Leone Cobelli

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Leone Cobelli (Forlì, 14251500) è stato un pittore e storico italiano. Secondo il Bonoli, fu anche "suonatore eccellente di salterio", termine, però, che più propriamente dovrebbe essere baldosa.

Fu figlio di Battista Cobelli, ma incerta è la data della nascita.

Trascorse larga parte della fanciullezza in Francia. Dopo il ritorno a Forlì, trasferitosi a Roma, frequentò la corte di Paolo II. Di nuovo a Forlì, appartenne alla cerchia di Girolamo Riario, ma fu anche amico degli Orsi e degli Ordelaffi: in particolare, ricorda egli stesso nelle sue Cronache, di essere stato maestro di ballo di una nuora di Checco Orsi. Dopo l'ucciosione del Riario, l'amicizia con queste famiglie gli procurò problemi da parte della vedova del Signore, Caterina Sforza, che lo fece arrestare. Fu liberato per intercessione di un altro suo amico, Tommaso Feo, ma, nella sua opera storica, non appare grande simpatia verso Caterina Sforza.

Sempre il Bonoli racconta che un contadino portò un giorno al Cobelli, nel 1480, un libro ricevuto, insieme alla consegna di portarlo a "Leone Cobelli dipintor forlivese e storico, e assai ben noto per le sue virtù", da un misterioso frate al mercato di Faenza. Il libro conteneva varie profezie in versi che poi si avverarono, compresa quella della congiura ai danni dell'allora Signore di Forlì, Girolamo Riario. Il frate non fu mai rintracciato. Fu forse un tentativo di salvare il Riario da parte di chi aveva avuto notizie da fonti incerte o che non poteva rivelare, magari per il segreto della confessione. Ma l'operazione non riuscì, in quanto Girolamo Riario fu effettivamente ucciso.

Fu persona molto versatile, pittore, storico, musico, insegnante di ballo.

Opera storica[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista storico, la fama di Cobelli è legata alle importanti "Cronache Forlivesi", la cui narrazione copre la storia dalle origini fino al 1498.

L'opera fu pubblicata, sulla base dei manoscritti, per la prima volta a cura della Deputazione di Storia Patria, con "Notizie" del conte Filippo Guarini, a Bologna nel 1874, per i tipi della Regia Tipografia, nella collezione dei Monumenti istorici. La cura fu del dottor Enrico Frati nonché dello stesso professor Giosuè Carducci[1].

Le Cronache Forlivesi sono famose anche negli ambienti degli studiosi di OVNI, perché riferiscono alcune osservazioni di oggetti volanti non identificati nel cielo di Forlì, alla fine del XV secolo.

Opere pittoriche[modifica | modifica sorgente]

Come pittore, Cobelli appartiene alla scuola forlivese, seguace sia di Melozzo sia di Marco Palmezzano.

Gli sono attribuite le seguenti opere:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Leone Cobelli, Cronache Forlivesi dalla Fondazione della Città sino all'anno 1498, Regia Tipografia, Bologna 1874.
  2. ^ Op. Cit., p. 412.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • P. Bonoli, Storia di Forlì, Bordandini, Forlì 1826.
  • Stefano Tumidei, Un'aggiunta al Maestro dei Baldraccani e qualche appunto sulla pittura romagnola del tardo Quattrocento, in Prospettiva, n. 49 (apr. 1987), p. 80-91.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]