Gran Paradiso

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Gran Paradiso
Gran Paradiso 02.JPG
Il Gran Paradiso visto da ovest
Stato Italia Italia
Regione Valle d'Aosta Valle d'Aosta
Altezza 4.061,20 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°31′07.02″N 7°16′02.22″E / 45.518617°N 7.267284°E45.518617; 7.267284Coordinate: 45°31′07.02″N 7°16′02.22″E / 45.518617°N 7.267284°E45.518617; 7.267284
Altri nomi e significati Grande Paroi, Monte Iseran, Monte del Bróglio
Data prima ascensione 4 settembre, 1860
Autore/i prima ascensione Michel Payot, Jean Tairraz, John Jeremy Cowell, W. Dundas
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Gran Paradiso
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Nord-occidentali
Sezione Alpi Graie
Sottosezione Alpi del Gran Paradiso
Supergruppo Massiccio del Gran Paradiso
Gruppo Gruppo Gran Paradiso-Roccia Viva
Sottogruppo Sottogruppo del Gran Paradiso
Codice I/B-7.IV-A.2.a

Il Gran Paradiso (in francese, Grand Paradis) (4.061 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Graie e la principale del massiccio omonimo. La vetta è totalmente in Valle d'Aosta anche se la sezione meridionale del suo massiccio si estende sino in Piemonte.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Gran Paradiso è la montagna più alta tra tutte quelle situate completamente in territorio italiano; la vetta si trova al confine fra i comuni di Cogne e Valsavarenche, e quindi risulta anche l'unica cima tutta italiana che supera i 4.000 metri.[2]

Dalla vetta scende verso sud la cresta sommitale che raggiunge dopo breve il Roc (4.026 m), elevazione inserita nella lista secondaria dei 4.000 delle Alpi.

Dai fianchi della montagna scendono diversi ghiacciai: dal versante occidentale verso la Valsavarenche scendono il Ghiacciaio del Gran Paradiso ed il Ghiacciaio del Laveciau; nel versante orientale verso la Val di Cogne scende il Ghiacciaio della Tribolazione.

Ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima ascensione fu compiuta il 4 settembre 1860 da John Jeremy Cowell, W. Dundas, Michel Payot e Jean Tairraz, per l'attuale via normale.[3]

Oggi questo percorso è generalmente considerato una scalata facile (difficoltà F+), a parte gli ultimi 60 metri. A riprova della relativa facilità di accesso alla vetta, il prete-alpinista Joseph-Marie Henry nel 1931 riuscì addirittura a condurvi in cima un asino.[4]

Record[modifica | modifica wikitesto]

Il record tuttora imbattuto di ascensione del Gran Paradiso appartiene al valdostano Ettore Champretavy, atleta di skyrunning, che nel 1995 raggiunse la vetta dalla frazione Pont di Valsavarenche (1.960 m) e ritorno in sole 2 ore, 1 minuto e 36 secondi (1 ora, 43 minuti e 22 secondi la sola andata).[5]

Il precedente record di ascensione del Gran Paradiso era stato stabilito da Valerio Bertoglio, guardaparco di Ceresole Reale con un passato di atleta, il 6 agosto 1991. Bertoglio impiegò 2 ore 32 minuti e 6 secondi dalla frazione Pont di Valsavarenche fino alla vetta del Gran Paradiso e ritorno (1 ora e 50 minuti la sola andata).[6]

Vie alpinistiche[modifica | modifica wikitesto]

Le scalate normalmente cominciano dal Rifugio Federico Chabod o dal Rifugio Vittorio Emanuele II. Il primo fu dedicato nel 1966 al grande storico e alpinista Federico Chabod; il secondo è chiamato come Vittorio Emanuele II Re d'Italia, che creò nel 1856 la riserva reale di caccia del Gran Paradiso, oggi Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Via normale dal Rifugio Vittorio Emanuele II[modifica | modifica wikitesto]

La vetta del Gran Paradiso dalla Tresenta. Si notano le tracce finali dell'ascensione alla vetta dopo il Colle della Becca di Moncorvé.

La via normale dal Rifugio Vittorio Emanuele II si svolge dapprima in direzione nord su morena formata da grossi blocchi di pietra; si piega poi a destra (direzione est) in un valloncello delimitato dalle ampie morene laterali del ghiacciaio; si inizia poi a salire sul Ghiacciaio del Gran Paradiso con pendenze abbastanza regolari ed incontrando pochi crepacci. Salendo si incontra la caratteristica Schiena d'Asino, si passa nei pressi del Colle della Becca di Moncorvé fino ad arrivare alla crepacciata finale, superata la quale resta da percorrere la breve, anche se impegnativa, cresta finale fino alla Madonnina della vetta.

Via normale dal Rifugio Federico Chabod[modifica | modifica wikitesto]

La salita dal Rifugio Federico Chabod si svolge prima lungo la morena e poi sul Ghiacciaio del Laveciau. Risalito il ghiacciaio alquanto crepacciato si raggiunge la Schiena d'Asino e qui la via di salita si congiunge con quella che arriva dal Rifugio Vittorio Emanuele II.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Roc 4026 m è il punto culminante dello spartiacque Orco - Dora (la vetta più elevata del Canavese e della Provincia di Torino).
  2. ^ In altri massicci, come per esempio nel Massiccio del Monte Rosa, vi sono la Piramide Vincent, il Corno Nero e la Punta Giordani del tutto entro i confini italiani, ma il massiccio del Monte Rosa è transfrontaliero.
  3. ^ Andreis, Chabod e Santi, p. 196
  4. ^ Joseph Marie Henry, Cagliostro: l'asino che scalò il Gran Paradiso, 1932
  5. ^ Skyrunning World Records, skyrunning.com, ottobre 2010. URL consultato il 22 giugno 2012.
  6. ^ Valerio Bertoglio, ferrino.it. URL consultato il 22 giugno 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]