Bisalta
| Bisalta | |
|---|---|
| Cuneo e la Bisalta | |
| Paese | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 2.231 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 44°16′12″N 7°36′21″E / 44.269973°N 7.605758°E |
| Altri nomi e significati | Besimauda |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Occidentali |
| Grande Settore | Alpi Sud-occidentali |
| Sezione | Alpi Liguri |
| Sottosezione | Alpi del Marguareis |
| Supergruppo | Catena Marguareis-Mongioie |
| Gruppo | Gruppo Testa Ciaudon-Cima della Fascia |
| Sottogruppo | Costiera del Bric Costa Rossa |
| Codice | I/A-1.II-B.3.d |
Coordinate: 44°16′12″N 7°36′21″E / 44.269973°N 7.605758°E
La Bisalta è una montagna delle Alpi Liguri alta 2.231 m situata alla convergenza tra le due brevi valli dei torrenti Colla e Josina e la Valle Pesio. Interessa i comuni di Peveragno e Boves, in Provincia di Cuneo.[1]
Il toponimo deriva dell’apparenza bifida del monte se visto dalla pianura (bis alta: due volte alta). Su parecchie carte viene indicata come Besimauda; spesso per Bisalta si intende invece tutto il gruppo montuoso che comprende, oltre che la nostra montagna, il Bric Costa Rossa (2.403 m) ed i rilievi della cresta che collega le due montagne.
Indice |
[modifica] Descrizione
La parte sommitale della montagna è sdoppiata in due rilievi; quello meridionale è il più alto (2.231 m) ed è sormontato da un’alta croce metallica. Anche sull’anticima nord, a quota 2.018, sorge una croce. In corrispondenza della Bisalta la Costa della Mula, un costolone di massi accatastati che sale da est, converge sul crinale spartiacque Colla-Pesio.
Le pendici sono roccioso-detritiche, colonizzate soprattutto sul versante Josina da bassi arbusti e magri e ripidi pascoli.
Data la posizione avanzata verso la pianura la Bisalta è una delle montagne più panoramiche del Piemonte: dalla sua cima si può abbracciare un amplissimo tratto dell’arco alpino e, nelle giornate limpide, lo sguardo può arrivare fino al Mar Ligure. Grazie anche alla sua forma caratteristica è facilmente individuabile dalla pianura ed è visibile anche da molto lontano.
[modifica] Storia e leggende
Secondo una leggenda piuttosto diffusa la cima della montagna dovrebbe la sua conformazione bifida ad un intervento diabolico.
La Bisalta fu frequentata a fine Ottocento da celebri alpinisti quali Coolidge e Freshfield.
Sempre a causa della sua posizione isolata il massiccio della Bisalta tende ad attirare i fulmini. Ciò causò nel luglio 1960 una tragedia nella quale persero la vita quattro persone che partecipavano ad una cerimonia religiosa e che furono uccise da un fulmine scaricatosi sulla croce di vetta del Bric Costa Rossa.[2]
Sulla montagna negli anni cinquanta del Novecento sono state effettuate ricerche di uranio, curate tra gli altri dal geologo Felice Ippolito[3].
[modifica] Accesso alla vetta
La Bisalta è raggiungibile percorrendo, per tracce di passaggio su pietraia, la Costa della Mula[4]; un itinerario più lungo parte invece da San Giacomo in Val Colla.[5] Una terza via percorre la cresta meridionale e collega la montagna con il Bric Costa Rossa, a sua volta raggiungibile da Limone Piemonte.[6]
La montagna è anche accessibile con le ciaspole[7] o con gli sci da scialpinismo.[8]
[modifica] Note
- ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
- ^ Info e itinerari sulla Bisalta
- ^ Sulla roccia uranifera del M.Besimauda., Ippolito F., Nicotera P., La Ricerca Scientifica n.10, 1961
- ^ Itinerario su www.alpioccidentali.it (Sito consultato nell'ottobre 2009)
- ^ Scheda on-line su www.anfablopir.com (Sito consultato nell'ottobre 2009)
- ^ Itinerario su www.gulliver.it (Sito consultato nell'ottobre 2009)
- ^ www.quotazero.com (Sito consultato nell'ottobre 2009)
- ^ www.lafiocavenmola.it (Sito consultato nell'ottobre 2009)
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[modifica] Collegamenti esterni
Info e itinerari sulla Bisalta