Massiccio dello Sciliar
| Massiccio dello Sciliar | |
|---|---|
| Vista dello Sciliar, dall'alpe di Siusi | |
| Paese | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | (max) 2.563 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°30′43″N 11°34′30″E / 46.511944°N 11.575°E |
| Altri nomi e significati | Schlern (tedesco) |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Dolomiti |
| Sottosezione | Dolomiti di Gardena e di Fassa |
| Supergruppo | Dolomiti di Fassa |
| Gruppo | Massiccio dello Sciliar |
| Codice | II/C-31.III-B.7 |
Coordinate: 46°30′43″N 11°34′30″E / 46.511944°N 11.575°E Il Massiccio dello Sciliar (in tedesco Schlern, in ladino Scilier) è uno dei più caratteristici gruppi delle Dolomiti. La sua sagoma costituisce uno dei profili più conosciuti dell'Alto Adige.
Situato al centro del Parco naturale dello Sciliar, è di facile accesso, per gli amanti del trekking, dalla Val di Tires, da Siusi e da Fiè allo Sciliar e, soprattutto, dall'Alpe di Siusi.
Sul pianoro sommitale sorge il Rifugio Bolzano (a quota 2.457 m), da cui si può ammirare un magnifico ed ampio panorama.
Indice |
[modifica] Storia
L'archeologia recentemente è riuscita a stabilire, grazie a ricerche mirate e analisi dei pollini, che il vasto altipiano della montagna è già stata utilizzato in modo estensivo nell Età del bronzo, sia per funzioni di culto sia per il pascolo d'alta montagna.[1]
Giovedi' 11 agosto 2011 due frane si sono staccate dalla cima Euringer (2934 m) facente parte del massiccio dello Sciliar. La prima verso le 8.30 ha portato a valle 3 massi di grandi dimensioni e la seconda verso le 10.30 ha avuto dimensioni maggiori. In totale il materiale staccatosi e' stato quantificato in circa 2000 metri cubi di roccia.[2]
[modifica] Toponimo
Il nome tradizionale della montagna è attestato nel XVI secolo come Schlernkhofl, nel 1567 come auf dem Schalern e nel 1700 come Schlern e ha una base pretedesca e preromana, da identificare in *sala, ovvero "fossato, rio, canale", che si riferisce in primis a Schlerngraben (fossato dello Sciliar) e Schlernbach (torrente). La forma italiana, introdotta da Ettore Tolomei, ricalca la denominazione ladina di Schiliáar.[3]
[modifica] Cime principali
- Massiccio Monte Petz-Cime di Siusi (Petz)
- Monte Petz (2.563 m)
- Cima Castello (Burgstall, 2.515 m)
- Piccolo Sciliar (Jungschlern, 2.283 m)
- Gabels Mull (2.390 m)
- Santner (2.413 m)
- Euringer (2.394 m)
- Dorsale del Maglio (Hammerwand, 2.128 m)
[modifica] Cime annesse
- Denti di Terrarossa (Rosszähne, 2.653 m)
- Cima di Terrarossa (Roterdspitze, 2.655 m)
[modifica] Principali rifugi
[modifica] Galleria fotografica
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Sciliar visto da Siusi
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Lo Sciliar in abito invernale visto dall'Alpe di Siusi
[modifica] Note
- ^ Peter Haupt, Bronzezeitliche Erdöfen auf dem Schlern - ein neues Interpretationsmodell zum Brandopferplatz auf dem Burgstall, in «Der Schlern», 84, 2010, n. 9, pp. 5-15.
- ^ Articolo Altoadige
- ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 3, Bolzano, Athesia, 2000, p. 265. ISBN 88-8266-018-4
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Massiccio dello Sciliar
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale dello Sciliar
- Escursione virtuale nel Parco Naturale dello Sciliar
- Leggende urbane: le streghe dello Sciliar