Regione Autonoma del Tibet

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Regione Autonoma del Tibet
regione autonoma
(ZH) 西藏自治区 (Xīzàng Zìzhìqū)
abbrev. 藏 (Zàng)
(tibetano) བོད་རང་སྐྱོང་ལྗོངས། (Bod-rang-skyong-ljongs)
Localizzazione
Stato Cina Cina
Amministrazione
Capoluogo Lhasa
Governatore Padma Choling
Segretario PCC Zhang Qingli
Territorio
Coordinate
del capoluogo
29°39′N 91°06′E / 29.65°N 91.1°E29.65; 91.1 (Regione Autonoma del Tibet)Coordinate: 29°39′N 91°06′E / 29.65°N 91.1°E29.65; 91.1 (Regione Autonoma del Tibet)
Superficie 1 228 400 km²
Abitanti 3 002 166 (2010)
Densità 2,44 ab./km²
Prefetture 7
Contee 73
Comuni 692
Altre informazioni
Fuso orario UTC+8
ISO 3166-2 CN-54
PIL (nominale) 50,7 miliardi ¥ (2010)
PIL procapite (nominale) 17 319 ¥
Cartografia

Regione Autonoma del Tibet – Localizzazione

Sito istituzionale

La Regione Autonoma del Tibet, nota anche con l'acronimo TAR (Tibet Autonomous Region) (Tibetano: བོད་རང་སྐྱོང་ལྗོངས་; Wylie: Bod-rang-skyong-ljongs) è una regione con autonomia a livello di provincia della Repubblica Popolare Cinese.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Regione Autonoma del Tibet costituisce una parte dell'originaria nazione del Tibet ed è localizzata nell'omonimo altopiano e comprende una parte importante della catena dell'Himalaya (tra cui il Monte Everest, che con i suoi 8.848 metri è la montagna più alta del pianeta).

Confini[modifica | modifica wikitesto]

Confina a nord e a est con la regione autonoma dello Xinjiang e con le province cinesi di Qinghai e Sichuan; a ovest confina con l'India e a sud con Nepal, India e Bhutan e con la provincia dello Yunnan.

Divisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La Regione Autonoma del Tibet comprende una città a livello di prefettura, Lhasa, 6 prefetture (Nagqu, Qamdo, Nyinchi, Shannan, Xigazê, Ngar). Comprende un distretto (Chegguan, Lhasa), una città a livello di contea (Xigazê) e 71 contee.

Geografia umana ed etnie[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi Etnolinguistici, 1967 (Guarda la carta intera, con legenda).

La Regione Autonoma del Tibet ha la più bassa densità delle sei regioni amministrative a livello di province cinesi a causa del clima e del territorio altamente montagnoso.

La popolazione è costituita da Tibetani e da Cinesi di etnia Han. Non esistono stime ufficiali attendibili inerenti alla percentuale degli uni e degli altri. Sono presenti anche piccoli gruppi tribali come i Monpa e i Lhoba nella parte sud-ovest della regione.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

I tibetani dipendono tradizionalmente dall'agricoltura e dall'allevamento, in particolare di yak. Dagli anni ottanta, con l'arrivo della tecnologia e della modernità dalla Cina, i servizi svolgono un ruolo importante.

Nel 2003, il PIL era di 2,2 miliardi USD e costituiva il minore tra le province e regioni cinesi, contribuendo solo allo 0,1% dell'intera economia cinese.

Map # Nome Hanzi Hanyu Pinyin Tibetano Wylie Amministrazione
Xizang prfc map.png
Città-prefettura
5 Lhasa 拉萨市 Lāsà Shì ལྷ་ས་གྲོང་ཁྱེར་ Lha-sa Grong-khyer Distretto di Chengguan
— Prefettura —
1 Prefettura di Ngari 阿里地区 Ālǐ Dìqū མངའ་རིས་ས་ཁུལ་ Mnga'-ris Sa-khul Contea di Gar
2 Prefettura di Nagqu 那曲地区 Nàqū Dìqū ནག་ཆུ་ས་ཁུལ་ Nag-chu Sa-khul Contea di Nagqu
3 Prefetura di Qamdo 昌都地区 Chāngdū Dìqū ཆབ་མདོ་ས་ཁུལ་ Chab-mdo Sa-khul Contea di Qamdo
4 Prefettura di Xigazê 日喀则地区 Rìkāzé Dìqū གཞིས་ཀ་རྩེ་ས་ཁུལ་ Gzhis-ka-rtse Sa-khul Xigazê
6 Prefettura di Shannan 山南地区 Shānnán Dìqū ལྷོ་ཁ་ས་ཁུལ་ Lho-kha Sa-khul Contea di Nêdong
7 Prefettura di Nyingchi 林芝地区 Línzhī Dìqū ཉིང་ཁྲི་ས་ཁུལ་ Nying-khri Sa-khul Contea di Nyingchi

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Tibet.

Il Tibet era stato parte dell'Impero Cinese per circa 700 anni, dal (1270-1370) Yuan che comprende Cina, Mongolia, Tibet, dal 1368 al 1644 il Tibet era uno Stato vassallo della dinastia cinese Ming, alla fine dinastia cinese manciù, Qing (1644-1911). Dal 1911 il Tibet divenne uno Stato sovrano indipendente di stampo teocratico governato dalla massima autorità religiosa del Buddhismo tibetano, il Dalai Lama. Nel 1950 l'Esercito di liberazione popolare, facente capo alla Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao Zedong, unificò il Tibet con la Cina, adducendo, come motivazioni verso l'esterno, il fatto che il Tibet con la Cina, 39 anni prima, erano un unico Stato. Nel 1956 il Governo cinese costituì il Comitato Preparatorio per la Regione Autonoma del Tibet. Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama) presiedeva il comitato, ma si rese conto che gli altri appartenenti erano molto dipendenti dalle decisioni del governo centrale.

Nel 1957 scoppiò una rivolta nel Tibet orientale che si estese a Lhasa nel 1959. Nello stesso anno l'Esercito di liberazione popolare schiacciò la rivolta e costrinse il Dalai Lama alla fuga e il 17 marzo lasciò il Palazzo del Norbulingka travestito da soldato e scappò in India dove costituì il Governo tibetano in esilio.

Il 1º settembre 1965 nacque ufficialmente la Regione Autonoma del Tibet nota internazionalmente con l'acronimo di TAR (Tibet Autonomous Region). In concordanza con gli articoli 111 e 112 della Costituzione della Repubblica Popolare Cinese e seguendo l'esempio dell'Unione Sovietica, il governatore doveva essere di etnia tibetana, controllato dal locale segretario del Partito Comunista Cinese, generalmente un cinese di etnia Han.

La Cina governò quello che rimaneva del Tibet con la forza e la repressione. Con la Rivoluzione Culturale vennero uccisi circa 1,2 milioni di tibetani, 6.254 monasteri distrutti, circa 100.000 tibetani nei campi di lavoro e deforestazione indiscriminata.[senza fonte]

Nel 1976, dopo la morte di Mao, visto il clima di rivolta sempre nell'aria, i Cinesi si resero conto che non potevano continuare a governare la Regione Autonoma del Tibet sempre nello stesso modo. Per questo Hua Guofeng successore di Mao, invitò il Dalai Lama a ritornare in Tibet. Questi considerò con cautela l'invito e, dopo avere mandato una commissione per valutare il rientro (con il consenso cinese) decise di rimanere in India.

Deng Xiaoping sostituì Hua Guofeng ed inviò in Tibet una commissione per valutare la situazione del Tibet. A seguito di questa venne stabilito un piano per cercare di migliorare le condizioni di vita dei tibetani riducendo per due anni le tasse, consentendo un minimo di iniziativa privata e facendo riaprire il Jakong e il Palazzo del Potala. Nei primi anni ottanta vennero diminuiti leggermente i divieti relativi all'osservanza della religione e vennero riaperti alcuni monasteri. Questo era per riaprire il colloquio con il Governo tibetano in esilio in modo che il Dalai Lama fosse più vicino all'influenza cinese e che andasse in Cina dove avrebbe potuto ricoprire qualche incarico da funzionario. Egli rifiutò e nel 1983 i colloqui furono interrotti definitivamente e l'invito al Dalai Lama fu ritirato.

Da allora ci sono state sporadiche rivolte (per lo più non armate) per l'autonomia del Tibet contro il Governo cinese, condotte principalmente da monaci e monache. Il Governo cinese, oltre a reprimere con la forza queste proteste, cerca di favorire l'immigrazione di cinesi di etnia Han nella Regione Autonoma del Tibet, anche grazie alla Ferrovia del Qingzang che dal 2006 collega Lhasa a Pechino e al resto della Cina. Si stima che questa porterà in Tibet 40 milioni di non tibetani (contro circa 6,5 milioni di tibetani). Il turismo è stato incrementato, ma le guide turistiche cinesi vengono favorite rispetto a quelle native alle quali viene impedito di svolgere la professione, nel caso in cui fossero scappate in India in precedenza.[senza fonte]

A tutt'oggi Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama) non richiede più l'indipendenza e la sovranità del Tibet, anche tramite pressioni internazionali, ma solo una vera autonomia del Tibet ed il rispetto dei diritti umani dei tibetani.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni in Tibet.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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