Monte Canin

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Monte Canin
CaninDaMatajur.jpg
Il monte Canin visto dalla cima del Matajur
Stati Italia Italia
Slovenia Slovenia
Regione Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Goriziano sloveno
Provincia Udine Udine
Altezza 2.587 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°21′36.43″N 13°26′20.51″E / 46.36012°N 13.43903°E46.36012; 13.43903Coordinate: 46°21′36.43″N 13°26′20.51″E / 46.36012°N 13.43903°E46.36012; 13.43903
Altri nomi e significati Kanin (sloveno)
Mont Cjanine (friulano)
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Canin
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Alpi e Prealpi Giulie
Sottosezione Alpi Giulie
Supergruppo Catena del Canin
Gruppo Gruppo del Canin
Sottogruppo Nodo del Monte Canin
Codice II/C-34.I-B.3.c

Il monte Canin (mont Cjanine in friulano, Kanin in sloveno, Cjanôn in resiano[1]), è una montagna delle Alpi Giulie alta 2.587 m s.l.m. Segna il confine fra provincia di Udine (comuni di Resia e Chiusaforte) e la Slovenia (comune di Plezzo) ed è l'ultimo massiccio montuoso delle Alpi Giulie in territorio italiano.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo del Canin è costituito da un colossale altipiano calcareo, alto dai 1.800 ai 2.300 m culminante in una larga cresta che lo percorre in tutta la sua estensione. Solo verso Est questa cresta si biforca, dando origine alla val Mogenza A Sud, verso la conca di Plezzo, l'altopiano ha la forma di un grande mare di roccia. Sul lato Nord, in territorio italiano, è presente un ghiacciaio (in effetti tre piccoli ghiacciai), che con i suoi 2200 m di quota è uno dei più bassi della catena alpina e che è però, al pari di tanti suoi simili nelle Alpi, in forte regressione negli ultimi anni in conseguenza dei mutamenti climatici in atto.

Dalla cima si gode un panorama: verso nord lo Jôf di Montasio (2.754 m) e lo Jôf Fuart (2.666 m), verso est il Mangart (2.677 m), lo Jalouz e il Tricorno (2.853 m), verso sud la pianura friulana e l'Adriatico.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo del Canin assieme alle Prealpi Giulie è direttamente interessato dalle correnti umide meridionali, in particolare dallo Scirocco e dal Libeccio, che non trovando ostacoli prima, impattano con queste montagne portando precipitazioni molto intense. Non esistono stazioni pluviometriche sulla montagna, ma la sua piovosità si può stimare osservando quella delle stazioni adiacenti. Per quanto riguarda il versante nord si possono considerare le stazioni di Saletto, in Val Raccolana, dove cadono mediamente 2218 mm/anno (periodo 1961-2000)[2] e di Cave del Predil con 2101 mm/anno (periodo 1961-2000)[2]. Per il versante sud si possono prendere a riferimento le stazioni di Coritis, 2939 mm/anno[3] e Žaga, in territorio Sloveno, con 3016 mm/anno[4] Considerando che queste sono tutte stazioni di fondovalle e quindi relativamente meno piovose rispetto alle alte quote, si può stimare che sul Canin cadano dai 3000 ai 3500 mm annui.

L'alta piovosità si riflette nell'altissima nevosità invernale. Ai 517 m s.l.m. di Saletto si hanno in media 110 cm di neve fresca all'anno, ai 910 m di Cave del Predil cadono in media 290 cm di neve. Salendo ancora la nevosità aumenta molto rapidamente; infatti a Sella Nevea (1125 m s.l.m.) la nevosità media è di 390 cm, mentre alla stazione di rilevamento del Gilberti presso Conca Prevala (1830 m s.l.m.) da dicembre ad aprile cadono in media 700 cm di neve[5] È norma a questa quota raggiungere i 3 metri al suolo come spessore massimo in un inverno.

Sull'Altopiano, attorno ai 2200, metri l'accumulo nevoso è di circa 10 metri all'anno. Questa grande nevosità si rispecchia anche negli spessori al suolo raggiunti dal manto nevoso. Valori massimi in questo senso sono stati registrati nel marzo 2009, con spessori massimi di 260 cm per Sella Nevea e di 645 cm per Conca Prevala. Per l'inverno 2008/09, si possono citare anche gli 880 cm misurati nei pressi della stazione a monte degli impianti sciistici di Plezzo(2222 m s.l.m.). Questa è infatti una delle zone più nevose delle Alpi, probabilmente seconda solo ad alcune montagne della Stiria.

Il Carsismo[modifica | modifica sorgente]

L'Altopiano del Canin è interessato da fenomeni di carsismo dovuto alla dissoluzione delle rocce per opera delle acque. Si formano quindi in profondità caverne, pozzi e grotte ed altri fenomeni tipici del carsismo di profondità che fanno del Canin un'area molto nota anche a livello internazionale. A renderla particolarmente famosa sono i profondissimi abissi che sprofondano nei calcari dell'altipiano spesso per centinaia di metri, ma da qualche anno a questa parte si scoprono grotte che superano i mille metri di profondità.

Le grotte[modifica | modifica sorgente]

Le grotte più profonde dal versante italiano sono:

  • Complesso del Foran del Muss -1100 m
  • Abisso Led Zeppelin -960 m
  • Complesso del Col delle Erbe -935 m
  • Abisso Modonutti Savoia -805 m
  • Complesso S20 - S31 - FDZ2 -760 m
  • Abisso "Amore quanto latte" -745 m
  • Abisso Capitan Findus -740 m
  • Abisso a SE della quota 1972 (ET5) -726 m
  • Abisso Firn -720m, con il pozzo Fabio Scabar di 495 metri
  • Abisso II del Poviz (Gronda Pipote) -720 m
  • Abisso Paolo Fonda -705 m

Le grotte più profonde dal versante sloveno sono:

  • Cehi II -1533 m
  • Crnelsko brezno (Veliko Sbrego) -1198 m
  • Vandima -1182 m
  • Ranejevo brezno -1068
  • Sistem Migovec/Mig -970 m
  • Skalarjevo brezno -911 m
  • Brezno pod Velbom -852 m
  • Brezno pri gamsovi glavici/Botrova Jama -817 m

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il monte Canin è una delle cime più belle e note del Friuli. Si affaccia sulle Prealpi Giulie, è visibile da Udine e da un ampio tratto di pianura friulana. Deve la sua notorietà anche alle vicende belliche della Grande Guerra, quando italiani e austriaci si combatterono sulle sue cime.

Di queste vicende racconta il canto degli alpini Monte Canino.

« Non ti ricordi quel mese d'aprile

quel lungo treno che andava al confine
e trasportava migliaia degli alpini
su su correte è ora di partir

Dopo tre giorni di strada ferrata
ed altri due di lungo cammino
siamo arrivati sul monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar

Non più coperte, lenzuola pulite
non più l'ebrezza dei dolci tuoi baci
solo si sentono gli uccelli rapaci
fra la tormenta e il rombo del cannon[6]

Se avete fame guardate lontano
se avete sete la tazza alla mano
se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà[7]»

Ora i fianchi della montagna sono attraversati, sia nel versante italiano che in quello sloveno, dalle piste da sci delle stazioni di Sella Nevea e Plezzo. Sono in corso di ultimazione i lavori per collegare le due località, con la creazione di un unico comprensorio fra i 1.200 e i 2.200 metri.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Negli anni addietro c'è stata una battaglia per il possesso del Canin tra Oseacco, frazione di Resia, e Resiutta, comune confinante con Resia, vinta da Oseacco. Da quel momento ci fu un nuovo insediamento nella valle Coritis.

Ascensioni[modifica | modifica sorgente]

Da Sella Nevea: si raggiunge il rifugio Celso Gilberti a 1.850 m. Dal rifugio si sale alla Sella Bila Pec. Si scenda a Ovest verso la sella grubia e si va fino alla morena frontale del ghiacciaio più occidentale del Canin, ripido e crepacciato, che si risale verso un canalone che conduce a una tacca a Est della cima. Di qui si risale la parete che si attacca alla base poco a Est del canalone, raggiungendo la cresta, che verso Ovest porta in vetta.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Proposta di alfabeto per il resiano
  2. ^ a b http://www.osmer.fvg.it/~www/IT/DIFFUSIONE/riassunto/Riassunto.php Atlante climatologico del FVG, Osmer FVG
  3. ^ Enciclopedia monografica del Friuli-Venezia Giulia, vol. I parte prima, pag. 459
  4. ^ http://www.arso.gov.si/vreme/podnebje/slo_vremenski_rekordi.pdf Arso Slovenje
  5. ^ Ufficio Neve e Valanghe Regione FVG
  6. ^ Variante: "Non più coperte, lenzuola, cuscini/ Non più la notte, bella, i tuoi baci/ Si vedon sempre gli uccelli volar bassi/ si sente sempre il rombo del cannon" (Comunicazione di Daria Bocciarelli Steve, 1910-2007).
  7. ^ Daria Bocciarelli Steve cantava un'ultima strofa il cui contenuto "disfattista" spiega perché sia stata praticamente dimenticata: "E più di cento ne ho visti morire/ e tanti altri ne ho visti scappare/ e si sentivano correndo gridare/ se ci arrendiamo, saremo prigionier" cioè, prigionieri e non morti.

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