Caduti del lavoro

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I caduti del lavoro sono le persone decedute a causa di incidenti occorsi durante e per causa del lavoro svolto. Tale locuzione è frequentemente in uso anche nelle strade e nelle piazze d'Italia ad essi dedicate.

Il fenomeno è anche indicato come morti bianche, dove «l'uso dell'aggettivo "bianco" allude all'assenza di una mano direttamente responsabile dell'incidente».[1]

In senso critico, a partire dagli anni sessanta, è anche utilizzata la locuzione omicidi del lavoro, per rimarcare le responsabilità dei sistemi di produzione delle economie industrializzate e la scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro del sistema industriale, in particolare siderurgico e agricolo.

Incidenti mortali[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine di grandezza è di circa due milioni di morti annualmente nel mondo, di cui circa 12 000 bambini.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il numero di morti sul lavoro in Italia costantemente diminuito dagli anni sessanta. Tra il 2008 e il 2011, gli infortuni mortali nell'Unione Europea (27 paesi) sono diminuiti da 2,4 a 1,5 casi ogni 100.000 lavoratori, la stessa diminuzione è riscontrabile per l'Italia [2]

L'Italia, nel decennio 1996-2005, è risultato il paese con il più alto numero di morti sul lavoro in Europa eccetto i primi due anni.[3]

Il numero di morti in Italia al 2007 era di 1260 all'anno.

Incidenti con danni permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli incidenti con danni permanenti sono quelli che comportano mutilazioni o simili e danni alla salute che non sono guaribili completamente.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi sicurezza sul lavoro in Italia.

In Italia, nel dopoguerra si sono avuti circa 30.000 infortuni all'anno con danni permanenti. Gli infortuni con danni permanenti si sono progressivamente ridotti fino al minimo di circa 20.000 infortuni registrati negli anni 1980.

Successivamente il numero di infortuni ha ripreso a crescere fino a giungere nuovamente a oltre 30.000 infortuni all'anno.

Incidenti con danni temporanei ogni anno[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta degli infortuni meno gravi, guaribili in un periodo di tempo variabile da alcuni giorni ad alcuni mesi.

L'ordine di grandezza è di circa 270 milioni incidenti all'anno nel mondo.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia si verificano circa 600.000 incidenti con danni temporanei ogni anno.

Malattie professionali[modifica | modifica wikitesto]

I casi di malattie professionali sono, nel mondo, circa 160 milioni ogni anno. La statistica delle malattie temporanee è tuttavia discordante, in quanto i criteri di controllo sanitario e di monitoraggio variano a seconda del luogo e nel corso del tempo.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Indicativamente in Italia si registrano, dal 2000 al 2005, circa 25.000 malattie professionali di vario tipo registrate dall'INAIL.

Attività lavorative a rischio[modifica | modifica wikitesto]

Ogni attività lavorativa ha delle potenzialità di rischio differenti. A titolo d'esempio, si seguono alcune tabelle redatte dall'ufficio di statistica degli Stati Uniti e relative all'anno 2006, inerenti il territorio statunitense.

Numero e percentuale di morti sul lavoro per settore di occupazione, 2006 Stati Uniti.[4]
Occupazioni con alto tasso di mortalità, 2006, Stati Uniti.[4]

In Italia, nel triennio 2010/2013 l'attività sul lavoro a maggior rischio di disabilità permanente è stata quella del facchinaggio (trasporto a mano di oggetti).[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio De Rienzo, su Scioglilingua, rubrica linguistica del sito del Corriere della Sera, 21 settembre 2007
  2. ^ Secondo rapporto sulla «tutela e condizione delle vittime del lavoro tra leggi inapliccate e diritti negati» a cura dell'ANMIL [1]
  3. ^ Statistiche INAIL (.xls) su dati in maggioranza provenienti dal sistema assicurativo.
  4. ^ a b Bureau of Labor Statistics; NATIONAL CENSUS OF FATAL OCCUPATIONAL INJURIES IN 2006
  5. ^ Indici di frequenza inabilità permanente

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Rovelli, Lavorare uccide, Bur, 2008
  • Pais Pier Roberto, Nuova normativa di tutela e salute sui luoghi di lavoro, Roma Epc 2008
  • Gigante, Manuale della sicurezza sul lavoro, Milano Hoepli 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]