Bocchetta di Altare

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Bocchetta di Altare
Bocchetta di Altare.jpg
Il punto esatto di demarcazione tra le Alpi e gli Appennini
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia Savona Savona
Località collegate Altare
Savona
Altitudine 459 m s.l.m.
Coordinate 44°19′57″N 8°21′07.2″E / 44.3325°N 8.352°E44.3325; 8.352Coordinate: 44°19′57″N 8°21′07.2″E / 44.3325°N 8.352°E44.3325; 8.352
Infrastruttura Strada statale 29 del Colle di Cadibona
Costruzione del collegamento 109 a.C.
Lunghezza da Altare 1 km; da Savona 13 km
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bocchetta di Altare

La bocchetta di Altare (anche nota come bocchetta di Cadibona o colle di Cadibona, 459 m slm) è un importante valico in provincia di Savona. Convenzionalmente divide le Alpi dagli Appennini, nello specifico le Alpi Liguri dall'Appennino ligure[1].

Il colle è raggiungibile percorrendo la strada statale 29 del Colle di Cadibona. Nei pressi del colle transitano anche l'autostrada A6 Torino-Savona e la ferrovia ferrovia Savona-San Giuseppe di Cairo. Il colle è terminale di tappa dell'Alta via dei Monti Liguri.

In realtà il punto più basso dello spartiacque ligure-padano è il colle di Santa Libera (441 m s.l.m.), che si trova a 1,7 km di distanza in direzione nord. Tuttavia il colle di Cadibona è da sempre preferito come punto di valico perché più facilmente raggiungibile da Vado.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il valico veniva considerato già al tempo dei Romani come limite tra il sistema alpino ed il sistema appenninico, perché in questo tratto dello spartiacque «l'abbassamento della catena montuosa, che nella zona ha carattere uniforme [...] , è più esteso qui che altrove [...] e l'altitudine del valico rimane la minima del displuvio appenninico fino alla sella di Marcellinara in Calabria[2].

Nonostante fosse già stato sfruttato dagli 8.000 soldati di Magone Barca nel corso della seconda guerra punica[3] durante la ritirata dell'esercito cartaginese dalla pianura padana del 203 a.C.[4], la prima vera strada di valico fu aperta dal console romano Marco Emilio Scauro nel 109 a.C., al fine di collegare il porto di Vado Sabatia, l'odierna Vado Ligure, alla città di Derthona, oggi Tortona. La strada faceva parte della via Æmilia Scauri.

Già all'epoca della campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte (1796-1797) sul colle sorgevano alcune fortificazioni. I francesi allargarono la strada che oltrepassa il valico e costruirono sotto la bocchetta una galleria di circa 300 metri, il cui ingresso nord è posto alla quota di 435 m s.l.m.. Di qui nasce l'equivoco sulla reale altitudine del colle: la galleria di valico si trova a quota 435, il colle sovrastante a quota 459.

Nella seconda metà degli anni ottanta del XIX secolo venne realizzato sul colle un sistema di sbarramento con la costruzione di una serie di forti (complesso difensivo della Tagliata e del forte di Altare), oggi abbandonati: forte Tecci e forte Cascinotto, entrambi sul versante alpino del passo. Sul forte Tecci venne aperto nel 1889 l'Osservatorio meteorologico-sismico della fortezza di Altare.

Il valico ha perso gran parte della propria importanza logistica a seguito dell'apertura dell'autostrada A6 Savona-Torino nel 1960 e della nuova galleria sulla SS 29 che aggira a nord il colle e l'abitato per collegare direttamente Cadibona al casello autostradale di Altare.

Oltre il monumento, la strada che corre lungo lo spartiacque
Vista di Cadibona, una volta scesi dalla Bocchetta, sulla provinciale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il confine fu oggetto di accese polemiche tra i geografi dell'Ottocento: ad es. Pietro Canepa in un suo pamphlet volle dimostrare come i limiti ragionevoli fossero per le Alpi il monte Cassino e per gli Appennini il contiguo monte Saccarello. Dal punto di vista litologico, invece, la Guida Rossa del Touring Club Italiano segnala il passo dei Giovi.
  2. ^ Appennino Ligure, pag. 31
  3. ^ 3A Associazione Alpinistica Altarese - Sez.CAI Altare
  4. ^ Storia Della Città Di Genova Dalle Sue Origini Alla Fine Della Repubblica Marinara

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Canepa. Quale sia il limite fra le Alpi e gli Appennini. Genova, Sambolino, 1878.
  • Giotto Dainelli. Il confine alpino secondo il massimo geografo tedesco. Firenze, Ricci, 1917.
  • Euro Montagna, Attilio Sabbadini. Appennino ligure. Genova, Edizioni CAI sezione ligure, 1974.
  • Centro Studi Unioncamere Liguri, Studio Cartografico Italiano. Alta via dei monti liguri. Genova, 1983.
  • Andrea Parodi. Alte vie della Liguria. Arenzano, Andrea Parodi Editore, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]