Ab Urbe condita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ab urbe condita)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ab Urbe condita (disambigua).
Cronologia
MontreGousset001.jpg
Preistoria

Cronologia dell'evoluzione dei vertebrati
Cronologia dell'evoluzione dei mammiferi
Cronologia dell'evoluzione dei primati
Cronologia dell'evoluzione umana
Cronologia della preistoria
Cronologia della protostoria

Storia antica e Medioevo

Cronologia della storia antica
Cronologia della Mesopotamia
Cronologia dell'antico Egitto e Vicino Oriente
Cronologia dell'antica Grecia e Asia minore
Cronologia delle civiltà Europee
Cronologia della antica Persia, India e Asia centrale
Cronologia dell'Asia Orientale
Cronologia dell'Africa antica
Cronologia delle civiltà precolombiane
Cronologia degli eventi dell'antica Roma
Cronologia della tarda antichità
Cronologia del medioevo

Storia moderna e contemporanea

Cronologia della storia moderna
Cronologia della storia contemporanea

Portale Storia · V · D · M 

L'espressione Ab Urbe còndita (AUC oppure a. U. c.; letteralmente "da Roma fondata", resa più liberamente con "dalla fondazione di Roma") fa riferimento a un sistema di calcolo degli anni che prese piede tra i Romani (in ambienti dotti ma non nell'uso popolare) a partire dalla fine del periodo repubblicano: gli anni venivano computati a partire dal 753 a.C., la presunta data che l'erudito Marco Terenzio Varrone aveva stabilito ai tempi di Giulio Cesare per la fondazione di Roma, l'Urbe, "la città" per eccellenza. La cosiddetta "data varroniana" era stata ricavata fissando al 509 a.C. il primo anno della Repubblica e attribuendo 35 anni di regno a ciascuno dei sette re di Roma[1]. Precedentemente, il metodo in uso tra i Romani per ordinare gli eventi della storia era quello adottato agli inizi dell'età repubblicana: si indicavano gli anni a partire dai nomi dei due consoli in carica (detti perciò eponimi).

I calendari romani[modifica | modifica wikitesto]

Almeno due sono le principali riforme del calendario adottate dai Romani: una prima riforma viene attribuita al re Numa Pompilio (calendario romano); una seconda fu stabilita, in epoca storica, da Gaio Giulio Cesare, nella sua qualità di Pontifex maximus. Dal nomen di Cesare, tale calendario è detto giuliano.

Il calcolo di Varrone[modifica | modifica wikitesto]

La data tradizionale per la fondazione di Roma (21 aprile 753 a.C., il Natale di Roma) fu definita da Varrone. In effetti, i Romani datavano gli eventi della città dall'inizio del regno del re in carica e poi, durante il periodo repubblicano, dal nome dei consoli, che duravano in carica solo un anno.

Varrone doveva avere a disposizione una lista di consoli contenente qualche errore e chiamò l'anno in cui si insediarono i primi consoli (Bruto e Collatino) "245 ab Urbe condita" (CCXLV a.U.c.), accettando l'intervallo di 244 anni indicato da Dionigi di Alicarnasso per il totale degli anni in cui Roma fu governata dai leggendari sette re. La correttezza del calcolo di Varrone non è mai stata provata in modo scientifico (e d'altra parte probabilmente Roma non ha una "vera" data di nascita) ma viene ancora universalmente usata.

Calcoli alternativi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Velleio Patercolo (VIII, 5) Roma fu fondata 437/438 anni dopo la caduta di Troia (11 giugno 1182 a.C., ma qualcuno sostiene che la conquista greca avvenne due anni prima, nel 1184 a.C.), e avvenne subito prima di un'eclissi di sole,[senza fonte] mentre Marcio Porcio Catone colloca la fondazione di Roma 432 anni dopo la distruzione di Troia.[2]

D'altra parte, secondo Lucio Taruzio di Firmum, Romolo e Remo furono concepiti il ventitreesimo giorno del mese egizio di Choiac, al momento di un'eclissi totale di sole.[senza fonte] Romolo e Remo, sempre secondo questa tradizione, nacquero il ventunesimo giorno del mese egizio di Toth. Il primo giorno di Toth, in quell'anno, cadeva il 2 marzo. Questo starebbe a significare che la gravidanza di Rea Silvia è durata 281 giorni. Roma sarebbe stata fondata nel nono giorno del mese di Pharmuthi, ovvero il 21 aprile.[senza fonte]

I Romani[senza fonte] aggiungono che al momento della fondazione di Roma un'eclissi di sole fu osservata dal poeta Antimaco di Teo, il trentesimo giorno del mese lunare.

Dionigi di Alicarnasso fissa la fondazione di Roma, nel secondo anno di regno di Numitore, 432 anni dopo la presa di Troia, nell'anno della settima Olimpiade, in cui Diocle di Messene vinse la gara di corsa, quindi nel 750 a.C., prendendo a riferimento il 776 a.C., anno in cui è tradizionale fissata la prima Olimpiade. [3]

Secondo la tradizione, Romolo scomparve quando aveva cinquantaquattro anni, alle None di Quintile (luglio), in un giorno in cui il sole era oscurato (ma altri parlano di tempesta). Plutarco pone l'avvenimento nel trentasettesimo anno dalla fondazione, nel giorno che per noi è il 5 luglio che allora era chiamato Quintile, alle None Caprotine.

Anche Tito Livio[4] afferma che Romolo regnò per 37 anni dopodiché fu trucidato dal Senato o disparve nel trentottesimo anno di regno. La maggior parte delle tradizioni sono state registrate da Plutarco[5], Floro[6], Cicerone[7], Cassio Dione e Dionigi di Alicarnasso[8].

Sulla base di queste fonti storico-letterarie, e sull'effettivo verificarsi di eclissi solari,[senza fonte] come quelle osservate a Roma nel 763 a.C., 745 a.C. e 709 a.C., storici moderni hanno prodotto degli studi,[senza fonte] tesi a validare le date tramandate dalla tradizione.

Ipotesi dell'origine per sinecismo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la storiografia moderna, Roma non fu fondata con un atto volontario, ma nacque, come altri centri contemporanei in tutta l'Italia centrale, dalla progressiva riunione di nuclei abitati sparsi, ancora privi di caratteristiche urbane: si sarebbe trattato di villaggi latini, sabini ed etruschi situati sui tradizionali sette colli e questo fenomeno di sinecismo sarebbe ricordato nei miti sulla fondazione di Roma e nelle vicende dei primi re di Roma. La data tradizionale della fondazione, alla metà dell'VIII secolo a.C. come momento significativo in questo processo formativo sarebbe confermata dall'abbandono in quest'epoca delle necropoli fino ad allora utilizzate tra i diversi villaggi e con l'inizio delle sepolture nella necropoli dell'Esquilino, esterna ai villaggi riuniti.

Recentemente il ritrovamento sul Palatino di resti di muro interpretati come una struttura difensiva risalente alle origini della città, hanno permesso di ipotizzare che il villaggio del Palatino, dove secondo la tradizione sarebbe sorta la Roma quadrata, avesse acquisito una preminenza e più marcate caratteristiche urbane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone, Storia romana, Le Monnier Università, Firenze, 2004, p. 1. ISBN 88-00-86082-6
  2. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, libro I 74, 2.
  3. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, libro I 71, 5.
  4. ^ Ab Urbe condita, libro I, 21.
  5. ^ Vite parallele di Romolo, Numa Pompilio e Camillo.
  6. ^ Bellorum omnium annorum DCC, libro I, 1.
  7. ^ De Republica, VI, 22; Il sogno di Scipione.
  8. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, libro II.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]