Monte Saccarello

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Monte Saccarello
Vetta del Saccarello.JPG
La vetta del Saccarello. Sullo sfondo, le alpi francesi.
Stati Italia Italia
Francia Francia
Regione Liguria Liguria
Piemonte Piemonte
Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Provincia Imperia Imperia
Cuneo Cuneo
Blason06.PNG Alpi Marittime
Altezza 2.201 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 44°03′42.79″N 7°42′45.11″E / 44.061886°N 7.71253°E44.061886; 7.71253Coordinate: 44°03′42.79″N 7°42′45.11″E / 44.061886°N 7.71253°E44.061886; 7.71253
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Saccarello
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Sud-occidentali
Sezione Alpi liguri
Sottosezione Alpi del Marguareis
Supergruppo Catena del Saccarello
Gruppo Gruppo del Monte Saccarello
Sottogruppo Nodo del Monte Saccarello
Codice I/A-1.II-A.1.a

Il Monte Saccarello (munte Sciacarée in brigasco, mont Saccarello in francese) è una montagna delle Alpi liguri alta 2.201 m. Assieme al Monte Frontè (2.152 m), alla Cima Missun (2.356 m) e al Monte Bertrand (2.482 m) forma il Nodo del Monte Saccarello: un massiccio alpino, costituito in prevalenza da substrati calcarei flyschoidi (Unità di Sanremo), che si caratterizza per le morfologie relativamente poco aspre.[1]

La vetta del Monte Saccarello è dal 1947 un punto di confine amministrativo tra le province di Imperia e di Cuneo e confine di Stato tra l'Italia e la Francia (Dipartimento delle Alpi Marittime). La sua sommità costituisce il punto più elevato del territorio ligure.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il Saccarello avvolto dalla nebbia

La cima del Saccarello può essere raggiunta in auto e moto da Monesi per mezzo di una rotabile in parte asfaltata, oppure percorrendo la strada sterrata ex militare che collega il monte al Colle di Tenda. Quest'ultima è disseminata di numerosi ruderi di batterie di artiglieria in funzione anti-francese a presidio della sottostante alta val Roia. Furono costruite agli inizi del Novecento ed ora sono in stato di abbandono o riutilizzate come rifugio per animali nel periodo estivo. La cima è raggiungibile a piedi tramite sentiero sempre da Monesi e da Realdo, oppure percorrendo un tratto dell'Alta Via dei Monti Liguri da San Bernardo di Mendatica o dalla Colla Melosa - Sella d'Agnaira.

La statua bronzea del Redentore (1901), sulla cima minore del Saccarello

Sulla sommità dell'anticima orientale, a quota 2164 m s.l.m., è presente una grande statua bronzea raffigurante il Cristo Redentore, facente parte di un gruppo di sculture collocate, nei primi anni del XX secolo, sulle montagne più alte di ogni regione italiana. A circa 1,4 km dalla cima, seguendo lo spartiacque in direzione levante, sorge a quota 2054 m s.l.m., il Rifugio Sanremo, di proprietà della sezione di Sanremo del Club Alpino Italiano.

Lungo il versante nord-orientale del Monte Saccarello si sviluppano gli impianti sciistici e le relative piste da sci della località sciistica di Monesi di Triora, frazione del comune di Triora. Il versante opposto, invece, è a strapiombo sulla frazione di Verdeggia, ancora nel comune di Triora.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Il paesaggio vegetale è quello tipico dell'alta montagna nelle Alpi sud-occidentali, in cui a pascoli secondari di origine antropica ed arbusteti subalpini, si intervallano formazioni più povere sui pendii sassosi e discontinui e lembi di pascolo primario alpino (formazioni calcifile inquadrabili nell'alleanza Oxytropido-Elynion), questi ultimi strettamente limitati alla dorsale sommitale (oltre i 2000–2100 m).

I versanti meridionali del gruppo montuoso sono costituiti da rocce flischoidi (flysch dell'Unità "Sanremo-Monte Saccarello") stratificate e disposte a reggipoggio, di conseguenza si presentano decisamente scoscesi e caratterizzati da pareti rocciose, alternate a ripidissimi pendii detritici, solo parzialmente consolidati e colonizzati dalla vegetazione arborea (costituita da contorti esemplari di larice e alle quote inferiori da pino silvestre, faggio e acero montano).

Sui versanti settentrionali gli strati assumono una tipica disposizione a franapoggio e hanno subito una maggiore erosione che ha favorito la formazione di pendii meno inclinati e scoscesi e l'insediamento di una vegetazione più fitta e continua, caratterizzata da lariceti e arbusteti subalpini a rododendro rosso (Rhododendron ferrugineum) o a mirtillo comune (Vaccinium myrtillus) e mirtillo nero (Vaccinium gaultherioides), alternati a formazioni a ontano verde (Alnus viridis) nelle aree più umide.

Tra gli elementi floristici più interessanti del Monte Saccarello va sicuramente annoverata l'abbondante fioritura del meleagride di Moggridge (Fritillaria tubiformis subsp. moggridgei), dalle campane gialle ricurve punteggiate di bordeaux. Si tratta di una pianta soggetta a protezione regionale abbastanza diffusa sul versante nord-orientale del Saccarello.

Altre piante di particolare interesse, tipiche del paesaggio alpino, si possono trovare al limite meridionale dell'areale: il doronico dei macereti (Doronicum grandiflorum), la stella alpina (Leontopodium alpinum), l'aglio serpentino (Allium victorialis) e l'anemone del Monte Baldo (Anemone baldensis). Sono diffuse anche le specie legate alle praterie culminali alpine e appenniniche quali l'anemone alpino (Pulsatilla alpina subsp. millefoliata), l'Anemone a fiori di narciso (Anemone narcissiflora) o il senecione capitato (Tephroseris integrifolia subsp. capitata) dai vistosi capolini color giallo-arancio.

Non mancano gli endemismi esclusivi delle Alpi occidentali, come la genziana ligure (Gentiana ligustica), la genziana di Villars (Gentiana burseri subsp. villarsii), l'astragalo svizzero (Oxytropis helvetica), l'elegante Allium narcissiflorum, la bella primula impolverata (Primula marginata), la viola di Cavillier (Viola calcarata subsp. cavillieri) dalle grandi corolle di colore variabile dal blu, al bianco al giallo e la vistosa e rarissima (appena cinque stazioni in tutto il mondo) centaurea di Bicknell (Rhaponticum heleleniifolium subsp. bicknellii), copiosamente presente sulle pendici meridionali del massiccio, significativa anche la presenza dell'Androsace adfinis ssp. adfinis una piccola primulacea, dalla fioritura relativamente precoce (fine maggio-metà giugno subito dopo la fusione della neve), che in Italia è conosciuta solo per pochissime località delle Alpi sud-occidentali e che nella zona del Saccarello ha le sue uniche stazioni liguri.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Sulle pendici della montagna si possono trovare varie specie di mammiferi tipici degli ambienti alpini tra i quali vi sono la lepre bianca (Lepus timidus), l'ermellino (Mustela erminea), la marmotta (Marmota marmota) e il camoscio delle Alpi (Rupicapra rupicapra).

Tra i volatili sono diffusi l'aquila reale (Aquila chrysaetos), la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus) e il biancone (Circaëtus gallicus). Sono inoltre presenti nella zona alcuni esemplari di gufo reale (Bubo bubo) e di gallo forcello (Tetrao tetrix).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nelle polemiche geografiche di fine Ottocento, Pietro Canepa fa del Saccarello il fulcro del suo pamphlet Quale sia il limite fra le Alpi e gli Appennini, ma se lo investe di un ruolo cardine in tutta la sua trattazione è per relegarlo a mero rappresentante dell'inizio della catena appenninica.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Marazzi. Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA. Pavone Canavese (TO), Priuli & Verlucca editori, 2005.
  • Andrea Parodi. Laghi, cascate e altre meraviglie. Arenzano (GE), Andrea Parodi Editore, 2003.
  • Andrea Parodi. Alte vie della Liguria. Arenzano (GE), Andrea Parodi Editore, 2003.
  • Centro Studi Unioncamere Liguri, Studio Cartografico Italiano. Alta Via dei Monti Liguri. Genova, 1983.
  • Pietro Canepa. Quale sia il limite fra le Alpi e gli Appennini. Genova, Sambolino, 1878.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]