Indian Removal Act

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« As Long As Grass Grows or Water Runs »
(traducibile come "Finché l'erba crescerà e l'acqua scorrerà", promessa di proprietà della terra che Andrew Jackson fece ai Choctaw per costringerli ad abbandonare le loro terre.)

L'atto di rimozione degli indiani (in lingua inglese Indian Removal Act) è una delle leggi emanate dal governo degli Stati Uniti d'America e venne firmato dal presidente Andrew Jackson il 28 maggio 1830.[1]

Il presidente Andrew Jackson

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caso Worcester contro Georgia.

Venne fortemente sostenuto dagli stati meridionali, dove la popolazione era ansiosa di entrare in possesso di vaste estensioni di terreno incolte occupate dalle cinque tribù civilizzate. In particolare lo stato della Georgia, il più grande stato a quell'epoca, fu coinvolto in un contenzioso con i Cherokee. Il presidente Jackson che sostenne la rimozione indiana per ragioni di sicurezza nazionale, sperava che la rimozione avrebbe potuto chiarire la crisi della Georgia. Mentre la rimozione indiana doveva essere, secondo il dettato della legge, a carattere volontario, vennero fatte pesanti pressioni sui capi indiani affinché firmassero il trattato. La maggior parte degli osservatori, fossero essi a favore o contro le modalità previste dal trattato, comprese che l'approvazione della legge avrebbe comportato l'allontanamento di moltissimi indiani dalle loro terre d'origine. Alcuni capi indiano-americani che in un primo momento si erano opposti all'attuazione del trattato, riconsiderarono la loro posizione dopo la rielezione, per un secondo mandato, del presidente Jackson nel 1832.

La maggior parte dei bianchi americani favorirono il passaggio dell'Atto di rimozione anche se sulla legge si era creato un forte dibattito. Molti missionari cristiani ed in particolare il missionario Jeremiah Evarts si opposero fortemente all'approvazione dell'Atto. Il senatore Theodore Frelinghuysen ed il membro del congresso David Crockett del Tennessee si dichiararono apertamente contro la legislazione. L'atto di rimozione venne approvato dal parlamento dopo un dibattito molto serrato.

I trattati decretati sotto i provvedimenti dell'Atto di rimozione, aprirono la strada all'allontanamento di decini di migliaia di indiani verso l'ovest degli Stati Uniti. Il primo risultato tangibile della legge fu il Treaty of Dancing Rabbit Creek[2], con il quale il 27 settembre 1830 gli indiani Choctaw del Mississippi cedettero le terre ad est del fiume in cambio di una somma di denaro e delle terre della sponda ovest dello stesso fiume. Il trattato di New Echota, firmato nel 1835, diede luogo alla rimozione dei Cherokee lungo il sentiero delle lacrime.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Senato americano lo votò il 24 aprile 1830 (28-19), la Camera dei rappresentanti il 26 maggio 1830 (102-97); Francis Paul Prucha, The Great Father: The United States Government and the American Indians, Volume I (Lincoln: University of Nebraska Press, 1984), p. 206.
  2. ^ Trattato del torrente del coniglio danzante.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]