che si difese strenuamente in aula e terminò recitando il Padre Nostro; anch'egli fu condannato a morte.

All'inizio di settembre altre 6 persone vennero condannate alla pena capitale; una condanna fu però sospesa, mentre un'altra persona riuscì a evadere dal carcere e fuggire: quindi, in totale, vennero eseguite 4 condanne. Il 17 settembre si tenne l'ultima udienza della corte in cui vennero condannate all'impiccagione 9 persone, anche se in 5 casi venne commutata la pena. Il 19 settembre il contadino ottantenne Giles Corey, marito di Martha Corey, fu torturato fino alla morte: in segno di protesta era rimasto in silenzio durante il suo processo (non voleva riconoscere la validità della corte). Fu sottoposto quindi a una tortura prevista in questi casi nel diritto penale inglese: venne sdraiato a terra e gli vennero posti dei pesi sul corpo in modo da schiacciargli il torace e costringerlo a parlare. Corey rimase in silenzio e morì soffocato.

Il 22 settembre fu il giorno delle ultime esecuzioni: una leggenda racconta che, mentre il carro che trasportava i condannati si dirigeva verso il patibolo, una ruota si infilò in una buca nel terreno; le ragazze ritenute vittime del maleficio che assistevano alla scena gridarono che il diavolo stesse cercando di salvare i suoi seguaci. Con una sola eccezione, tutti coloro che furono dichiarati colpevoli di stregoneria vennero condannati a morte: infatti, i condannati che si riconoscevano colpevoli e avevano fatto i nomi di altri sospettati non furono giustiziati. A causa della gravidanza l'esecuzione di Elizabeth Proctor ed anche di un'altra accusata fu posticipata fino al parto. Nell'arco di quattro esecuzioni del corso dell'estate, furono impiccate 19 persone (fra le quali un parroco e un poliziotto che si era rifiutato di continuare ad arrestare i sospettati di stregoneria), di cui almeno tre persone fino ad allora ben stimate della comunità.

Sei delle persone giustiziate erano uomini; le altre erano per lo più donne anziane, che vivevano in condizioni di povertà estrema. Durante il processo contro le streghe a Salem non vennero effettuati i raccolti e i bovini furono abbandonati. I mulini restarono fermi, poiché i proprietari risultavano scomparsi, il personale era stato arrestato oppure i lavoratori frequentavano le udienze del processo per il puro piacere dello spettacolo. Il processo arrivò presto ad una paralisi dovuta alle numerose proteste che aveva suscitato, mentre restava pur sempre la minaccia degli indiani ad ovest.

La polemica dei pastori[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene tra giugno e settembre fossero state giustiziate 19 persone e più di un centinaio fossero state incarcerate, i casi d'isteria nelle adolescenti erano continuati per tutta l'estate. Inoltre il lavoro della Court of Oyer and Terminar avevano suscitato polemiche e molti avevano difeso gli imputati tramite petizioni e testimonianze a favore; soprattutto la procedura usata dalla corte fu oggetto di aspre polemiche.

Inoltre, non tutti concordavano che la causa dei mali delle adolescenti fosse opera di una strega: alcune di quelle ragazze avevano infatti praticato esperimenti di divinazione nelle settimane precedenti al manifestarsi degli attacchi e, poiché la divinazione come altre pratiche magiche era condannata dal Puritanesimo come attività molto affine alla stregoneria, ci fu chi sospettò che il malessere che le colpiva fosse proprio una conseguenza dei loro esperimenti[8]. Altri nutrivano dubbi sulla veridicità dei loro attacchi, ci fu chi testimoniò contro di loro dichiarando di averle sentito confessare di aver finto di essere vittima di un maleficio[9].

La critica più forte venne da alcuni membri della chiesa puritana della colonia, che spinsero il governatore Phips a bloccare i processi: la loro guida era il reverendo Increase Mather, che scrisse un documento in cui contestava apertamente il lavoro della corte. Il documento, denominato Case of coscience concerning evil spirits personating men ("Caso di coscienza riguardo agli spiriti maligni che impersonano uomini") venne firmato dai reverendi più influenti del Massachusetts orientale. Mather era un personaggio molto importante: era stato rappresentante della colonia a Londra ed aveva avuto non poco peso nella nomina di Phips a governatore, quindi le sue critiche ebbero grande effetto.

La questione delle prove e i metodi d'indagine[modifica | modifica wikitesto]

Le critiche di Mather non riguardano l'esistenza o meno di una strega come causa del malessere che aveva colpito le adolescenti di Salem: il suo obiettivo era dimostrare che i processi si erano svolti con metodi ritenuti non rispettosi delle leggi civili, né di quella di Dio, in particolare per la raccolta e la convalida delle prove da parte delle autorità. La legge in vigore all'epoca prevedeva che una condanna a morte poteva essere emessa solo con la presenza di prove certe, Mather sosteneva infatti che il procedimento giusto fosse la verifica empirica delle affermazioni dell'accusa, delle testimonianze e delle eventuali confessioni.

Il tipo di prove ritenute valide durante il processo di Salem venne da lui fortemente contestato: tra queste la presunta incapacità di pregare da parte delle streghe e le testimonianze di visioni sovrannaturali presentate da molti accusatori. Secondo le credenze dell'epoca, streghe e stregoni non conoscevano le preghiere cristiane e non erano in grado di pronunciarle: per questo in molti processi un errore da parte di un imputato nel recitare una preghiera poteva essere considerato un elemento a favore dell'accusa. Come già accennato, durante il suo processo George Burroughs concluse la sua difesa recitando alla perfezione il Padre Nostro, un fatto che impressionò i presenti in aula, che però non gli risparmiarono lo stesso la condanna a morte.

Durante i processi ci furono molte testimonianze di persone che ne accusarono un'altra di stregoneria raccontando che quest'ultima gli era apparsa in sogno e in circostanze simili per predire sciagure e tragedie. Verificare la veridicità di questo genere di testimonianze era praticamente impossibile: una visione infatti è un'esperienza visibile solo alla persona a cui è destinata. Ciò nonostante esse furono tenute in grande considerazione dai giudici[9].

Nel corso delle udienze avevano avuto un ruolo molto importante le ragazze ritenute vittime di un maleficio. Si riteneva infatti che in presenza della persona responsabile dei loro mali esse avrebbero manifestato reazioni particolari: per questa ragione spesso furono fatte sedere nella prima fila dell'aula e il loro comportamento fu osservato, espediente che provocò aspre polemiche nei confronti della corte. Mather sottolineò che spesso la loro presenza disturbava il processo: durante l'interrogatorio di Martha Corey, per esempio, queste ragazze dichiararono di avvertire dolore quando l'interrogata si mordeva le labbra o si torceva le mani e in aula si creò un caos che culminò in un tentativo di aggressione ai danni della donna.

La fine dei processi[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi di ottobre Mather tenne un sermone in cui attaccò aspramente la Court of Oyer and Terminar dichiarando che sarebbe stato meglio se dieci streghe fossero rimaste libere piuttosto che un solo innocente fosse stato condannato ingiustamente[10]. Nel mese di novembre il governatore William Phips decise di sospendere i processi e nei primi mesi dell'anno successivo fu istituita una speciale corte di giustizia per esaminare i casi rimasti in sospeso. Benché essa comprendesse alcuni membri della Court of Oyer and Terminar, Phips aveva limitato i poteri della corte e aveva vietato di emettere condanne sulla base di visioni avute dai testimoni. Alla fine 49 persone ancora detenute vennero assolte, mentre tre furono condannate, ma la pena fu loro sospesa per volere del governatore[11].

Gli accusati[modifica | modifica wikitesto]

In totale furono processate 144 persone, di cui 54 confessarono di essere streghe. Le condanne a morte per stregonia eseguite furono invece 19, le esecuzioni furono in totale 20 considerando il caso di Giles Corey, che venne torturato per essersi rifiutato di parlare durante il suo processo e morì per schiacciamento del torace.[12] Su tutti gli individui processati, solo 25 abitavano a Salem Village: tra coloro che provenivano da fuori, 17 provenivano da Salem Town, 66 dalle città limitrofe (Andover, Rowley, Topsfield, Ipswich, Lynn e Reading) e 30 da altre 14 località del Massachusetts[13].

L'estrazione sociale degli accusati era molto varia: per esempio Tituba Indians, la prima persona sospettata, era una schiava indiana, ma i processi coinvolsero anche persone agiate, come George Burroughs, pastore e proprietario di terre in Inghilterra. Con l'estendersi del processo all'intera contea di Essex, molti personaggi noti del Massachusetts del tempo furono accusati: tra questi Nathaniel Saltonstall (consigliere del governatore Phips), due membri del governo provinciale (figli del governatore a riposo Simon Bradstreet) e perfino Lady Phips, moglie del governatore[14]. Personaggi di questa importanza non vennero mai chiamati in giudizio ma solo accusati. I sospettati erano in maggior parte donne: delle 144 persone processate 106 erano donne e 38 invece gli uomini. Anche nel numero delle condanne a morte eseguite la maggioranza era composta da donne (14 su 19).[15]

Particolarità del processo[modifica | modifica wikitesto]

Il processo di Salem ebbe varie particolarità che lo distinsero da altri episodi di stregoneria avvenuti in precedenza nel New England: fu infatti il più importante in termini di persone coinvolte e coinvolse l'intera contea di Essex (nella vicina città di Andover vi furono persino più arresti che nella stessa Salem)[16]. Rispetto ai tradizionali processi per stregoneria, a Salem anche i parenti degli accusati vennero sospettati del medesimo reato, per esempio nel caso delle famiglie Proctor e Corey.[17]

Per quel che concerne gli accusatori occorre notare un'anomalia rispetto agli altri processi: solitamente gli accusatori erano uomini adulti, in questo caso invece un ruolo importante lo svolsero delle giovani donne di età inferiore ai 25 anni[17], incluse alcune delle ragazze colpite. La maggior parte delle accuse provenne infatti da loro, anche se a volte le donne si limitavano solo ad avallare accuse di altri[18]. Come già spiegato, questo loro insolito ruolo aveva creato polemiche e dopo il processo le ragazze ritenute vittime delle streghe persero la fiducia di cui godevano.

I processi di Salem nella letteratura e nei media[modifica | modifica wikitesto]

Nell'immaginario collettivo americano, la caccia alle streghe di Salem ebbe un forte impatto e la storia servì da fonte d'ispirazione per molte opere di letteratura, cinematografia, teatro e televisione. A partire dal diciannovesimo secolo furono molte le opere letterarie che si sono ispirate ai processi del 1692: per esempio nel romanzo di Nathaniel Hawthorne (nativo di Salem e discendente di John Harthorne, uno dei giudici) La lettera scarlatta (1850) ha come argomento il processo a una donna nel Massachusetts della fine del Seicento, anche se non si tratta di un caso di stregoneria ma di adulterio. Negli stessi anni (1859) Elizabeth Gaskell pubblicò un racconto intitolato La strega Lois, ispirato alla vicenda di una delle donne processate, Rebecca Nurse.

Nel 1893 Mary Eleanor Wilkins Freeman scrisse Giles Corey: anche in questo caso si tratta di un racconto ispirato a una vera vittima dei processi. La letteratura di genere horror ha a lungo sfruttato la storia della caccia alle streghe di Salem. Lo statunitense Howard Phillips Lovecraft, per esempio, ambientò alcuni dei suoi racconti in una città immaginaria del Massachusetts chiamata Arkham, fondata da rifugiati dei processi: ce ne sono dei chiari riferimenti nel racconto I sogni nella casa stregata (1933).

Nel gennaio 1953 a Broadway andò per la prima volta in scena Il Crogiuolo del commediografo statunitense Arthur Miller, drammatizzazione dei processi del 1692. Molti dei personaggi sono persone realmente coinvolte, ma la vicenda non rispecchia perfettamente la storia: ad esempio, per giustificare una relazione tra John Proctor e Abigail Williams l'età della ragazza è stata aumentata da 12 a 17 anni e il numero dei giudici coinvolti è significativamente minore. L'opera era un'allusione al maccartismo, non a caso soprannominato "caccia alle streghe rosse".

Anche la filmografia ha sfruttato la storia: nel 1937 uscì Maid of Salem di Frank Lloyd, nel 1942 Ho sposato una strega diretto da René Clair; successivamente nel 1993 venne realizzato Hocus Pocus diretto da Kenny Ortega. Occorre ricordare anche due adattamenti cinematografici dell'opera teatrale Il Crogiuolo: Le vergini di Salem, uscito nel 1957 con regia di Raymond Rouleau e La seduzione del male, diretto da Nicolas Hytner nel 1996 ed interpretato, tra gli altri, da Daniel Day-Lewis e Winona Ryder. Nel 2013 uscì un film horror dal nome Le streghe di Salem, scritto e diretto da Rob Zombie.

In molte serie televisive statunitensi compaiono riferimenti ai fatti del 1692: per esempio Streghe (dove le protagoniste discendono da Melinda Warren, strega morta a causa della magia presso Salem), Sabrina, vita da strega (dove la protagonista ha un gatto nero chiamato appunto Salem), Vita da strega e The Vampire Diaries dove la strega Bonnie Bennett (interpretata da Kat Graham) discende da una delle streghe di Salem. Nel film L'apprendista stregone una strega intrappolata nella Grimold si chiama Abigail Williams e viene anche citata la città di Salem. Tale processo viene citato brevemente verso gli inizi del film Hot Chick - Una bionda esplosiva. Nella serie televisiva True Blood tale processo viene menzionato nel quarto episodio della quarta stagione.

Nella storia di Zagor La notte del diluvio, pubblicata nel 1987, l'eroe di Darkwood giunge in una cittadina chiamata New Salem, costruita dagli abitanti di Salem sfuggiti alla caccia alle streghe del 1692.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Boyer e Nissanbaum, nel volume La città indemoniata parlano in modo esaustivo di queste divisioni interne in numerose parti del libro sostenendo che l'astio tra le fazioni abbia molto influito durante i processi per stregoneria.
  2. ^ Massachusetts Archives Collections, Governor's Council Executive Records, Vol. II, 1692, p. 165
  3. ^ Nel volume la città indemoniata di Boyer e Nissenbaum, viene citato un caso con numerose analogie con Salem: nel 1735 nella città di Horthampton (Massachusetts) alcuni adolescenti ebbero comportamenti del tutto simili alle ragazze di Salem. Qui invece la spiegazione non fu trovata nella stregoneria, ma come un revival religioso, i discorsi "assurdi" di questi giovani furono, per esempio interpretati come un'esperienza simile a quella descritta nella Bibbia con la pentecoste. La tesi dei due studiosi è che fu l'atteggiamento della popolazione a incidere sull'interpretazione dell'evento e dunque sulle sue conseguenze.
  4. ^ Norton, 2003, p. 20.
  5. ^ Norton, 2003, p. 28.
  6. ^ Essere un membro della chiesa nel New England dell'epoca significava appartenere a un gruppo ben distinto all'interno della comunità: i membri erano scelti dal pastore ed erano ritenuti degli eletti particolarmente vicine a Dio e quindi destinati a ricevere la salvezza dell'anima. I membri della chiesa erano una sorta di élite: si riunivano separatamente dal resto degli abitanti (detto congregazione) per ricevere la comunione. Boyer, 1986, pp. 46-47.
  7. ^ Boyer, 1986, p. 6.
  8. ^ Boyer, 1986, p. 28.
  9. ^ a b Boyer, 1986, p. 18.
  10. ^ Boyer, 1986, p. 11.
  11. ^ Boyer, 1986, pp. 19-20.
  12. ^ Norton, 2003, pp. 3-4.
  13. ^ Norton, 2003, pp. 209-210.
  14. ^ Boyer, 1986, pp. 35-36.
  15. ^ Norton, 2003, pp. 3-4.
  16. ^ Boyer, 1986, p. 36.
  17. ^ a b Norton, 2003, p. 8.
  18. ^ Boyer, 1986, p. 37.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Boyer e Stephen Nissenbaum, La città indemoniata, Salem e le origini sociali di una caccia alle streghe, traduzione di Elena de Angeli, Torino, Einaudi, 1986.
  • Mary Beth Norton, In the devil's snare, the Salem crisis of 1692, New York, Alfred A. Knopf, 2003.