Regione Autonoma del Tibet
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Abbreviazione: 藏 (pinyin: Zàng) | |
![]() |
|
| Origine del nome cinese | Xī (Ovest) Zàng (Scrittura buddista, tibetani) (Regione dei) tibetani dell'ovest |
| Tipo di amministrazione | Regione autonoma |
| Capitale | Lhasa |
| Segretario del comitato tibetano del PCC | Yang Chuantang |
| Governatore | Jampa Phuntsok |
| Area | 1.228.400 km² (2° pos.) |
| Popolazione (2002) - Densità |
2.670.000 (31° pos.) 2,2/km² (31° pos.) |
| PIL (2003) - pro capite |
18,45 miliardi ¥ (31°) 6.046 ¥ (22° pos.) |
| Maggiori etnie (2000) | Tibetani - 93% Han - 6% Hui - 0.3% Monpa - 0.3% |
| Prefetture | 7 |
| Contee | 73 |
| Comuni | 692 |
| ISO 3166-2 | CN-54 |
La Regione Autonoma del Tibet, nota anche con l'acronimo TAR (Tibet Autonomous Region) (Tibetano: བོད་རང་སྐྱོང་ལྗོངས་; Wylie: Bod-rang-skyong-ljongs) è una regione con autonomia a livello di provincia della Repubblica Popolare Cinese.
Indice |
[modifica] Geografia
La Regione Autonoma del Tibet costituisce una parte dell'originaria nazione del Tibet ed è localizzata nell'omonimo altopiano e comprende una parte importante della catena dell'Himalaya (tra cui il Monte Everest, che con i suoi 8.842 metri è la montagna più alta del pianeta).
[modifica] Confini
Confina a nord e a est con la regione autonoma dello Xinjiang e con le province cinesi di Qinghai e Sichuan; a ovest confina con l'India e a sud con Nepal, India e Bhutan e con la provincia dello Yunnan.
[modifica] Divisioni amministrative
La Regione Autonoma del Tibet comprende una città a livello di prefettura, Lhasa, 6 prefetture (Nagqu, Qamdo, Nyinchi, Shannan, Xigazê, Ngar). Comprende un distretto (Chegguan, Lhasa), una città a livello di contea (Xigazê) e 71 contee.
[modifica] Geografia umana ed etnie
La Regione Autonoma del Tibet ha la più bassa densità delle 6 regioni amministrative a livello di province cinesi a causa del clima e del territorio altamente montagnoso.
La popolazione è costituita da Tibetani e da Cinesi di etnia Han. Non esistono stime ufficiali attendibili inerenti alla percentuale degli uni e degli altri. Sono presenti anche piccoli gruppi tribali come i Monpa e i Lhoba nella parte sud-ovest della regione.
[modifica] Economia
I tibetani dipendono tradizionalmente dall'agricoltura e dall'allevamento, in particolare di yak. Dagli anni '80, con l'arrivo della tecnologia e della modernità dalla Cina, i servizi svolgono un ruolo importante.
Nel 2003, il PIL era di 2,2 milioni USD e costituiva il minore tra le province e regioni cinesi, contribuendo solo allo 0,1% dell'intera economia cinese.
[modifica] Società tibetana prima dell arrivo dei cinesi
Il Tibet e' una regione della Repubblica Popolare Cinese che gode di una certa autonomia. Benche' la propaganda occidentale dipinga il Tibet come una nazione autonoma il Tibet è da secoli annesso alla Cina il tutto comprovato da antichi documenti scritti in lingua Cinese. Quando la rivoluzione Cinese riporto' le terre nelle mani dei contadini la situazione in Tibet era penosa essendo in uno stato simile al nostro medio evo. In particolare il Tibet era governato da una feroce Teocrazia che contemplava la suddivisione in caste tra cui la piu' agiata era chiaramente quella sacerdotale e quella meno agiata era quella degli schiavi 。 I monaci ed i feudatari avevano diritto di vita e di morte sugli schiavi che venivano comprati venduti e sfruttati come bestie. Le pene che venivano inflitte dai monaci o dai feudatari agli schiavi andavano dalle bastonate alla deoculazione all'amputazione degli arti alla morte. Il Tibet sotto il Dalai Lama non era certo quel paradiso che la propaganda occidentale vuole dipingere e i contadini Tibetani son ben riconoscenti alla Cina di averli liberati dall'oppressione e dalla schiavitu. Oggi, l'attuale Dalai Lama erava il proprietario principale dei servi del Tibet. Secondo la legge era proprietario di tutto il paese ed i relativi abitanti, la sua famiglia disponeva di 27 proprietà immobiliari, 36 prati, 6.170 servi e 102 schiavi.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia del Tibet. |
Il Tibet era appartenuto alla Cina da circa 700 anni, dal (1270-1370) impero Yuan che comprende la Cina ,laMongolia e ilTibet, dal 1368 al 1644 Tibet fu uno dei stato vassalo della dinastia cinese Ming,per l’ultimo fu dominata dalla dinastia cinese mancù, Qing (1644-1911).Solo nel 1911 ed il 1950 il Tibet il Tibet ebbe un piccolo periodo di indipendenza dalla Cina , era uno stato sovrano indipendente di stampo teocratico governato dalla massima autorità religiosa del Buddhismo tibetano, il Dalai Lama. dal 1950 l'Esercito di liberazione popolare, facente capo alla Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao Zedong, invase il Tibet, adducendo, come motivazioni verso l'esterno, il fatto che il Tibet, 39 anni prima erano unico stato. Nel 1956 il Governo cinese costituì il Comitato Preparatorio per la Regione Autonoma del Tibet. Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama) presiedeva il comitato, ma si rese conto che gli altri appartenenti erano molto dipendenti dalle decisioni del governo centrale.
Nel 1957 scoppiò una rivolta nel Tibet orientale che si estese a Lhasa nel 1959. Nello stesso anno l'Esercito di liberazione popolare schiacciò la rivolta e costrinse il Dalai Lama alla fuga e il 17 marzo lasciò il Palazzo del Norbulingka travestito da soldato e scappò in India dove costituì il Governo tibetano in esilio.
Il 1° settembre 1965 nacque ufficialmente la Regione Autonoma del Tibet nota internazionalmente con l'acronimo di TAR (Tibet Autonomous Region). In concordanza con gli articoli 111 e 112 della Costituzione della Repubblica Popolare Cinese e seguendo l'esempio dell'Unione Sovietica, il governatore doveva essere di etnia tibetana, controllato dal locale segretario del Partito Comunista Cinese, generalmente un cinese di etnia Han.
La Cina governò quello che rimaneva del Tibet con la forza e la repressione. Con la Rivoluzione Culturale vennero uccisi circa 1,2 milioni di tibetani, 6.254 monasteri distrutti, circa 100.000 tibetani nei campi di lavoro e deforestazione indiscriminata.
Nel 1976, dopo la morte di Mao, visto il clima di rivolta sempre nell'aria, i Cinesi si resero conto che non potevano continuare a governare la Regione Autonoma del Tibet sempre nello stesso modo. Per questo Hua Guofeng successore di Mao, invitò il Dalai Lama a ritornare in Tibet. Questi considerò con cautela l'invito e, dopo avere mandato una commissione per valutare il rientro (con il consenso cinese) decise di rimanere in India.
Deng Xiaoping sostuì Hua Guofeng ed inviò in Tibet una commissione per valutare la situazione del Tibet. A seguito di questa venne stabilito un piano per cercare di migliorare le condizioni di vita dei tibetani riducendo per due anni le tasse, consentendo un minimo di iniziativa privata e facendo riaprire il Jakong e il Palazzo del Potala. Nei primi anni ottanta vennero diminuiti leggermente i divieti relativi all'osservanza della religione e vennero riaperti alcuni monasteri. Questo era per riaprire il colloquio con il Governo tibetano in esilio in modo che il Dalai Lama fosse più vicino all'influenza cinese e che andasse in Cina dove avrebbe potuto ricoprire qualche incarico da funzionario. Egli rifiutò e nel 1983 i colloqui furono interrotti definitivamente e l'invito al Dalai Lama fu ritirato.
Da allora ci sono state sporadiche rivolte (per lo più non armate) per l'autonomia del Tibet contro il Governo cinese, condotte principalmente da monaci e monache. Il Governo cinese, oltre a reprimere con la forza queste proteste, cerca di favorire l'immigrazione di cinesi di etnia Han nella Regione Autonoma del Tibet, anche grazie alla Ferrovia del Qingzang che dal 2006 collega Lhasa a Pechino e al resto della Cina. Si stima che questa porterà in Tibet 40 milioni di non tibetani (contro circa 6,5 milioni di tibetani). Il turismo è stato incrementato, ma le guide turistiche cinesi vengono favorite rispetto a quelle native alle quali viene impedito di svolgere la professione, nel caso in cui fossero scappate in India in precedenza.
A tutt'oggi Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama) non richiede più l'indipendenza e la sovranità del Tibet, anche tramite pressioni internazionali, ma solo una vera autonomia della Regione Autonoma del Tibet ed il rispetto dei diritti umani dei tibetani.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Regione Autonoma del Tibet
| Province amministrate dalla Repubblica Popolare Cinese | ||
|---|---|---|
| Province¹ | Anhui · Fujian · Gansu · Guangdong · Guizhou · Hainan · Hebei · Heilongjiang · Henan · Hubei · Hunan · Jiangsu · Jiangxi · Jilin · Liaoning · Qinghai · Shaanxi · Shandong · Shanxi · Sichuan · Yunnan · Zhejiang | |
| Regioni Autonome | Guangxi · Mongolia Interna · Ningxia · Tibet · Xinjiang | |
| Municipalità | Pechino · Chongqing · Shanghai · Tianjin | |
| Regioni Amministrative Speciali | Hong Kong · Macao | |
| ¹ Vedi anche: Status Politico di Taiwan | ||


