Magdi Allam

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Magdi Allam (2008)

Magdi Cristiano[1] Allam (arabo: مَجْدِي علام, Maǧdī ʿAllām; Il Cairo, 22 aprile 1952) è uno scrittore e politico egiziano naturalizzato italiano.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] L'infanzia e il trasferimento in Italia

Per volontà della madre Safeya, che lavorava come baby sitter per una famiglia italiana, i Caccia, studiò presso il collegio cattolico delle suore comboniane al Cairo[2].
Dal 1962 fino al 1970 studiò in un collegio salesiano guidato da Don Carlo Moroni. Imparò la lingua italiana e acquistò familiarità con la cultura italiana e occidentale e la religione cattolica (che tuttavia allora non abbracciò[3]).
A vent'anni emigra in Italia per proseguire gli studi; si iscrive all'università a Roma[4].

Allam, che aveva avuto già due figli da un'unione precedente (Sofia di 28 anni e Alessandro di 24), ha avuto un altro figlio, Davide, da sua moglie, Valentina Colombo, traduttrice di opere di letteratura araba, con cui è sposato civilmente dal 22 aprile 2007.[5][6].

[modifica] L'attività giornalistica in Italia

È laureato in sociologia all'Università La Sapienza di Roma e si occupa di tematiche legate al Vicino Oriente e ai rapporti tra questo e l'Occidente.
Dopo avere collaborato con i quotidiani Il Manifesto e La Repubblica, è entrato al Corriere della Sera (il primo articolo è datato 3 settembre 2003), di cui è stato - fino al 30 novembre 2008 - editorialista e vicedirettore ad personam (cioè senza incarichi di responsabilità sulla linea politica del giornale).

Giornalista di fama nazionale, Magdi Allam è considerato da una parte del mondo politico e culturale italiano come uno dei partecipanti più influenti e più in vista al dibattito italiano sul rapporto tra Occidente e mondo arabo, criticato invece da un'altra parte di quello stesso mondo. All'argomento Allam ha dedicato diversi libri e interventi nell'ambito dei principali talk-show televisivi. Le sue posizioni, molto vicine a quelle dei critici più severi del mondo islamico (dura condanna di numerose associazioni islamiche da lui ritenute estremiste, proposta del divieto di costruire nuove moschee,[7] elaborate teorie riguardanti asseriti rapporti occulti tra moschee e gruppi terroristici che ne avrebbero in alcuni casi anche finanziato la costruzione[8]) gli hanno procurato critiche ma anche consensi dall'opinione pubblica[senza fonte] oltre che da opinionisti e politici italiani.

I suoi ammiratori lo citavano spesso come modello di musulmano moderato e di arabo perfettamente integrato nel mondo, nella cultura e nel sistema di valori propri dell'Occidente[9]; per i suoi detrattori si tratta invece di un personaggio inattendibile che diffonde odio e sospetti, riportando notizie non documentate, non verificate o addirittura deliberatamente false[10].

Nel 2006, Allam ha vinto, congiuntamente a tre altri giornalisti, il premio giornalistico Dan David, istituito dall'omonima fondazione israeliana in onore di un imprenditore israeliano[11]. Il premio, dotato di 1 milione di dollari, gli è stato assegnato per "il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture".[12]

Il 30 novembre 2008 Magdi Allam abbandona il giornalismo per dedicarsi all'attività politica.

[modifica] La conversione al Cattolicesimo

Il 22 marzo 2008, durante la Veglia pasquale, ha ricevuto il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia in San Pietro da papa Benedetto XVI, abbandonando l'Islam del quale ha detto: "al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale".[13]

A riguardo di Benedetto XVI ha dichiarato:

« Indubbiamente l’incontro più straordinario e significativo nella decisione di convertirmi è stato quello con il Papa Benedetto XVI, che ho ammirato e difeso da musulmano per la sua maestria nel porre il legame indissolubile tra fede e ragione come fondamento dell’autentica religione e della civiltà umana, e a cui aderisco pienamente da cristiano per ispirarmi di nuova luce nel compimento della missione che Dio mi ha riservato. »
(Magdi Allam. Lettera al Corriere della Sera, 23 marzo 2008[14].)

Con la conversione ha preso il nome di Cristiano. Già nel libro Grazie Gesù ha preso l'abitudine di firmarsi come Magdi Cristiano Allam.

Padrino del giornalista è stato Maurizio Lupi, membro di Comunione e Liberazione e deputato di Forza Italia[15].

Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vicepresidente dell'organizzazione islamica italiana della CorEiS, ha dichiarato all'ANSA di rispettare la scelta di Allam, pur avanzando qualche "perplessità" per il momento e il luogo «di così grande valore simbolico» scelto per la conversione: «Se Allam realmente è stato spinto da una forte ispirazione spirituale, forse sarebbe stato meglio procedere con delicatezza, magari con un prete a Viterbo, dove egli vive».[16]

L'UCOII, associazione islamica con la quale Allam ha sempre fortemente polemizzato (v. oltre), ha anch'essa dichiarato per bocca del suo portavoce, l’imam ‘Izz al-Din al-Zir, di rispettare la scelta di Allam: «L'importante è che ogni persona viva la sua religiosità in modo pacifico e rispettando le altre religioni».[17]

[modifica] La creazione di un nuovo partito

Il 30 novembre 2008 Magdi Allam annuncia la fondazione del partito Protagonisti per l'Europa Cristiana. In un'intervista al Corriere della Sera Allam dichiara di aver creato questo nuovo soggetto politico per la tutela e l'affermazione in politica delle radici cristiane dell'Europa[18]. Allam sigla in seguito un accordo con l'UDC, in virtù del quale viene candidato indipendente, capolista per il Nord-Ovest alle Elezioni europee del 2009. In seguito alle consultazioni elettorali europee del 2009 è stato eletto come membro del Parlamento Europeo con 39.637 preferenze personali.

[modifica] Opere

[modifica] Vincere la paura

In Vincere la paura Magdi Allam ha portato testimonianze della sua vita sotto scorta, assegnatagli dal Ministero dell'Interno italiano a seguito delle minacce che avrebbe ricevuto da parte della dirigenza di Ḥamās per via delle critiche ripetute mosse da Allam medesimo al terrorismo suicida palestinese.[19] Nello stesso libro, Allam ha inoltre accusato Roberto Piccardo, ex-segretario dell'UCOII, di averlo segnalato ad Ḥamās ai fini di farne decretare la condanna a morte, di complicità nei sequestri in Iraq nonché di «fomentare odii e incitare alla morte». A seguito della pubblicazione del libro, Piccardo ha sporto querela contro Allam.[20]

[modifica] Io amo l'Italia. Ma gli Italiani la amano?

Nel suo libro Io amo l'Italia. Ma gli Italiani la amano? Allam scrive di come l'UCOII e la IADL (Islamic Anti-Defamation League[21]) avrebbero assoldato un "plotone di esecuzione" composto da estremisti di destra e di sinistra con la finalità di assassinarlo e di "spargere veleni sulla [sua] credibilità ed onorabilità": questo per dare esecuzione al già citato mandato ad uccidere che sarebbe stato emesso dalla dirigenza di Ḥamās nei suoi confronti. Osserva tuttavia il sen. Luigi Malabarba (PRC) che «non risultano aperti procedimenti penali a carico dell'Ucoii [22] o della Iadl, tanto meno per l'istigazione all'omicidio del sig. Magdi Allam», e che lo stesso Ministro dell'Interno che ha assegnato la scorta ad Allam ha ritenuto di «nominare l'Ucoii nella Consulta per l'Islam in Italia»[23].A quest'ultima considerazione del sen. Malabarba l'ex Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu (principale promotore della citata Consulta) ha in seguito ribattuto sostenendo che sarebbe stato impensabile escludere fin dall'inizio l'UCOII, la principale organizzazione islamica presente in Italia, dal nuovo organo nato appunto per rappresentare l'Islam italiano.

[modifica] Viva Israele

Nel suo libro Viva Israele, Allam, oltre a celebrare la sacralità della vita, con tutti i valori ad essa connessi, critica in modo veemente alcuni noti studiosi della realtà arabo-islamica contemporanea, primo fra tutti il prof. Massimo Campanini[24] dell'Università degli studi di Napoli "L'Orientale". Allam accusa Campanini di antisemitismo, di minimizzare colpevolmente il "pericolo islamista" - un abito mentale tipico, secondo Allàm, della grande maggioranza dei docenti universitari italiani - e di sottovalutare, nei suoi libri, editi da prestigiose case editrici italiane e anche straniere, il ruolo dei Fratelli Musulmani nella realizzazione di atti di violenza di stampo fondamentalista nel mondo. Tale accusa completa un coerente lungo tragitto di Magdi Allam ostile al mondo universitario dell'orientalismo italiano[25] che, nel corso del 2007, aveva ad esempio già condannato con la massima severità dalle pagine de Il Corriere della Sera l'antica e prestigiosa Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", specializzato sulle culture extra-europee - nonché la Georgetown University di Washington D.C., rinomata università cattolica statunitense - per aver invitato tra gli altri relatori (fra cui Tariq Ramadan) un personaggio quale Rashid Ghannushi - in esilio a Londra dove egli esprime le sue tesi senza censura alcuna e senza che siano state mai registrate reazioni di sdegno nell'opinione pubblica britannica - per il convengo internazionale Giving Voice to Muslim Democrats tenutosi a Napoli. Ghannushi, a causa di questo articolo, declinò l'invito, asserendo di non sentirsi garantito nella libera espressione delle sue idee.[26]

[modifica] Note

  1. ^ Con il battesimo del 22 marzo 2008, ha scelto come secondo nome: "Cristiano".
  2. ^ La famiglia Caccia pagò le spese scolastiche.
  3. ^ In un'intervista a Grazia, Allam descrisse così le proprie convinzioni in materia di religione: «Sono un musulmano laico. Non mi sono mai convertito al Cristianesimo. Un giorno molti anni fa, sono entrato in una chiesa e ho fatto la Comunione. Non era un gesto di fede. Ma un bisogno, profondo e confuso, di appartenenza a una cultura che volevo diventasse mia»
  4. ^ «Devo andarmene, l'Egitto è una grande prigione e io voglio vivere in libertà» (Vincere la paura, p. 46)
  5. ^ "Viva Israele", Milano, Mondadori, 2007, Ringraziamenti, p. 201
  6. ^ Stefano Lorenzetto. "Io, condannato a morte perché denuncio i terroristi". Il Giornale, 16 dicembre 2007. URL consultato il 24-3-2008.
  7. ^ Moschee-mania, serve uno stop (Corriere della Sera, 29 settembre 2005)
  8. ^ Intervista di Magdi Allam all'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu riguardante gli asseriti rapporti fra alcune moschee italiane e il terrorismo islamico (Corriere della Sera, 25 settembre 2003)
  9. ^ Un ammiratore di Magdi Allam
  10. ^ Un detrattore di Magdi Allam
  11. ^ Il premio Dan David
  12. ^ Dan David Prize laureate.
  13. ^ "Approdo di un lungo cammino. Decisivo l’incontro con il Papa", Lettera al direttore di Magdi Allam, Corriere della Sera del 23 marzo 2008.
  14. ^ Corriere della Sera, «Approdo di un lungo cammino. Decisivo l’incontro con il Papa» di Magdi Cristiano Allam.
  15. ^ Anche per evitare strumentalizzazioni politiche Allam ha dichiarato, nel suo libro Grazie Gesù, di non amare il partito di Lupi essendo, per definizione del suo fondatore Silvio Berlusconi, un partito "monarchico nelle decisioni e anarchico nei valori".
  16. ^ "Il Corriere della Sera", 23-3-2008, p. 8.
  17. ^ "Il Corriere della Sera", 23-3-2008, p. 8.
  18. ^ http://www.corriere.it/politica/08_novembre_30/magdi_5717eb40-bebd-11dd-b8e9-00144f02aabc.shtml
  19. ^ Anteprima del libro Vincere la paura
  20. ^ La Stampa, 06/09/2005
  21. ^ Un'associazione fondata e diretta da Dacia Valent fin dal luglio del 2005, nota soprattutto per aver denunciato Oriana Fallaci per i suoi libri caratterizzati da fortissima ostilità all'islamismo
  22. ^ L'Ucoii è spesso indicata come associazione islamica legata ai Fratelli Musulmani, organizzazione ampiamente finanziata dall'Arabia Saudita. Impossibile fornire dati numerici affidabili che la riguardino, vista la diffusa autoreferenzialità dei movimenti islamici in Italia che non sono riusciti a identificare un loro portavoce in grado di siglare con lo Stato italiano un accordo concordatario.
  23. ^ Interrogazione parlamentare del sen. Malabarba, 18 luglio 2006, seduta n.19
  24. ^ Docente di Storia contemporanea dei Paesi Arabi.
  25. ^ Nel suo Viva Israele, Milano, Mondadori, 2007, p. 168, il giornalista-scrittore afferma in toni apodittici: «... (il) mondo accademico italiano, che è perlopiù ideologicamente schierato a sinistra e nutre (...) simpatie filoislamiche».
  26. ^ Il motivo del duro attacco mediatico di Allam (che definì "terrorista" l'esponente fondamentalista tunisino) erano gli scritti giovanili di Ghannushi che un trentennio prima aveva in effetti usato espressioni incitanti alla violenza per abbattere il regime autocratico tunisino. Pochi anni più tardi Ghannushi ha espresso con regolarità la sua contrarietà all'uso della violenza, nella convinzione progressivamente formatasi che il libero e "democratico" consenso dei musulmani avrebbe comunque infine consentito alle popolazioni islamiche di affrancarsi dai loro numerosi tiranni e dittatori, talora in grado di sopravvivere essenzialmente grazie a non lievi "complicità" internazionali ("Intervista a Ġannūšī" (di M. Guida). Oriente Moderno, LXXXIV (2004), pp. 685-696.)

[modifica] Bibliografia

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