Monte Cridola

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Monte Cridola
Cridola Lorenzago.JPG
Il Cridola visto dal versante dell'Oltrepiave cadorino
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Provincia Belluno Belluno
Udine Udine
Altezza 2.581 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°25′34.97″N 12°29′13.13″E / 46.42638°N 12.48698°E46.42638; 12.48698Coordinate: 46°25′34.97″N 12°29′13.13″E / 46.42638°N 12.48698°E46.42638; 12.48698
Altri nomi e significati La Crìdule (friulano)
Data prima ascensione 1884
Autore/i prima ascensione Julius Kugy, Pacifico Zandegiacomo Orsolina (guida di Auronzo di Cadore)
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Cridola
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Alpi Carniche e della Gail
Sottosezione Prealpi Carniche
Supergruppo Catena Duranno-Monfalconi-Pramaggiore
Gruppo Gruppo della Cridola
Codice II/C-33.III-A.1

Il monte Cridola (La Crìdule in friulano, Al Crìdola in cadorino[1]) è una montagna delle Alpi Orientali (precisamente Dolomiti Friulane e d'Oltrepiave) alta 2.581 m (cima est), ed è situato nella zona denominata Oltrepiave a cavallo tra i comuni di Lorenzago di Cadore, Forni di Sopra e solo marginalmente Domegge di Cadore. I limiti morfo-idrografici naturali ed i confini amministrativi appartengono alla provincia di Belluno benché oltre la tacca parte del suo massiccio si trovi in provincia di Udine (comune di Forni di Sopra) all'interno del Parco naturale delle Dolomiti Friulane. Dal 26 giugno 2009, il gruppo del Cridola è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale naturale dell'Unesco assieme a tutto il complesso dolomitico.

Il gruppo del monte Cridola che è iscritto nella lista dei siti di importanza comunitaria (SIC - IT3230080)[2] verrebbe drammaticamente coinvolto[3], qualora il collegamento tra le autostrade A27 (Venezia - Belluno) ed A23 (Palmanova - Tarvisio) dovesse essere realizzato. Infatti, il tracciato proposto avrebbe conseguenze devastanti sull'alto grado di naturalità e singolarità paesaggistica (già riconosciuta dall'Unesco) violando nel contempo la Convenzione per la protezione delle Alpi ratificata dall'Italia nel 1999 ed entrata in vigore nel marzo 2000[4].

Varie associazioni tra le quali il WWF e Mountain Wilderness Italia[5]. si oppongono alla realizzazione dei vari tratti di autostrada.

Accesso alla vetta[modifica | modifica sorgente]

Alla cima, raggiunta per la prima volta da Julius Kugy assieme alla guida Pacifico Zandegiacomo Orsolina[6] nel 1884, si arriva da Forni di Sopra partendo dal rifugio Giaf, da Lorenzago attraverso la Valle del Cridola, il sentiero dei Fornate, dal Passo Mauria seguendo il sentiero Olivato che porta al Bivacco Vaccari per poi salire in cima percorrendo un'erta forcella denominata "Tacca" dal versante nord e dal rif. Padova percorrendo la valle Pra di Toro seguendo il sentiero 346 fino a svoltare verso la "Tacca" dal versante sud.

Escursioni[modifica | modifica sorgente]

Nel gruppo del Cridola un'escursione molto bella per l'ambiente, si passa in mezzo ai torrioni dolomitici,e panorama è la Tacca del Cridola. Dal rifugio Giaf si sale a for. Giaf in 1ora e mezza. inizialmente tra abeti poi tra larici, pini mughi ed infine su ghiaione. Dalla forcella si sale ripidamente un canalone circondato da spettacolari torrioni e guglie dolomitici che porta alla Tacca in 1ora e 30 dalla forcella. Da qui parte la via normale al Cridola. Da qui si può tornare indietro per la stessa via opuure: scendere il ghiaione del versante nord e raggiungere il bivacco Vaccari in 1 ora e 30. IL bivacco è situato in un prato pianeggiante circondato da pareti dolomitiche e con vista su Tre cime di Lavaredo, Dolomiti di Sesto e Marmarole. Da qui si raggiunge in breve forca del Cridola e poi tra ghiaione, pini mughi, larici e abeti si torna al rifufio Giaf in 1ora e 45. L'intero giro è lungo ma molto bello.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nel cadorino d'Oltrepiave
  2. ^ Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Documento di Incidenza Ambientale(VIncA), approvato con D.G.R.V. n. 1136 del 23 marzo 2010.
  3. ^ Attraverso il traforo della Mauria, dal Cadore alla Carnia. Tale passante è definito passante Alpe-Adria
  4. ^ Le conseguenze dell'intervento sarebbero drammatiche sia sul versante bellunese che su quello friulano della Carnia. Infatti il progetto interferirebbe con l'area protetta del parco regionale delle Dolomiti friulane ed inciderebbe pesantemente su quattro grandi siti di importanza comunitaria (SIC) e due zone di protezione speciale (ZPS) rispettivamente: SIC-IT3230031 Val Tovanella – Bosconero; SIC - IT3230080 Val Talagona – Gruppo Monte Cridola – Monte Duranno; SIC -IT3230085 Comelico – Bosco della Digola – Brentoni – Tudaio; SIC - IT3310001 Dolomiti Friulane; ZPS-IT3230089 Dolomiti del Cadore e del Comelico; ZPS-IT3311001 Dolomiti Friulane. Il progetto viene ciclicamente trascurato per essere poi rilanciato dalla Regione Veneto come pure da governi di sinistra e di destra. La devastazione drammatica, l'alto costo (circa 3 miliardi di euro) per un'utenza minima non sembrano mai rappresentare un deterrente politico. Il tracciato proposto inciderebbe
  5. ^ I rappresentanti di Mountain Wilderness Italia, il 10 settembre 2010, in una lettera indirizzata al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed alla Regione Veneto, esprimendo parere sfavorevole concludono in questi termini: "Mountain Wilderness Italia esprime la propria contrarietà alla realizzazione dell'opera proposta, ritenendo che, essendo già stata migliorata di molto la viabilità nella Valle del Piave con allargamenti di carreggiata, viadotti di limitate proporzioni e circonvallazioni di centri abitati, sia più opportuno continuare su questa strada della razionalizzazione e miglioramenti locali ed in base a queste scelte fatte negli anni passati, dopo l'abbandono dell'idea del prolungamento dell'autostrada. Ricordiamo che già in occasione dei lavori riguardanti la tratta A27 fino a Pian di Vedoia le Amministrazioni promisero interventi di miglioramento sulla linea ferroviaria, che invece è stata progressivamente depotenziata mentre in altre regioni -come ad esempio in Alto Adige con il treno da Merano a Malles, utilizzato con soddisfazione sia dai residenti che dai turisti- si è investito con successo in una politica di riduzione del traffico su strada con vantaggi per tutti. Riesumare a stralci il vecchio progetto della Venezia-Monaco è invece una scelta che risulta essere né corretta né in linea con le prospettive di sviluppo turistico dell'area coerentemente con lo status di Patrimonio del Mondo-UNESCO.
  6. ^ Julius Kugy, Mittheilungen des Deutschen und Oesterreichische Alpenvereins, 1884

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]