Alpi italiane

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le Alpi italiane viste dallo spazio

Le Alpi italiane si estendono per circa 1200 km in lunghezza e occupano una superficie di circa 51.941 km², pari al 27,3 % della superficie totale delle Alpi di 190.959 km² secondo la Convenzione delle Alpi.[1]. Le Alpi italiane sono più aguzze degli Appennini perché sono più "giovani".

La bocchetta di Altare (o colle di Cadibona), situata a monte di Savona, segna il punto di unione tra la catena alpina e la catena appenninica. La città di Imperia segna l'inizio delle Alpi, e la città di Gorizia segna la fine dalla catena alpina italiana. La vetta più alta, confina con la Francia, ed è il Monte Bianco (alto 4807 m); il Monte Bianco è nelle Alpi Graie, che si trovano nelle Alpi dell'ovest.

Lo spartiacque costituisce quasi in ogni tratto dell'arco alpino il preciso confine politico, cioè:

Le rocce di cui sono costituite le Alpi Italiane sono per lo più di due qualità: granitiche-cristalline (ad esempio il Monte Bianco ed il Monte Rosa) e calcaree (ad esempio le Dolomiti e le Prealpi).

Suddivisione delle Alpi italiane[modifica | modifica sorgente]

Nel 1926 il Comitato Geografico Nazionale ha ufficializzato la Partizione delle Alpi tradizionalmente conosciuta, sulla base del documento "Nomi e limiti delle grandi parti del Sistema Alpino".

Nel 2005 è stata pubblicata la classificazione SOIUSA, allo scopo di uniformare le denominazioni utilizzate negli Stati dell'area alpina. Tuttavia queste due classificazioni riguardano l'insieme della catena alpina.

Tra le diverse classificazioni delle Alpi italiane, la suddivisione si compone di 12 sezionie 60 raggruppamenti, a loro volta suddivisi in gruppi. A differenza delle altre due classificazioni, non esiste una suddivisione della catena alpina in grandi parti.

Le 12 sezioni individuate sono: Alpi Liguri, Alpi Marittime, Alpi Cozie, Alpi Graie, Alpi Pennine, Alpi Lepontine, Alpi Retiche, Prealpi lombarde e Alpi Orobie, Alpi Noriche e Alpi Pusteresi, Dolomiti, Alpi Carniche, Alpi Giulie, Prealpi Trivenete.

Alpi Liguri[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Liguri vanno dal Colle di Cadibona fino al Colle di Tenda. La cima più elevata delle Alpi Liguri è la Punta Marguareis (2651 m). Altre vette importanti sono il Monte Mongioie (2630 m), la Cima delle saline (2612 m) il Pizzo d'Ormea (2476 m), il Monte Bertrand (2481 m) e il Monte Saccarello (2201 m, che è anche la cima più alta della Liguria).

Ai piedi del Mongioie e del Marguareis ci sono le sorgenti del Tanaro, il più importante affluente di destra del Po (1/5 delle acque del Po è contributo del Tanaro). Attorno al Marguareis e al Mongioie si trova una delle zone carsiche più importanti in Europa con grotte, pozzi e cunicoli che superano i 100 km di estensione e i 1000 m di profondità.

Alpi Marittime[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Marittime vanno dal Colle di Tenda al Colle della Maddalena. La cima più elevata è la cima sud del massiccio dell'Argentera (3297 m). Dal punto di vista geologico, le Marittime sono caratterizzate da una forte variabilità: si alternano, infatti, rocce calcaree e dolomitiche (che caratterizzano, ad esempio, la Valle Stura di Demonte), a rocce granitiche (fra tutti, il massiccio cristallino dell'Argentera in Valle Gesso), tutte fortemente modellate dall'azione erosiva millenaria dei ghiacciai.

Alpi Cozie[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Cozie si estendono tra il Colle della Maddalena e quello del Moncenisio, da cui discende la Val di Susa, percorsa dal fiume Dora Riparia. Questa valle è percorsa da una delle principali vie di comunicazione tra l'Italia (Torino) e la Francia e fa capo ad un altro notevole valico chiamato Colle del Monginevro. Le Alpi Cozie sono dominate dal Monviso (3841 m), da cui nasce il Po. Sono ulteriormente suddivise in tre raggruppamenti: Alpi Cozie Meridionali (Chamberyon-Monviso); Alpi Cozie Centrali (Bucie-Grand Queyron-Assietta); Alpi Cozie Settentrionali (Chaberton-Bernauda-Pierre Meune-Ambin).

Alpi Graie[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Graie sono comprese tra il Moncenisio ed il Col Ferret. I gruppi montuosi più notevoli di questo tratto alpino sono il massiccio del Monte Bianco, la vetta più alta delle Alpi (4807 m), ed il Gruppo del Gran Paradiso (4061 m). Tra questi due gruppi montuosi si apre il Colle del Piccolo San Bernardo, attraverso il quale si passa dalla Valle d'Aosta in Francia (Val-d'Isère-Rodano). Si suddividono in: Alpi Graie Meridionali (Rocciamelone), Alpi Graie Occidentali (Gran Paradiso, Rosa dei Banchi e Emilius-Tersiva), Alpi Graie Centrali (Grande Sassière-Tsanteleina e Rutor-Léchaud) e Alpi Graie Settentrionali (Monte Bianco).

Alpi Pennine[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Pennine sono così chiamate dalla parola ligure pre-romana pen (monte). Comprese tra il Col Ferret ed il Passo del Sempione, costituiscono un potente bastione ed un maestoso complesso glaciale. Spiccano in esso vette di poco inferiori in altitudine al Monte Bianco, come il Cervino (4478 m) ed il Monte Rosa (4638 m). Presentano un solo valico importante, il Gran San Bernardo, che collega la Valle d'Aosta alla valle del Rodano. Si suddividono in: Alpi Pennine Occidentali (Gran Combin), Alpi Pennine Centrali (Cervino) e Alpi Pennine Orientali (Monte Rosa, Alpi Biellesi e Valsesiane, Andolla-Sempione).

Alpi Lepontine[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Lepontine (o Leponzie) si estendono dal Passo del Sempione al Passo dello Spluga, che permette di passare dal Lago di Como alla valle del Reno. La vetta più importante è quella del Monte Leone (3560 m). Comprendono il più importante nodo idrografico dell'Europa occidentale: il Massiccio del San Gottardo. Da esso discendono, in tre diverse direzioni, tre fiumi: verso ovest il Rodano, che sfocia nel Mediterraneo; verso est un ramo del Reno, che sfocia nel Mare del Nord; verso sud il Ticino, affluente del Po. Le Alpi Lepontine sono valicabili attraverso il Passo del San Bernardino ed il Passo del San Gottardo. Sono suddivise in: Gruppo del Sempione-Formazza-Vigezzo (Monte Leone) e Catena Mesolcina (Tambò-Forcola).

Alpi Retiche[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Retiche si estendono dal Passo dello Spluga al Passo del Brennero. Comprendono importanti gruppi montuosi, il principale dei quali è il Massiccio del Bernina, dominato dalla montagna più alta delle Alpi Retiche, il Pizzo Bernina (4049 m). Gli altri raggruppamenti individuati dalla suddivisione TCI-Cai sono: Spluga (Suretta-Stella), Masino-Bregaglia (Monte Disgrazia), Piazzi-Sesvenna, Alpi Venoste e Passirie (Similaun), Alpi Breonie e Sarentine (Pan di Zucchero), Gruppo Ortles-Cevedale (Monte Ortles, 3902 m), Presanella (3558 m), Adamello (3539 m), Dolomiti di Brenta (Cima Tosa, 3173 m). I passi principali sono il Passo del Maloja, che congiunge la Val Chiavenna con l'alta Engadina; il Passo del Bernina permette di passare dalla Tirano a St. Moritz; il Passo dello Stelvio, che collega la Valtellina alla Val Venosta; il Passo dell'Aprica, che mette in comunicazione la Valtellina con la Val Camonica; il Passo del Tonale, che, oltre a segnare il confine fra il comune di Vermiglio e la prestigiosa Ponte di Legno, mette in comunicazione la Val Camonica con la Val di Sole.

Prealpi lombarde e Alpi Orobie[modifica | modifica sorgente]

Le Prealpi lombarde costituiscono il settore dei rilievi montuosi compresi tra il Lago Maggiore a ovest, il Lago di Garda a est, la Pianura Padana a sud e le Alpi Orobie e le Alpi Retiche a nord. Interessano, oltre al territorio lombardo, anche porzioni del territorio elvetico (Canton Ticino) e del Trentino (Giudicarie). Oltre al Verbano e al Benaco, gli altri grandi bacini lacustri (Lago di Como, Lago di Lugano e Lago d'Iseo) dividono le Prealpi lombarde in tre aree: le Prealpi Comasche e le Prealpi Varesine a ovest del Ceresio; le Prealpi Bergamasche tra il Lago di Como ed il Lago di Iseo; le Prealpi Bresciane e le Prealpi Gardesane tra il Lago d'Iseo ed il Lago di Garda. La cima più alta delle Prealpi lombarde è la Concarena (2549 m).

Le Alpi Orobie si trovano a sud del fiume Adda, nel tratto compreso tra il Passo dell'Aprica ed il Lago di Como, e ad ovest del fiume Oglio. La cima più alta è il Pizzo di Coca (3050 m).

Alpi Noriche e Alpi Pusteresi[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Noriche (o Aurine) vanno dal Passo del Brennero fino alla Forcella del Picco (2665 m) e comprendono il punto più settentrionale del territorio italiano: la Testa Gemella Occidentale (2837 m), situata presso la Vetta d'Italia. La cima più alta di questo tratto alpino è il Gran Pilastro (3510 m). Altre cime importanti sono il Monte Mesule (3479 m), la Cima di Campo (3418 m), il Sasso Nero (3370 m), il Monte Lovello (3378 m), la Croda Alta (3287 m) ed il Monte Fumo (3250 m).

Le Alpi Pusteresi vanno dalla Forcella del Picco a Dobbiaco. La vetta più alta è il Picco dei Tre Signori (3498 m). Altre cime importanti sono il Pizzo Rosso di Predoi (3495 m); il Collalto (3435 m) ed il Monte Nevoso nel Gruppo delle Vedrette di Ries; la Cima Dura (3130 m); la Croda Rossa ed il Monte Ripa nel Gruppo dei Monti di Casies.

Dolomiti[modifica | modifica sorgente]

Le Dolomiti costituiscono una catena montuosa celebre per le guglie turrite e per le pareti di roccia calcarea particolarmente adatte all'arrampicata. Esse hanno una direzione trasversale rispetto allo spartiacque alpino; infatti sono comprese tra la Val Rendena ad ovest e quella del fiume Piave ad est (Cadore). Raggiungono la loro massima altezza nella Marmolada (3342 m). Le Dolomiti Occidentali comprendono i gruppi: Brenta, Catinaccio-Latemar, Sassolungo, Odle-Puez-Cir, Sella, Marmolada, Pale di San Martino, Alpi Feltrine-Feruc. Le Dolomiti Orientali comprendono i gruppi: Schiara, Civetta-Moiazza, Pelmo-Dolomiti di Zoldo, Croda Rossa di Ampezzo, Tre Cime di Lavaredo.

Alpi Carniche[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Carniche si elevano tra Dobbiaco e Tarvisio. Si possono suddividere nella Catena Carnica Principale, che segna in parte il confine che divide l'Italia dall'Austria, e nelle Alpi di Tolmezzo o Carniche Meridionali. La cima più alta è il Monte Coglians (2780 m), sulla catena principale. Altre vette importanti sono: la Creta delle Chianevate (2769 m), il Monte Cavallino (2689 m), il Monte Palombino (2600 m), il Monte Vancomune (2581 m), il Monte Peralba (2694 m), il Monte Terza Grande (2586 m) ed il Monte Fleons (2507 m) nella catena principale; il Monte Pleros (2314 m), il Col Gentile (2075 m), il Monte Tersadia (1958 m) e il Monte Sernio (2187 m) nelle Alpi di Tolmezzo.

Alpi Giulie[modifica | modifica sorgente]

Le Alpi Giulie vanno da Tarvisio a Tolmino e costituiscono, assieme alle Alpi Liguri, il tratto meno elevato della catena alpina. La cima più elevata è il Monte Tricorno (2868 m) in Slovenia. Lungo le Alpi Giulie lo spartiacque non è nettamente definito: infatti ai massicci settentrionali del Tricorno e del Monte Nero (2245 m) succede a sud una serie di altopiani calcarei, il principale dei quali è il Carso. Data la composizione calcarea del terreno, le acque lo corrodono facilmente e pertanto scorrono per lo più in caverne e cunicoli sotterranei. In territorio italiano le cime più elevate sono il Montasio (2753 m), il Monte Canin (2587 m) ed il Mangart (2677 m).

Prealpi Trivenete[modifica | modifica sorgente]

Le Prealpi Venete si estendono dal Lago di Garda all'Altopiano del Cansiglio, fra le province di Verona, di Vicenza, Treviso e Belluno. Delle Prealpi Venete fanno parte i gruppi: Cadria, Torta, Monte Bondone, Monte Baldo, Folgaria, Lavarone, Altopiano di Asiago, Piccole Dolomiti, Monte Pasubio, Monti Lessini, Monte Grappa, Col Nudo, Monte Cavallo e Col Visentin. La cima più alta è il Col Nudo (2471 m).

Le Prealpi Carniche si estendono fra l'alta valle del Tagliamento a nord e ad est, la valle del Piave a ovest e la pianura padano-veneta a sud. Fanno parte delle Prealpi Carniche i gruppi: Monte Cridola, Cima Monfalcon, Monte Duranno, Monte Pramaggiore e Monte Cornaget, appartenenti alle Dolomiti Friulane; Monte Valcalda e Monte Vegnaris. La cima più elevata delle Prealpi Carniche è la Cima dei Preti (2703 m), nelle Dolomiti Friulane.

Le Prealpi Giulie sono costituite dall'insieme delle alture poste nell'estrema parte orientale del Friuli-Venezia Giulia che precedono le Alpi e si estendono dalle Prealpi Carniche fino al Carso goriziano. Il territorio che fa parte delle Prealpi Giulie è quindi compreso tra i fiumi Tagliamento ed Isonzo, e limitata a sud-ovest dalla pianura friuliana e a nord-est dalla valle di Resia e dalla sella del Monte Guarda. Le Prealpi possono inoltre essere suddivise nei gruppi: Monte Plauris, Monte Chiampon, Gran Monte e Monte Matajur. La vetta più alta è il Monte Plauris (1958 m).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.alpconv.org - L’area compresa entro il perimetro della Convenzione delle Alpi si estende per 190.959 km², con una lunghezza di circa 1.200 km e una larghezza massima di 300 km. Le Alpi si sviluppano anche in verticale: dal livello del mare raggiungono, con la vetta del Monte Bianco, l’altitudine di 4.807 metri. Un unico territorio condiviso da otto Stati: Austria (28,7% della superficie totale), Italia (27,2%), Francia (21,4%), Svizzera (13,2%), Germania (5,8%), Slovenia (3,6%), Liechtenstein (0,08%) e Principato di Monaco (0,001%)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.

Galleria Fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]