Trollius europaeus

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Botton d'oro
Pełnik europejski Trollius europaeus RB.JPG
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Genere Trollius
Specie T. europaeus
Nomenclatura binomiale
Trollius europaeus
L.
Nomi comuni

Luparia
Vulparia
Ranuncolo di montagna
Ranuncolo doppio
Paparia

Il Botton d'oro (nome scientifico Trollius europaeus L.) è una pianta erbacea, eretta (20 – 50 cm di altezza; massimo 70 cm) e perenne appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae.
È una pianta velenosa in ogni sua parte, come gran parte delle Ranunculaceae, ma innocua se essiccata.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Trollius comprende una trentina di specie, ma solo una vive in Italia, ma è anche la sola che cresca in spontaneità nel resto dell'Europa. La struttura della pianta ricorda moltissimo le specie del genere Ranunculus, che si differenzia per l'aspetto del frutto (in Ranunculus è un achenio, mentre è un follicolo nella nostra pianta).

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (Trollius) deriva dal tedesco antico “troll” che vuol dire globoso, in riferimento alla forma a palloncino del fiore. Tale denominazione veniva usata già nel XVI secolo. È il naturalista svizzero Conrad Gessner che ci parla nei suoi scritti di questo fiore probabilmente conosciuto durante la sua ascensione al Monte Pilatus (nel 1555) nei pressi di Lucerna. Infatti da quelle parti il fiore era chiamato volgarmente “Troll Blume”. Ma un'altra fonte fa derivare il nome sempre dal vocabolo “troll” che è anche proprio della lingua svedese e indica una divinità nordica maligna alludendo probabilmente alla velenosità della pianta.
Comunque la prima descrizione scientifica l'abbiamo da Linneo che nel 1753 la inserì nei suoi scritti.
Il nome italiano di “botton d'oro” fa riferimento evidentemente alla caratteristica forma del fiore.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

La forma biologica della pianta è emicriptofita scaposa (H scap): ossia è una pianta perennante per mezzo di gemme situate a livello del suolo (emicriptofita); l'asse fiorale è allungato con poche foglie (scaposo).

Radici[modifica | modifica sorgente]

Radici secondarie da rizoma fibrose ed ispessite.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto (sorgente dal breve rizoma) è robusto ma semplice (poco ramificato), di aspetto striato, quasi scanalato ma glabro.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Foglie palmatifide
  • Foglie basali: sono a disposizione alterna e lungamente picciolate (10 – 15 cm) e palmatifide, ossia la lamina (dal contorno poligonale) è divisa in segmenti lobati (3 – 7 lobi rombici) a loro volta profondamente incisi e dentato – seghettati, quasi lanceolati. Larghezza della foglia: 6 – 8 cm.
  • Foglie cauline: sono sessili, più piccole e meno incise delle basali (generalmente sono trimere – a 3 lobi).

Il colore delle foglie è verde scuro sulla pagina superiore e più chiaro inferiormente.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Fiore solitario (unifloro) alla fine dello stelo. Raramente con 2 o 3 fiori.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Fiore con sepali gialli di forma globosa
Piante in campo

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi, dialitepali, e lungamente peduncolati. Il colore del fiore è giallo intenso (quasi oro) con sfumature giallo - verdastre ed ha la tipica forma di una sfera (aspetto globoso) di 4 –5 cm di diametro.

  • Calice: i sepali sono caduchi, obovati del tipo petaloideo, in numero di 10 – 12 (5 di questi sono più esterni e di colore giallo –verdastro e con 5 – 7 dentelli al margine superiore); sono conniventi, embricati e convergenti (arcuati) a simulare un fiore chiuso (questo è l'aspetto più esterno del fiore). Dimensione dei sepali: 15 – 17 mm.
  • Corolla: i petali sono diversi (da 5 a 15), più piccoli (esili linguette) ed hanno soprattutto la funzione di organi nettariferi posti, questi ultimi, all'apice del petalo dopo una brevissima unghia terminante in una stretta lamina lineare, nastriforme con appunto una depressione nettarigena.
  • Androceo: gli stami sono numerosi (come numero uguali o maggiori dei petali). Sono disposti a spirale su filamenti lineari. Le antere sono lineari anch'esse, con deiscenza laterale.
  • Gineceo: i numerosi pistilli (formati da numerosi carpelli liberi e sessili) sono nella parte più interna e protetta del fiore. Ogni carpello contiene diversi ovuli che si trasformano in semi trigoni.
  • Fioritura: da maggio ad agosto
  • Impollinazione: tramite api, mosche e coleotteri

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è un aggregato di follicoli oblunghi con un becco terminale. Contengono diversi semi. Dimensione dei follicoli: 3 x 8 mm.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il geoelemento della nostra pianta è definito come Artico-Alp. : ossia ha un areale che va dall'Europa artica alle alte montagne del Sud Europa.
È presente quindi nelle zone montane dell'Europa meridionale (Pirenei, Balcani ma anche Carpazi) e a bassa quota anche nel Nord Europa (Scandinavia, Gran Bretagna), ma anche in Nord America e nel Caucaso (in questo caso si tratta di specie affini).
In Italia è comune nelle regioni settentrionali montane compreso l'Appennino settentrionale; è raro nell'Italia centrale; assente al sud e nelle isole. Si trova sui prati montani subalpini e alpini, luoghi umidi a mezz'ombra con terreni fertili e ben concimati, ma anche suoli argillosi e ricchi di humus. Pianta leggermente nitrofila.
Altitudine: da 500 a 2700 m s.l.m..

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

  • Sostanze contenute nella pianta: protoanemonina (è una sostanza velenosa!)
  • Proprietà della pianta: rubefacente e purgante se usata appena raccolta.

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Esiste una varietà a doppi fiori che per la sua bellezza e originalità è spesso usata come pianta ornamentale.

Note[modifica | modifica sorgente]

Il Botton d'oro è una pianta protetta.

Galleria di foto[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di montagna, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001.
  • Guido Moggi, Fiori di montagna, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 873.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 284, ISBN 88-506-2449-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In Abruzzo è noto con il nome di "Scrocca pignata" (Da Scrocca che sta per menare, colpire, e Pignata che sta per tegame di terracotta profondo con bocca stretta)

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