Monte Galero

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Monte Galero
Monte Galero da ovest a sin colle san bernardo.jpg
Il monte Galero dal Galerotto; sulla sinistra il colle San Bernardo
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Piemonte Piemonte
Provincia Savona Savona
Cuneo Cuneo
Altezza 1.708 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 44°09′21.96″N 8°00′55.44″E / 44.1561°N 8.0154°E44.1561; 8.0154Coordinate: 44°09′21.96″N 8°00′55.44″E / 44.1561°N 8.0154°E44.1561; 8.0154
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Galero
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Sud-occidentali
Sezione Alpi Liguri
Sottosezione Prealpi Liguri
Supergruppo Catena Settepani-Carmo-Armetta
Gruppo Gruppo Galero-Armetta
Sottogruppo Costiera Galero-Armetta
Codice I/A-1.I-A.3.a
IT 1323920
Tipo di area SIC
Class. internaz. IT1323920
Stati Italia Italia
Regioni Liguria Liguria
Province Savona Savona
Superficie a terra 3194,0[1] ha
Provvedimenti istitutivi legge regionale della Regione Liguria n.28 del 10 luglio 2009 "Disposizioni per la tutela e valorizzazione della biodiversità" [2]
Gestore Provincia di Savona - Ufficio Parchi e Aree Protette[1]

Il monte Galero è una montagna delle Alpi Liguri alta 1.708 m. Forma, con i vicini monte Dubasso, monte Armetta e monte della Guardia, il massiccio dell'Armetta-Galero, che si colloca, come importante nodo orografico, tra il bacino imbrifero del Neva, la valle Arroscia e l'alta val Tanaro.

La vetta del monte Galero è un punto di confine amministrativo tra le province di Savona e di Cuneo. Parte del versante nord-orientale della montagna, pur appartenendo dal punto amministrativo alla Provincia di Cuneo, fa parte del bacino imbrifero del torrente Neva, tributario del Mar Ligure.

Il versante ligure della montagna è incluso nel SIC denominato Monte Galero.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La croce di vetta, sullo sfondo a destra il monte Armetta.

La montagna, che ha grossomodo la forma di una piramide tronca a base triangolare, presenta due vette divise da una poco profonda insellatura (1686 m): la cima orientale è quella più elevata (1708 m) e costituisce il punto più alto della provincia di Savona; la cima occidentale (conosciuta localmente come Galerotto) raggiunge l'altitudine di 1703 m. Il monte Galero è la prima cima delle Alpi Liguri, partendo dal colle di Cadibona, a superare i 1500 m di altitudine.

Formato in prevalenza da rocce carbonatiche facilmente erodibili (flysch a elmintoidi e calcescisti), che si modellano in un profilo orografico dalle pendenze relativamente attenuate e dalle forme piuttosto arrotondate, il monte Galero è però caratterizzato anche da affioramenti di conglomerati (sempre di natura carbonatica) noti come Brecce del monte Galero, che formano vistose strutture rocciose (alte fino a 25–30 m) visibili sul versante sud-occidentale della montagna e da più modesti affioramenti di quarziti, specie sul suo versante nord-orientale.

Il monte Galero è raggiungibile percorrendo l'alta via dei Monti Liguri, con partenza dal colle San Bernardo di Garessio o dal colle di San Bartolomeo d'Ormea.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Galero" ha origine incerta. Sui documenti più antichi è spesso riportato come "monte Gallé", nome che figura anche in alcune mappe realizzate nel XIX secolo. Si può tranquillamente scartare la versione secondo la quale il toponimo deriverebbe dal nome del copricapo ecclesiastico, visto che è ben difficile scorgere elementi di somiglianza tra il "galero" copricapo e il "Galero" montagna. Un'altra e più probabile linea etimologica fa derivare il nome "Galero" dalla parola "gal", che nelle vallate alpine brigasche e piemontesi indica sia il gallo, sia il cosiddetto "gallo forcello" o "fagiano di monte", grande uccello galliforme che nidifica su questa montagna tuttora, costituendo il suo limite meridionale nell'arco alpino italiano, fatto importante considerando che la specie è un residuo glaciale nell'arco alpino; il gallo forcello nidifica in modo più consistente anche nelle vicine Alpi liguri.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Galero d'inverno visto dal monte Berlino, sul lato opposto della val Tanaro.

Il monte Galero ospita sui suoi fianchi un'ampia area forestale, che si estende quasi ininterrottamente sul versante orientale e settentrionale della montagna, interrompendosi solo a poche decine di metri dalla vetta. Il versante meridionale e quello sud-occidentale sono invece piuttosto spogli, ricoperti a partire dai 1100–1200 m da praterie montane di pendio (a Festuca circummediterranea, Sesleria sp. e Brachypodium sp.) intervallate, laddove emergono strutture rocciose (come sul versante Sud-Ovest), da rupi e modesti accumuli detritici.

Alle quote medio basse i boschi sono formati prevalentemente da querceti decidui (a Quercus pubescens, Quercus petraea e Quercus cerris) nelle zone più asciutte e solatie, mentre negli impluvi umidi prevalgono l'ontano nero (Alnus glutinosa) e il frassino maggiore (Fraxinus excelsior), specie presente già ad altitudini medio-basse ma in grado di spingersi anche a quote elevate, sono altresì molto diffusi il frassino minore (Fraxinus ornus), che nella zona vegeta al di sotto degli 800 m e il carpino nero (Ostrya carpinifolia) diffuso fin verso i 1000 m.

Queste formazioni sono state spesso sostituite (ad esempio in alta valle Pennavaire) da castagneti domestici, che oggi tendono a divenire cedui selvatici, ma che in prossimità degli abitati vedono ancora la presenza di piante da frutto con ceppaie di dimensioni notevoli. In passato sono stati tentati anche rimboschimenti a conifere (soprattutto ad abete bianco, larice e pino nero d'Austria) che hanno dato risultati modesti sotto il profilo della resa silvicolturale.

A partire dagli 800–900 m, la specie prevalente tende a essere il faggio (Fagus sylvatica) presente sia con esemplari di alto fusto sia (soprattutto) con fustaie cedue (che però progressivamente volgeranno all'alto fusto con l'evoluzione naturale del bosco). Assieme al faggio si trovano spesso l'acero di monte (Acer pseudoplatanus), il maggiociondolo alpino (Laburnum alpinus) e il frassino maggiore, che risale dalle altitudini inferiori. Sono sporadicamente presenti anche la betulla comune (Betula alba) e l'ontano bianco (Alnus incana).

Le faggete, di tipo moderatamente termo-xerofilo alle altitudini inferiori (800–1100 m) tendono poi alle quote superiori ad assumere carattere alto-montano. Il limite superiore della faggeta coincide con l'area sommitale del massiccio (1650–1680 m): gli ultimi stentati faggi si fermano infatti appena una ventina di metri sotto la vetta del "Galerotto" (1703 m).

La vegetazione dell'area culminale vede alternarsi la prateria a lembi di arbusteto subalpino a "camedrio alpino" (Dryas octopetala). Piuttosto significative sono anche le formazioni arbustive a ontano verde (Alnus viridis) nei dintorni del colle di San Bernardo di Garessio, insolite soprattutto per via dell'altitudine modesta a cui sono ubicate (900–1200 m). Presenze autoctone sono quelle del pino silvestre e del pino uncinato, che crescono in piccoli nuclei, rispettivamente sulle pendici della montagna e in prossimità della vetta.

Il monte Galero rappresenta un importante confine geografico per molte specie a distribuzione alpina, che su questa montagna giungono all'estremo limite meridionale del loro areale. Tra queste vanno citate la Digitalis grandiflora, specie tipica delle aree montuose dell'Europa sud-orientale, che in Italia è limitata all'arco alpino; il Bulbocodium vernum ssp. vernum, una piccola bulbosa simile al colchico, ma dalla fioritura primaverile, che in Italia presenta un areale assai frammentato e limitato al settore sud-occidentale dell'arco alpino; l'Aconitum anthora, presente nelle Alpi e assente nell'Appennino.

Sono inoltre presenti alcune specie a distribuzione artico-alpina e alcune orofite boreali, come la sassifraga alpina (Saxifraga paniculata), l'astro delle Alpi (Aster alpinus), il botton d'oro (Trollius europaeus) e l'anemone a fiori di narciso (Anemone narcissiflora) che vivono sui pendii della parte culminale assieme a entità a distribuzione europeo-meridionale (montana) come la Pedicularis comosa, lo Hieracium tomentosum (endemismo delle Alpi sud-occidentali e dell'Appennino settentrionale), la genziana gialla (Gentiana lutea) e la sassifraga meridionale (Saxifraga callosa).

Molto importante anche il contingente di specie endemiche (Alpi liguri e marittime e Alpi sud-occidentali in genere): tra queste vanno citate almeno la vistosa primula impolverata (Primula marginata), l'Helianthemum lunulatum, la genziana ligure (Gentiana ligustica), il meleagride a foglie verticillate (Fritillaria involucrata), il meleagride di Moggridge (Fritillaria tubaeformis ssp. moggridgei) e l'aglio piemontese (Allium narcissiflorum), che qui giunge all'estremo orientale del suo areale (esteso dalle Prealpi di Gap alle Alpi Graie meridionali).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b SITE IT1323920 SITENAME Monte Galero, on-line in .pdf sul sito ufficiale della Regione Liguria www.cartografiarl.regione.liguria.it (consultato nel luglio 2014)
  2. ^ Bollettino Ufficiale Regione Liguria n.13 del 15-7-2009; allegato con i SCI su lrv.regione.liguria.it (consultato nel luglio 2014)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro Studi Unioncamere Liguri, Studio Cartografico Italiano. Alta Via dei Monti Liguri. Genova, 1983.
  • Andrea Parodi. Alte vie della Liguria. Arenzano (GE), Andrea Parodi Editore, 2003.
  • Sergio Marazzi. Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA. Pavone Canavese (TO), Priuli & Verlucca editori, 2005.

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]