Elezioni regionali in Sardegna del 2014

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Elezioni regionali italiane del 2014
Stato Italia Italia
Regione Sardegna Sardegna
Data 16 febbraio 2014
Candidati Francesco Pigliaru Ugo Cappellacci
Partito Partito Democratico Forza Italia
Coalizione Centro-sinistra Centro-destra
Voti 312.982
42,45 %
295.395
39,65 %
Seggi
36 / 60
24 / 60
Sardegna 2014 Partiti.png
Sardegna 2014 Coalizioni.png
Presidente uscente
Ugo Cappellacci (PdL/FI)
Left arrow.svg 2009

Le elezioni regionali in Sardegna del 2014 si sono tenute il 16 febbraio 2014. A differenza della tornata precedente, si è votato nella sola giornata di domenica.

Scelta della data[modifica | modifica sorgente]

La data è stata fissata in anticipo di due settimane rispetto alla data precedentemente indicata, ovvero il 2 marzo, facendo nascere polemiche per i tempi estremamente ristretti necessari a presentare le liste ed i candidati.[1][2] [3]

Legge elettorale[modifica | modifica sorgente]

La legge elettorale è stata ancora una volta modificata, con la Legge Regionale Statutaria 12 novembre 2013[4]. È eletto presidente il candidato che ottiene la maggioranza (anche solo relativa) dei voti. Se il candidato eletto ottiene almeno il 25% dei voti, alle liste che lo appoggiano viene garantita la maggioranza dei seggi in consiglio.
Più in dettaglio, la legge prevede un unico turno, con voto di lista, la possibilità di esprimere una preferenza all'interno della lista prescelta, e voto per il candidato presidente, su un'unica scheda. È possibile votare per una lista e per un candidato presidente non collegati fra loro (Art. 9). È eletto presidente il candidato che abbia ottenuto la maggioranza relativa (Art. 1, Comma 4). Alle liste collegate al presidente eletto viene eventualmente assegnato un premio di maggioranza nella seguente misura: il 60% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze superiore al 40%; il 55% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze compresa fra il 25% e il 40%, mentre nessun premio di maggioranza è assegnato se il presidente è eletto con meno del 25% (Art. 13).
La legge prevede una soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni, e del 5% per le liste non coalizzate (Art. 1, Comma 7). Nessuno sbarramento è previsto per le liste all'interno delle coalizioni che abbiano superato il 10%.

Presentazione delle candidature[modifica | modifica sorgente]

Il governatore uscente, Ugo Cappellacci, si ripresenta come candidato alla presidenza della regione.[5] A sostenerlo è la coalizione che ha amministrato la Sardegna dal 2009: Forza Italia, Unione di Centro, Fratelli d'Italia, Unione Democratica Sarda e Riformatori Sardi.[6] Non si presenta invece alle regionali il neonato Nuovo Centrodestra, che ha preferito concentrarsi sullo strutturarsi e organizzarsi in vista delle elezioni europee del 2014.[7]

Nel centrosinistra si sono svolte, a settembre, delle primarie di coalizione, in cui è risultata vincitrice Francesca Barracciu col 44%. Già a dicembre alcuni appartenenti alla coalizione avevano deciso di non sostenerla, a causa di un avviso di garanzia da lei ricevuto per l'utilizzo di alcuni fondi dei gruppi consiliari[8]. Dopo varie polemiche, e con l'intervento anche di Matteo Renzi, alla fine di dicembre la Barracciu rinuncerà alla sua candidatura[9]. La coalizione, composta anche da Sinistra Ecologia Libertà ed Italia dei Valori, ha annunciato il 6 gennaio di aver optato per una candidatura condivisa di Francesco Pigliaru.[10] Sostengono la candidatura di Pigliaru anche il Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, il Centro Democratico, i Verdi, il Partito dei Sardi, i Rosso Mori, La Base, Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna e l'Unione Popolare Cristiana.

Hanno presentato la propria candidatura anche Pier Franco Devias (Fronte Indipendentista Unidu), Michela Murgia (Sardegna Possibile), Mauro Pili (Unidos), Gigi Sanna (Movimento Zona Franca). La lista di Cristina Puddu (Paris-Malu Entu) è stata esclusa per non aver raccolto un numero sufficiente di firme, e la lista di Michelangelo Serra (Onestà e Progresso) è stata esclusa poiché non è stata presentata in almeno 6 circoscrizioni [11][12][13].

Non ha partecipato alla competizione elettorale il Movimento 5 Stelle, che era stato il primo partito politico dell'isola nelle politiche dell'anno precedente, con circa il 30% dei voti. Beppe Grillo, difatti, non ha autorizzato il gruppo sardo ad utilizzare il simbolo del movimento, a causa delle divisioni interne al gruppo stesso.[10][14]

Nemmeno Sardigna Natzione parteciperà alle elezioni, per la prima volta dopo vent'anni [15] non fornendo, neanche, specifica indicazione di voto.

Sondaggi pre-voto[modifica | modifica sorgente]

L'istituto Datamedia Ricerche ha svolto alcuni sondaggi su commissione de L'Unione Sarda. A detta degli stessi sondaggisti, le informazioni più "solide" del sondaggio sono che, a 21 giorni di distanza dalle elezioni, il 30% dei cittadini intervistati aventi diritto al voto... dichiara, senza alcun imbarazzo, di non sapere che il prossimo 16 febbraio si terrà il voto per le amministrative sarde, e che la somma degli indecisi e di coloro che hanno già deciso di non andare a votare si attesta attorno al 50%. Il sondaggio, pertanto, non può essere considerato una previsione...; è, semmai, una fotografia di questo momento, resa fosca dagli aspetti elencati in precedenza.[16]

I dati sono tratti dall'elenco sondaggi sulla pagina della Presidenza del Consiglio dei Ministri [17]

Sondaggio candidati presidenti[modifica | modifica sorgente]

Istituto Data Francesco Pigliaru
(Coalizione di Centrosinistra)
Michela Murgia
(Sardegna Possibile)
Ugo Cappellacci
(Forza Italia)
Mauro Pili
(Unidos)
Gigi Sanna
(Zona Franca)
Pier Franco Devias
(Fronte Indipendentista)
indecisi, astenuti, non votano
Datamedia 1º febbraio 36,0-39,7 19,1-21,8 38,2-40,4 3,3-4,7 1,8-2,5 0,7-1,2 48,3
Datamedia 12 gennaio 33,0 24,0 37,0 6,0 - - 54,0

Sondaggio partiti (totale liste)[modifica | modifica sorgente]

Istituto Data Francesco Pigliaru
(Coalizione di Centrosinistra)
Michela Murgia
(Sardegna Possibile)
Ugo Cappellacci
(Forza Italia)
Mauro Pili
(Unidos)
Gigi Sanna
(Zona Franca)
Pier Franco Devias
(Fronte Indipendentista)
indecisi, astenuti, non votano
Datamedia 1º febbraio 39,5-43,0 7,0-9,0 37,0-39,5 3,5-5,0 1,0-2,0 0,5-1,0 52,9
Datamedia 25 gennaio 43,0 14,0 38,0 2,5 1,5 1,0 52,8

Candidati e liste[modifica | modifica sorgente]

Fonte: Regione Autonoma della Sardegna (Risultati parziali: Sezioni regionali scrutinate: 1828 su 1836 - Sezioni circoscrizionali scrutinate: 1824 su 1836).[18]

Candidati e Liste Voti  % Seggi
Francesco Pigliaru 312.982 42,45 36
Partito Democratico 150.492 22,06 18
Sinistra Ecologia Libertà 35.376 5,18 4
Partito dei Sardi 18.178 2,66 2
Rossomori 17.980 2,63 2
Centro Democratico 14.451 2,11 2
Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani 13.892 2,03 2
Unione Popolare Cristiana 11.639 1,70 1
Partito Socialista Italiano 9.518 1,39 1
Italia dei Valori-Verdi 7.551 1,10 1
Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna 5.599 0,82 1
La Base 4.897 0,71 1
Ugo Cappellacci 292.395 39,65 24
Forza Italia 126.327 18,52 10
Unione di Centro 51.923 7,61 4
Riformatori Sardi 41.060 6,02 3
Partito Sardo d'Azione 31.886 4,67 2
Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale 19.275 2,82 2
Unione Democratica Sarda 17.728 2,60 1
Zona Franca - Lista Randaccio 11.150 1,63 1
Michela Murgia 75.981 10,30 -
ProgRes 18.845 2,76 -
Gentes 15.271 2,24 -
Comunidades 12.074 1,77 -
Mauro Pili 42.236 5,72 -
Unidos 19.356 2,83 -
Mauro Pili Presidente 11.454 1,68 -
Fortza Paris-Azione Popolare Sarda 5.018 0,73 -
Soberania 1.231 0,18 -
Pierfranco Devias 7.626 1,03 -
Fronte Indipendentista Unidu 4.772 0,70 -
Luigi Amedeo Sanna 6.085 0,82 -
Movimento Zona Franca 5.079 0,74 -

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ regionali cappellacci ha firmato il decreto la sardegna andrà al voto il 16 febbraio su L'Unione Sarda
  2. ^ elezioni regionali liste da presentare entro metà gennaio su La Nuova Sardegna
  3. ^ Elezioni Sardegna: uffici comunali chiusi, Fortza Paris protesta su agi.it
  4. ^ Legge Regionale Statutaria 12 novembre 2013 dal sito della Regione Sardegna
  5. ^ Capellacci si ricandida contro tutti su La Nuova Sardegna
  6. ^ Capellacci agli alleati: ecco il mio programma su La Nuova Sardegna
  7. ^ Fabrizio De Feo, Rischio flop in Sardegna Alfano diserta le elezioni per evitare una figuraccia, il Giornale, 11 gennaio 2014. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  8. ^ Primarie PD Sardegna: Vince Francesca Barracciu con il 44% delle preferenze
  9. ^ Sardegna, Barracciu si arrende e tratta. Ora il Pd è senza candidato alle regionali sul Fatto Quotidiano
  10. ^ a b Elezioni in Sardegna, Pigliaru è il candidato Pd. M5S non partecipa” sul Fatto Quotidiano
  11. ^ Regionali: cinque candidati già in corsa Il Pd deve ancora scegliere il nome su Unione Sarda
  12. ^ Regionali Sardegna: Pigliaru candidato Pd, il M5S non parteciperà alle elezioni
  13. ^ Presentate le liste: 8 candidati presidente e oltre 1.500 aspiranti consiglieri regionali su notizie.tiscali.it
  14. ^ Elezioni in Sardegna, M5S fuori. "Grillo non concede l’uso del simbolo" sul Fatto Quotidiano
  15. ^ Sardigna Natzione fuori dalle elezioni "Noi rifiutati da Sardegna possibile" su unionesarda.it
  16. ^ Datamedia per L'Unione Sarda di Elena Capra, sul sito di datamediaricerche.it
  17. ^ Elenco Sondaggi Pagina della Presidenza del Consiglio dei Ministri
  18. ^ Risultati riassuntivi nel sito della Regione Autonoma della Sardegna.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]