Guido Guerra
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Guido Guerra VI (1220 circa – Montevarchi, ottobre 1272) è stato un nobile e condottiero italiano, membro della famiglia dei Conti Guidi, figlio di Marcovaldo, conte di Dovadola, e di Beatrice dei Conti di Capraia.
Trascorse un periodo alla corte di Federico II di Hohenstaufen, dove divenne uno dei pupilli del sovrano, sebbene una volta tornato a Firenze egli abbracciasse convintamente la parte guelfa, divenendone uno dei principali capi, divenendo uomo di fiducia di papa Innocenzo IV. Dal 1248 fu Capitano Generale della Santa Sede.
Come uomo d'arme combatté nel 1255 al servizio di Firenze contro gli aretini e nel 1260 partecipò alla Battaglia di Montaperti, dove vennero sconfitti i guelfi, causandogli un'esilio da Firenze. Entrato al servizio di Carlo I d'Angiò combatté a San Germano e nella battaglia di Benevento (1266), dove la parte guelfa ebbe la sua riscossa. In quell'occasione Guido si distinse particolarmente ricevendone onori e riconoscimenti (Vicario angioino per la Toscana, podestà di Lucca e Capitano Generale dei guelfi di Toscana). Tornato a Firenze nel 1267, morì nel castello di Montevarchi, di sua proprietà, nel 1272.
Si sposò con Agnesina, forse dei Fieschi parenti di Papa Innocenzo IV.
La sua figura è anche nota per essere uno dei tre fiorentini che Dante Alighieri pose nel girone dei sodomiti, assieme a Jacopo Rusticucci e a Tegghiaio Aldobrandi.
Dante nel passo del Canto XVI dell'Inferno aveva forse bisogno di almeno tre figure per creare la scena dei dannati che girano correndo in tondo per la pena di non potersi mai fermare, variando sul tema della passeggiata a fianco del poeta usato come espediente nel precedente passo su Brunetto Latini. Il poeta scelse quindi tre figure prese dal mondo politico e militare della generazione immediatamente precedente alla sua, persone di grande fama che, lo fa dire Dante stesso a Jacopo, non devono ingannare per il loro aspetto miserabile da dannati, essendo stati in vita uomini valorosi e rispettati.
Di Guido si dice che fu il nipote "de la buona Gualdrada" (personaggio che verrà citato in Paradiso) e che " in sua vita / fece col senno assai e con la spada" (vv. 38-39).
I suoi titoli nobiliari completi erano conte e signore di:
- Dovadola
- Montevarchi
- Portico
- Bagno di Romagna (in porzione con altri familiari)
- Corzano (in porzione)
- Mogliana (in porzione)
- Castel Ruggero (in porzione)
- Montauto (in porzione)
- Montepoli (in porzione)
- Musigliolo (in porzione)
- Agello (in porzione)
- Montauto (in porzione)
- Montebovaro (in porzione)
- Tredozio (in porzione)
- Collina (in porzione)
- Poggio di Valle (in porzione)
- Gransignano (in porzione)
- Castel di Valle (in porzione)
- Fontechiusa (in porzione)
- Verghereta (in porzione)
- Portico
- Musignano
- Scannello
- Villa Rocca

