Secolo d'Italia
| Secolo d'Italia | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | quotidiano (non esce di lunedì) |
| Genere | Quotidiano politico |
| Fondazione | 1952 |
| Formato | tabloid |
| Sede | Via della Scrofa 43 - 00186 Roma |
| Direttore | Marcello De Angelis |
| ISSN | 0391-6979 |
| Sito web | http://www.secoloditalia.it |
Il Secolo d'Italia è un quotidiano nazionale, fondato a Roma nel 1952.
È stato dal 1963 l'organo ufficiale del Movimento Sociale Italiano e successivamente di Alleanza Nazionale fino allo scioglimento di questa, avvenuto il 21-22 marzo 2009.
Dopo la fine dell'esperienza di Alleanza Nazionale il giornale si è mantenuto vicino alle posizioni politiche del fondatore di Futuro e Libertà e presidente della Camera dei Deputati on. Gianfranco Fini sino al febbraio 2011, quando la testata è passata a essere controllata dalla componente ex-AN interna al PdL del Comitato di Amministrazione.
Attualmente la testata riporta la dicitura "Quotidiano nel PdL". La domenica esce con la testata D+ Secolo e contiene reportages, critiche letterarie e recensioni di spettacoli.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Fondazione
Venne fondato a Roma il 16 maggio 1952, come giornale indipendente di destra: il fondatore Franz Turchi, al fine di finanziare la creazione del giornale, vendette un antico presepe napoletano con centinaia di statuine. Inizialmente prese il nome di Secolo, scelto dal fondatore in quanto legato al tempo e alla nazione, dopo solo un mese cambiò denominazione nell'attuale Secolo d'Italia.
La motivazione che portò alla nascita del giornale fu la necessità di creare nel periodo pre-elettorale (le elezioni si svolsero nel 1953) un quotidiano d'area che appoggiasse le tesi del Movimento Sociale Italiano: superate le elezioni, visto l'entusiasmo dei giornalisti e il consenso dei lettori, si decise di continuare l'esperienza giornalistica.
Nel corso degli anni cinquanta la direzione del giornale passò da Cesco Giulio Baghino ad un triumvirato formato da Franz Maria d'Asaro, Filippo Anfuso e Giorgio Almirante; che si intessarono rispettivamente di aspetti manageriali, politiche estera e politica interna: fra i vari giornalisti che divennero collaboratori della rivista ricordiamo Nino Tripodi, Felice Borsato e Umberto Guglielmotti.
All'inizio degli anni sessanta il giornale raggiunse una tiratura di oltre 150.000 copie , cifra notevole per i livelli di vendite del periodo.
[modifica] Quotidiano del MSI
Nel 1963 l'allora segretario del MSI Arturo Michelini rilevò la società editrice del giornale, divenendone direttore e rendendolo ufficialmente giornale del partito: alla morte di Michelini, avvenuta nel 1969, la direzione fu assunta da Nino Tripodi, che puntò sia all'ammodernamento del giornale tramite l'utilizzo delle nuove tecnologie di composizione e stampa, sia all'ampliamento della sezione culturale del giornale grazie all'introduzione del supplemento Il Secolo Cultura. Nel 1980 il terrore degli "anni di piombo" colpisce il Secolo d'Italia, con l'assassinio del giovane fattorino del giornale Angelo Mancia.
Almirante affidò negli anni '80 il giornale a un grande giornalista come Alberto Giovannini, con l'incarico di farne un giornale d'area, ma con esiti alterni. Dal 1990 al 1991, durante la segreteria Rauti, è stato direttore Guido Lo Porto.
[modifica] Organo di AN
Nel 1994 divenne direttore Gennaro Malgieri, che ebbe l'arduo compito di condurre il Secolo d'Italia durante le fasi della trasformazione del Movimento Sociale Italiano in Alleanza Nazionale; nel 1998 la guida del giornale passò a Marcello Staglieno.
Nel 2000 l'incarico viene affidato alla giornalista Flavia Perina, dal 2006 direttore politico del Secolo d'Italia perché eletta deputato, con direttore responsabile Luciano Lanna.
Il 21-22 marzo 2009 Alleanza Nazionale ha votato la confluenza con Forza Italia nel nuovo partito, Il Popolo della Libertà.
Il «Secolo» ritorna un quotidiano indipendente, rimanendo però molto vicino alle posizioni di Gianfranco Fini.
[modifica] Direzione Perina/Lanna
La direttrice, Flavia Perina, ha dichiarato a «Prima Comunicazione» nell'aprile 2009:
| « Da un anno o forse più stiamo cercando di fare un giornale post-An e in qualche modo anche post destra, interpretando la svolta di Gianfranco Fini. Abbiamo provato ad assumere il ruolo di avanguardia culturale nel processo di formazione del Pdl, un'avanguardia di provocazione che faccia intravedere il futuro. Lo abbiamo fatto recentemente cercando di interpretare la categoria della laicità positiva, aprendo a collaboratori anche eterogenei. » | |
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(Prima Comunicazione n. 394 - aprile 2009)
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La linea del quotidiano con la direzione Perina è stata legata alla componente finiana e poi a Futuro e Libertà, movimento politico fondato da Gianfranco Fini dopo la sua espulsione il 29 luglio 2010 dal PDL[1], cui aderirono sia il direttore politico Flavia Perina, sia il direttore responsabile Luciano Lanna, sia l'amministratore Enzo Raisi.
L'assunzione di posizioni tradizionalmente non riconducibili alla destra o al centrodestra ha creato attorno al giornale un vivo dibattito[2][3].Pierluigi Battista sul Corriere della Sera prospetta per il «Secolo» (che definisce rappresentante di una "destra" utopica, onirica, libertaria, multiculturalista e progressista) un futuro "di minoranza" avendo infatti sempre meno in comune con la destra reale[4].
Riferendosi a un articolo del 29 giugno 2010 pubblicato in prima pagina, in cui ci si compiaceva di una raccomandazione della Corte europea dei diritti dell'uomo che sconsigliava agli stati europei di proibire nei luoghi pubblici il burqa, il semiologo Ugo Volli ha rinominato tale giornale come "Secolo d’Eurabia"[5].
Dal 2 settembre 2010, data dello "strappo" consumato tra Gianfranco Fini e il PdL, con la nascita di autonomi gruppi parlamentari, diventa il quotidiano di riferimento di Futuro e Libertà.
[modifica] Quotidiano nel Pdl
Nel febbraio 2011 la testata torna ad essere controllata dalla componenente ex-AN e filo PDL del Comitato di Amministrazione. La "Fondazione AN" nomina un nuovo CDA di 5 componenti al posto dell'amministratore unico Raisi, tra cui 4 parlamentari (ex-AN) del PDL, più lo stesso Enzo Raisi (che però non ha accettato l'incarico). Presidente del CDA è il senatore ex AN Giuseppe Valentino. In marzo Flavia Perina, vicina al presidente di FLI Gianfranco Fini, viene dimissionata. Il condirettore Luciano Lanna, anche lui vicino a FLI, resta invece direttore responsabile fino al 19 aprile 2011, giorno in cui si dimette. Al suo posto viene quindi nominato come direttore responsabile pro tempore il caposervizio Girolamo Fragalà, poi nominato vicedirettore responsabile, e il 6 maggio il CDA nomina nuovo direttore politico il deputato Pdl Marcello De Angelis, già direttore del mensile Area (vicino a Gianni Alemanno).
[modifica] Diffusione
La diffusione del Secolo non è ancora certificata dall'ADS. La distribuzione del Secolo d'Italia è di 20.000 copie su tutto il territorio nazionale tranne le isole, secondo i dati della FIEG le rese rappresentano l'87% della tiratura e le copie effettivamente vendute sono quindi 3000 circa. [6] Alle 20 di ogni giorno è disponibile l'edizione on line.
[modifica] Finanziamenti pubblici
Il Secolo d'Italia beneficia dei finanziamenti pubblici riservati all'editoria di partito. Con i 2.952.474,42 euro[7] ricevuti nel 2009, risulta essere quello che beneficia di un rapporto più alto tra finanziamenti pubblici ricevuti e numero di copie vendute, ricevendo in media 3,60 euro per ogni copia effettivamente venduta.[6]
[modifica] Direttori
[modifica] Note
- ^ Tranquillo, Feltri: resteremo vivi
- ^ Il «Secolo d'Italia» piace ai giornalisti meno ai lettori - Interni - ilGiornale.it del 11-07-2009
- ^ Il «Secolo», la destra che dice tante cose di sinistra - Corriere della Sera
- ^ Il «Secolo», la destra che dice tante cose di sinistra Pierluigi Battista, 4 luglio 2009 - Corriere della Sera
- ^ http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=35367 Informazione corretta].
- ^ a b Lavoce.Info - Articoli - Quotidiani Di Partito: Il Conto E' Salato
- ^ http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2008/co10.pdf
[modifica] Bibliografia
- Mauro Mazza, I ragazzi di via Milano, 2006, Fergen, Roma