Nazione Osage

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Osage
Osage
Stemma degli Osage
Luogo d'origine Missouri
Popolazione 15.897 (2000)[1]
Lingua Lingua osage, Inglese
Gruppi correlati Kansa, Omaha, Ponca, Quapaw
Distribuzione
Stati Uniti Stati Uniti 15.897

La Nazione Osage, detti anche brevemente Osage, sono un popolo di nativi americani di lingua siouan residenti nella regione delle Grandi Pianure. Le prime notizie storiche sugli Osage sono del 1673, quando l'esplorartore francese Jacques Marquette li collocò lungo il fiume Osage[2] nell'attuale Missouri. Tra il XVIII ed il XIX secolo essi entrarono in conflitto con molte delle popolazioni indiane delle grandi pianure e si affermarono come nazione dominante in una vasta area fra i fiumi Missouri e Red River. La Nazione Osage è una tribù federalmente riconosciuta negli Stati Uniti.[3] Attualmente la maggior parte degli Osage vive nella Riserva Osage che corrisponde alla Contea di Osage nello stato dell'Oklahoma.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

I membri Nazione Osage erano originariamente conosciuti come "Ni-U-Kon-Ska", che significa "figli (o gente) delle acque di mezzo". Nel seguito, quando nel XVII secolo incontrarono i primi esploratori francesi, essi si riferino a se stessi con il nome Wah-Za-Zhi (o Wazhazhe). Questo era in effetti il nome di una delle suddivisioni degli Osage, che i francesi attribuirono all'intera popolazione e che tradussero in Ouazhigi (o Ouazhagi) poi anglicizzato in Osage.[4][5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Guerriero Osage in un dipinto di George Catlin
Territorio controllato dagli Osage nel XVII secolo

Origini[modifica | modifica sorgente]

Gli Osage sono strettamente correlati con le altre tribù del ramo Dhegiha delle lingue siouan che comprende, oltre a loro, i Kansa, Ponca, Omaha, e Quapaw.

Secondo la mitologia Osage, comune anche ad altri popoli del gruppo Dhegihan, essi derivano da una stirpe discesa dal cielo, chiamata "Ni-U-Kon-Ska", che si era stabilita sulla terra in un luogo a oriente che alcuni studiosi interpretano come le foreste lungo il fiume Ohio. La migrazione ed il suo periodo storico non sono stati tuttora verificati in quanto non sono stati identificati siti Osage appartenenti al periodo preistorico e protostorico. Peraltro anche nei siti Osage del periodo storico gli oggetti rinvenuti sono per lo più di origine europea e pertanto i reperti del periodo antecedente ai contatti con gli europei sono molto limitati. Nei siti più antichi le ceramiche ed altri manufatti presentano dei caratteri di somiglianza con quelli tipici della civiltà Oneota che possono suggerire una origine più settentrionale degli Osage.

Attualmente si ritiene che gli Osage siano effettivamente discendenti dei gruppi preistorici che occupavano il margine settentrionale dell'altopiano d'Ozark e che erano culturalmente affini ai popoli della cultura del Mississippi. Probabilmente questi gruppi erano poi stati sospinti da tribù ostili verso la valle del fiume Osage dove i primi esploratori francesi li avevano incontrati nel 1673.

Dal 1673 al 1763[modifica | modifica sorgente]

Al tempo dei primi contatti con gli europei gli Osage erano una tipica tribù della prateria. Essi vivevano in villaggi stabili e la loro economia era basata su un mix di agricoltura e caccia-raccolta. Dopo questi contatti gli Osage cominciarono a cambiare il loro stile di vita. Nel 1680 acquistarono i primi cavalli ed iniziarono a commerciare con i Francesi, dai quali acquistarono anche asce e coltelli in metallo ed armi da fuoco. Ben presto il commercio, in particolare di cavalli, pelli e schiavi indiani, divenne una delle principali attività degli Osage. Questo portò gli Osage a diventare aggressivi verso i loro vicini Pawnee e Wichita che, scarsamente armati, divennero le loro vittime preferite per le razzie di cavalli e schiavi.

Agli inizi del '700, con l'intensificarsi degli scambi commerciali, anche gli scontri con le popolazioni Caddo della regione si fecero più intense. A causa di ciò, tra il 1730 ed il 1750, molti gruppo Caddo fuggirono a sud del Red River per poter vivere in maggiore sicurezza e commerciare con i francesi.

Nel 1760 gli Osage erano divisi in tre gruppi principali, detti anche bande: Grand (o Great, o Big) Osage, Little Osage e Arkansas Osage o Arkansas Band.[6] I Big Osage vivevano lungo l'Osage River, i Little Osage vivavano lungo il Missouri e gli Arkansas Band si erano spostati più a sud, nella regione lungo il fiume Arkansas detta Three Forks.[7][8]

Dal 1763 al 1803[modifica | modifica sorgente]

Con i trattati di Fontainebleau (1762) e Parigi (1763) la Francia perdette il territorio della Louisiana, di cui le aree ove operavano gli Osage facevano parte, che passò sotto il controllo della Spagna. Questa nuova situazione ebbe ripercussioni sulla vita degli Osage e sulle loro attività commerciali. La Spagna infatti aveva abolito la schiavitù delle popolazioni indigene (leggi del 1542) ed era fortemente contraria al commercio di armi da fuoco con le tribù indiane. La principale attività degli Osage divenne pertanto il commercio di pelli e pellicce. Essi ripresero quindi la loro espansione territoriale a spese delle popolazioni Caddo nella valle del fiume Arkansas che furono quindi costrette a fuggire verso sud. Dopo il 1770 gli Osage avevano conquistato il controllo dell'Altopiano di Ozark e della valle dell'Arkansas ed avevano quindi libero accesso alle pianure a ovest dell'Arkansas. Essi diedero quindi luogo ad un nuovo stile di vita, mantenendo i loro villaggi stabili in cui coltivavano mais, fagioli e zucche, ma spostandosi due volte l'anno nelle pianure a ovest dell'Arkansas per cacciare i bisonti da cui estraevano pellami, grasso e carne per il loro sostentamento. In inverno tornavano nei loro territori a est ed a sud per cacciare e posizionare trappole per la cattura di castori, lontre, orsi,cervi ed altri animali le cui pelli erano diventate il loro principale bene di commercio.

I rapporti con gli spagnoli non furono esenti da problemi. Infatti gli Osage, diventati sempre più sfrontati, estesero le loro scorribande anche nei confronti di commercianti e cacciatori francesi e spagnoli che operavano in quello che essi consideravano un loro territorio esclusivo. Per contro gli spagnoli volevano essere liberi di commerciare senza dover necessariamente passare tramite gli Osage. Tra il 1790 ed il 1792 gli spagnoli tentarono delle azioni militari contro gli Osage impiegando tribù indiane ostili costituite per lo più da gruppi di lingua algonchina. Visto che queste azioni non avevano portato a nulla, gli spagnoli tentarono la carta del ricatto economico. Nel 1792, il nuovo Governatore spagnolo della Louisiana, il Barone de Carondelet, propose di attuare un embargo totale dei commerci con gli Osage. Anche questa soluzione non diede grandi risultati in quanto gli Osage continuarono a fare i loro affari depredando quanti attraversavano le loro terre.

Nel 1794 un commerciante francese di pellicce, Auguste Chouteau, propose al governatore Carondelet la costruzione di un posto di scambio commerciale da insediarsi all'interno del territorio Osage. Dopo alcune difficoltà iniziali il governatore diede il suo consenso e nel 1785 venne costruito un forte lungo il fiume Osage che venne chiamato Fort Carondelet in onore del governatore spagnolo. Dopo la costruzione del forte, l'influenza di Auguste Chouteau presso gli Osage crebbe enormemente e questi, insieme al fratellastro Pierre, poté godere di una situazione di sostanziale monopolio nel commercio delle pellicce con gli Osage.

Verso la fine del XVIII secolo gli Osage cominciarono a sentire la pressione da parte delle tribù di lingua algonchina che si trovavano sul loro confine orientale. I vari Sauk, Fox, Kickapoo, Delaware, Ottawa, Potawatomi e Shawnee dalle loro terre della valle dei fiumi Ohio e alto Mississippi sconfinavano sempre più frequentemente nei territori di caccia degli Osage.

Dal 1803 al 1870[modifica | modifica sorgente]

I problemi degli Osage con le altre tribù native vennero aggravandosi dopo il 1803 con il passaggio della Louisiana sotto il controllo degli Stati Uniti in quanto questi, per fare spazio ai loro insediamenti, spingevano per il reinsediamento delle tribù orientali nelle terre a ovest del Mississippi.

Pertanto anche le aggressive tribù del sud-est, quali Chickasaw, Choctaw e Cherokee, attraversarono il Mississippi per cacciare e razziare nelle foreste di Ozark.

Uno dei gruppi più forti con i quali gli Osage vennero a trovarsi in competizione per il controllo del territorio furono appunto i Cherokee. I Cherokee, originari del sud-est degli Stati Uniti (in particolare Georgia, Carolina del Nord, Carolina del Sud e Tennessee) apparvero nelle foreste intorno al fiume Arkansas agli inizi del 1786. Spinti dalle condizioni difficili che si andavano creando nei loro territori a est, sempre più famiglie presero a spostarsi verso ovest. Nel 1806 vi erano circa 600 Cherokee che risiedevano permanentemente nella zona fra i fiumi Saint Francis e White River.[9] Gli scontri con gli Osage divennero pertanto sempre più aspri, non solo per la competizione sui territori di caccia, ma anche per le notevoli differenze culturali fra i due popoli. Infatti, mentre gli Osage accettavano forme di compensazione economica in risarcimento di loro guerrieri uccisi, questo dai Cherokee non era previsto e quindi anche una singola uccisione doveva essere sanata con una "vendetta di sangue", generando quindi potenzialmente una guerra infinita.[9]

Nel 1804, il presidente Thomas Jefferson aveva nominato Pierre Chouteau agente per gli affari indiani ad ovest del fiume Mississippi. Jefferson era favorevole ad una politica di rimozione degli indiani dai loro territori a est per far posto agli insediamenti dei coloni americani che sempre più premevano verso ovest. Egli vedeva pertanto con preoccupazione la forte presenza degli Osage nei territori immediatamente a ovest del Missouri in quanto questi costituivano un ostacolo per lo spostamento in tali territori delle tribù a est ed in particolare dei Cherokee che Jefferson si era impegnato a rimuovere dalla Georgia, in base ad un patto stipulato nel 1802 con i governanti di tale stato.[10]

Nel 1808 la situazione nei territori controllati dagli Osage era diventata così grave che il Governatore del Territorio della Louisiana Meriwether Lewis, dopo essersi consultato con il presidente Jefferson, chiese il supporto di Pierre Chouteau per fare un accordo con gli Osage per creare una zona franca fra questi ed i Cherokee. Il trattato venne stipulato presso Fort Clark il 10 novembre 1808. In base a questo trattato gli Osage rinunciavano, dietro pagamento di una ricompensa, ai loro territori negli attuali stati di Arkansas e Missouri. Il trattato stabiliva che il territorio ceduto dagli Osage agli Stati Uniti andava da Fort Clark a est fino al Missisippi ed a sud fino al fiume Arkansas ed a nord del Missouri. In realtà questo trattato non venne firmato da tutti gli Osage. Infatti firmarono i rappresentati dei gruppi Grand Osage e Little Osage, mentre Claremore (o Clermont II), capo dell'Arkansas Band, non partecipò ai negoziati.[11] Un secondo trattato, avente le stesse clausole, fu negoziato dal governatore Lewis e firmato solo dalla Arkansas band il 31 agosto 1809 a St. Louis.[12]

Dopo la firma dei due trattati suddetti gli scontri fra gli Osage ed i Cherokee e le altre popolazioni indiane che spingevano da est continuarono, anche perché molti Osage si rifiutavano di abbandonare i loro territori nelle terre cedute agli Stati Uniti.

Alla fine della guerra anglo-americana del 1812 la situazione divenne vieppiù critica. Infatti gli insediamenti di coloni americani nel Middle West che erano stati ripetutamente bloccati e minacciati dalle incursioni indiane prima del 1812, ripresero ora con maggiore intensità spingendo le tribù indiane che risiedevano in tali zone sempre più a ovest nel territorio di presenza degli Osage. Tra il 1816 ed il 1817 William Clark riporta la presenza in detti territori di 1.200-1.300 Shawnee, 6.000 Cherokee, 600 Delaware e 200 Piankashaw, conto una presenza Osage di 6.000 persone nel 1817.[13] Gli Osage vedevano con grande preoccupazione crescere questa invasione e assistevano all'impoverimento dei loro territori di caccia. Gli scontri fra Osage e Cherokee divennero quindi sempre più aspri ed alcuni tentativi di trovare un accordo fra le due nazioni, effettuati nel 1816 con la mediazione dell'agente indiano dei Cherokee, William Lovely, non portarono a risultati concreti.

Nell'ottobre del 1817 una banda di circa 500 Cherokee, insieme ad altri loro alleati, fra cui Choctaw e Chickasaw, attaccarono il villaggio degli Arkansas Osage di Pasona presso il fiume Verdigris. Approfittando del fatto che tutti i guerrieri erano lontani per la caccia, ed il villaggio era difeso solo da vecchi, donne e bambini, gli assalitori ebbe facile ragione dei difensori e razziarono il villaggio distruggendo tutto quello che non potevano portare via. Nella battaglia, nota come Massacro di Claremore Mound, furono uccisi 38 Osage e presi circa 100 prigionieri. Gli Osage erano intenzionati ad effettuare una rappresaglia, ma furono convinti dai rappresentanti degli Stati Uniti a rinunciare. D'altra parte essi dipendevano dagli americani per i rifornimenti di armi e per i loro commerci, ed erano forzati a mantenere buoni rapporti con gli Stati Uniti. Questi a loro volta per evitare una escalation, nel dicembre dello stesso anno iniziarono la costruzione di un forte, che venne chiamato Fort Smith lungo la riva sud del fiume Arkansas.

Nell'estate del 1818 il governatore Lewis invitò i capi degli Osage a St. Louis per trattare un nuovo accordo. L'accordo, noto come "Trattato di St. Louis" fu firmato il 25 settembre 1818. In base al trattato gli Osage cedettero agli Stati Uniti il territorio che iniziava presso il fiume Arkansas e terminava al fiume Verdigris. Non è chiaro se tutti i leader degli Arkansas Osage parteciparono a questo trattato. Il più influente di essi, Claremore II (detto anche Clermont II) potrebbe aver partecipato ai colloqui, ma non firmò il trattato.[14] Successivamente alla firma del trattato gli Osage concordarono anche che i Cherokee avrebbero restituito loro i circa 100 prigionieri presi in occasione del Massacro di Claremore Mound. In realtà i prigionieri non vennero mai restituiti del tutto e solo, oltre un anno dopo, poche persone vennero riconsegnate agli Osage.

Nel 1824 l'esercito americano costruì Fort Gibson lungo il Grand River, presso la confluenza con l'Arkansas, allo scopo di gestire e calmierare le ostilità fra gli Osage ed i loro vicini.

Il 2 giugno 1825 venne firmato un ulteriore trattato con il quale gli Osage cedevano vari territori nella parte interna e ovest dello Stato del Missouri e del Territorio dell'Arkansas, le terre situate a nord e ad ovest del Red River e i territori a sud e ad est del fiume Kansas. Questa fu la più grande cessione di territorio fatta dagli Osage dal 1808. All'interno del territorio ceduto veniva definita un'area a disposizione degli Osage, in sostanza una riserva, larga 50 miglia che si estendeva dal villaggio Osage di White Hair lungo il fiume Neosho, fino al 100º meridiano Ovest, lungo il confine meridionale dell'attuale stato del Kansas.

Un ulteriore trattato fu stipulato nel 1839. Con esso gli Stati Uniti diedero seguito quanto già previsto nel quinto articolo del trattato del giugno 1825, decidendo di acquistare il territorio a ovest del 100º meridiano, che al tempo era oggetto di una controversia con Spagna e Messico.

Nel 1847 venne stabilita una missione cattolica presso gli Osage. La missione era posta su una piccola collina vicino alla convergenza del Flat Rock Creek con il fiume Neosho. Nella missione era presente una scuola lavoro manuale per i ragazzi, fondata dai Gesuiti e una scuola per ragazze gestita dalle Suore di Loreto.[15]

Nel periodo fra il 1850 ed il 1860 una serie di epidemie colpirono gli Osage decimandone la popolazione. Nel 1852 vi furono circa 800 morti per una serie di epidemie di morbillo nero, scorbuto e tifo.[16] Nel 1855 vi fu una epidemia di vaiolo che uccise 400 Osage. Infine nel 1856 una epidemia di scrofula uccise altri 100 Osage. Come conseguenza di queste malattie e di altri eventi derivanti dal radicalmente mutato stile di vita, la popolazione Osage, che stime di inizio '800 davano a circa 17.000 individui, crollò a circa 3.500 alla fine del 1860.

Nel 1854 il Congresso americano approvò una legge, nota col nome di Kansas-Nebraska Act, che prevedeva la creazione di due nuovi territori, il Territorio del Kansas e il Territorio del Nebraska, divisi dal 40º parallelo. La legge prevedeva, in relazione al fatto se consentire o meno la schiavitù nei due territori, che ogni decisione in merito sarebbe stata rinviata al voto popolare. Le conseguenze di questa legge per gli Osage furono alquanto negative. In primo luogo vi fu una invasione di biachi provenienti dal Missouri nei territori assegnati agli Osage. Inoltre, il confronto fra posizioni abolizioniste e schiaviste portò, fra il 1854 ed il 1861, a dei disordini nei territori suddetti, noti come Bleeding Kansas. Il Kansas meridionale divenne quindi un campo di battaglia in cui i contendenti, organizzati in gruppi irregolari, utilizzavano la questione dello schiavismo come scusa per razziare liberamente gli Osage e gli altri indiani residenti nella zona. Con lo scoppio della guerra civile (1861 -1865) gli Osage vissero un periodo di relativa tranquillità, pur nelle difficolta oggettive, in quanto gli americani erano "distratti" dal conflitto interno. In tal frangente fu particolarmente importante l'azione dei gesuiti che riuscirono a tenere gli Osage fuori dal conflitto evitando che la maggio parte di loro fossero coinvolti in una alleanza con l'una o l'altra parte. La maggior parte degli Osage rimase quindi neutrale anche se alcune bande isolate combatterono per l'Unione ed altre per la Confederazione.

Nel 1862 il governo dell'Unione inizio una trattativa con gli Osage per la cessione di una fetta di terra di 30 miglia x 50 nella parte est del loro territorio nella parte meridionale dell'attuale stato del Kansas. I negoziati andarono avanti per un anno e si conclusero il 29 Agosto 1863 con la firma di un trattato che prevedeva in cambio del terreno ceduto il pagamento agli Osage di 300.000 $. Questo trattato non venne però ratificato in quanto, sottoposto al senato americano il 2 luglio 1864, questo vi appose degli emendamenti, che furono rifiutati degli Osage quando furono loro proposti il 17 febbraio 1865, e che proposero a loro volta altri emendamenti. Pertanto la Commissione per gli Affari indiani decise per una riscrittura del testo. Il nuovo trattato fu firmato al Trading Post di Canville (Kansas) il 29 settembre 1865.

Dal 1870 ai giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ American Indian, Alaska Native Tables from the Statistical Abstract of the United States: 2004-2005. URL consultato il 16-12-2013.
  2. ^ John Reed Swanton, Op.citata, pag. 272
  3. ^ Indian entities recognized and eligible to receive services from the United States Bureau of Indian Affairs: Federal Register, Volume 77, Number 155 / August 10, 2012
  4. ^ William C. Sturtevant, Op.citata, pag. 493
  5. ^ Brief History of the Osage Nation. URL consultato il 10-10-2013.
  6. ^ William C. Sturtevant, Op.citata, pag. 495
  7. ^ Willard H. Rollings, Op. citata, pag. 180
  8. ^ Three Forks si trova nell'attuale Oklahoma (contea di Muskogee) e deve il suo nome al fatto che in quella zona i fiumi Verdigris e Grand (detto anche Neosho ) confluiscono nel fiume Arkansas a poca distanza l'uno dall'altro formando appunto una "forchetta" a tre rebbi.
  9. ^ a b Willard H. Rollings, Op. citata, pag. 237
  10. ^ Robert J. Miller, Native America, Discovered and Conquered: Thomas Jefferson, Lewis & Clark, and Manifest Destiny, Greenwood Publishing Group, 2006, pag. 90, 9780275990114.
  11. ^ Willard H. Rollings, Op. citata, pag. 228
  12. ^ Louis F. Burns, Op. citata, pag. 144-145
  13. ^ Willard H. Rollings, Op. citata, pag. 235
  14. ^ Willard H. Rollings, Op. citata, pag. 241
  15. ^ Osage Catholic Mission., Kansas Historical Marker. URL consultato il 01-03-2014.
  16. ^ Louis F. Burns, Op. citata, pag. 238-240

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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