Indipendentismo sardo

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1leftarrow.pngVoce principale: Sardegna.

Murales a Orgosolo. La scritta in sardo dice "Popoli, questa è l'ora d'estirpare gli abusi, a terra le ingiustizie, a terra il dispotismo" ed è tratta da un verso dell'inno sardo composto da Francesco Ignazio Mannu.

L'indipendentismo sardo (indipendentismu sardu in lingua sarda, independentisme sard[senza fonte][1] in lingua catalana) è una corrente sociale, culturale e politica che propugna l'indipendenza nazionale dell'isola di Sardegna dall'Italia o da qualunque altro stato ed intende conseguire, per metodi attualmente nonviolenti e democratici, il diritto all'autodeterminazione che le sarebbe negato.

Uno dei capisaldi di tale movimento, sorto e tradizionalmente collocabile nell'ala politica di sinistra[2], è di matrice identitaria in quanto risiede, secondo gli aderenti, nella coscienza di appartenere ad una realtà umana e territoriale caratterizzata da interessi economici difficilmente compatibili con quelli peninsulari, oltre che da specificità storiche e culturali proprie; questa corrente politica si basa anche sul principio secondo cui i sardi non otterranno mai la piena sovranità sulla loro stessa terra continuando a far parte del sistema statale italiano, e si mostra critica verso la politica autonomista finora attuata che non garantirebbe ai cittadini i loro interessi. Riporta inoltre diverse situazioni, avendo intrapreso diverse campagne di denuncia: ad esempio, l'oneroso servaggio militare[3][4], la mancanza di alcuna sovranità nel settore energetico ed in quello fiscale[5], quella sulla rappresentanza nel parlamento europeo, essendo la Sardegna accorpata alla Sicilia nella circoscrizione "isole"[6][7], ed il processo di espropriazione culturale che sarebbe avvenuto celando la storia dell'isola e portando alla progressiva estinzione linguistica il sardo e le lingue locali, decretando così la morte stessa del concetto di cultura e nazione sarda[8].

I dati[9][10], esposti dal politologo Carlo Pala[11], di un sondaggio effettuato dall'Università di Cagliari in collaborazione con quella di Edimburgo, rivelano che ad oggi nove sardi su dieci vorrebbero la sovranità fiscale e quattro sardi su dieci avrebbero un atteggiamento favorevole verso un eventuale processo di autodeterminazione ed indipendenza, laddove il resto si accontenterebbe di più autonomia locale restando in Italia[12][13].

L'indipendentismo nelle diverse forze politiche[modifica | modifica sorgente]

In Sardegna diverse organizzazioni politiche si sono fatte banditrici di idee dichiaratamente indipendentiste, oggi come in passato: si cita la presenza di un filone indipendentista nel Partito Sardo d'Azione (ridotto però a sentimento minoritario, essendo stata l'ideologia autonomista) e si ricorda inoltre la Lega Sarda, partito di tipologia nazionalista fondato da Bastià Pirisi nel corso del dopoguerra. I primi nuclei organici nacquero però con la fondazione di Su Populu Sardu e del Partidu Sardu Indipendentista Sotzialista Libertariu.[14]

Ad oggi, fra i movimenti più importanti che rappresentino in forma esplicita l'ideale indipendentista, vi sono il Partito Sardo d'Azione, avendo cambiato nel 1981 al Congresso di Porto Torres il proprio statuto nell'articolo I che sancì come obiettivo l'indipendenza della Sardegna, Sardigna Natzione, Indipendentzia Repubrica de Sardigna, ProgReS - Progetu Repùblica de Sardigna, Rossomori (nati da una scissione con il Partito Sardo d'Azione), Partidu Indipendentista Sardu - Malu Entu e A Manca pro s'Indipendentzia; a quest'ultima organizzazione sono legate le vicende di alcuni suoi militanti[15] e del dirigente politico Bruno Bellomonte[16][17][18]. Nel luglio 2013 nasce l'ultimo dei partiti sovranisti sardi, il Partito dei Sardi, per iniziativa di Paolo Giovanni Maninchedda, proveniente dal Partito Sardo d'Azione, e di Franciscu Sedda.[19]. In occasione delle elezioni regionali della Sardegna svoltesi il 16 febbraio 2014, con la vittoria della coalizione di centro sinistra "Cominciamo il Domani", guidata da Francesco Pigliaru, hanno eletto propri rappresentanti sia il Partito dei Sardi, che i Rossomori e IrS Indipendentzia Repubrica de Sardigna.

L'indipendentismo sardo è un movimento pacifico che in larga parte rifiuta la violenza. Non sono noti i responsabili di alcuni attentati dinamitardi compiuti in passato nell'isola, apparentemente rivendicati da sedicenti organizzazioni indipendentiste[20], in particolare quello contro Berlusconi in occasione della visita di Tony Blair a Porto Rotondo, nel 2004.[21] Dopo 4 anni la relativa inchiesta è ancora aperta.[22]

Alcuni cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La prima fase dell'indipendentismo[modifica | modifica sorgente]

« Fare a meno dell’Italia diviene oggi per noi una necessità, in assoluto.

Non vi sono altre strade da percorrere. Noi vogliamo conquistare l’indipendenza per inte­grarci, non per separarci, nel mondo moderno. E la scelta non può essere che nostra, autonoma, cosciente, decisiva. »

(Antonio Simon Mossa, le ragioni dell'indipendentismo)

L'indipendentismo sardo, che per molti anni era limitato ad un'élite di intellettuali come l’architetto Antonio Simon Mossa, aveva debuttato con scarso successo elettorale nel secondo dopoguerra con la storica Lega Sarda di Bastià Pirisi, mentre nei primi anni settanta del XX secolo si materializza in un concreto movimento sociale, culturale e politico. Nel 1973, fondato fra gli altri da Angelo Caria, nacque il movimento Su Populu Sardu, che pubblicherà per alcuni anni l’omonimo periodico. Questo movimento era anche caratterizzato dall'adesione di molti studenti universitari che studiavano nella penisola, una delle più rappresentative fu la sede di via degli Aurunci a Roma. Al movimento aderirà anche il giornalista Gianfranco Pintore.

Il Partidu Sardu Indipendentista e Sardigna Natzione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sardigna Natzione.

Nei primi anni 1980 a causa di una scissione nascerà il Partidu Sardu Indipendentista. Da quest’ultimo nel 1994 con il contributo dello stesso Caria nacque Sardigna Natzione. Alle elezioni regionali del 1999 il candidato di Sardigna Natzione Bustianu Cumpostu ottiene il 5,8%, finora il risultato più alto raggiunto da un partito dichiaratamente indipendentista in Sardegna.

iRS indipendèntzia Repùbrica de Sardigna[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo di iRS

iRS indipendentzia Repubrica de Sardigna (in italiano Indipendenza Repubblica di Sardegna, comunemente citato col solo acronimo iRS) è un movimento politico il cui obiettivo è ottenere la creazione della Repubblica indipendente di Sardegna, in maniera non violenta. Ideato nel 2001 da Gavino Sale e da Franciscu Sedda, Frantziscu Sanna, Franciscu Pala e Franciscu Garau creatori e animatori del progetto web denominato Su Cuncordu pro s'Indipendèntzia de sa Sardigna. Il movimento, presentato al pubblico nel 2002, sostiene l'alterità della nazione sarda da quella italiana e considerando il territorio dell'isola come un territorio che dovrebbe essere governato da istituzioni sovrane sarde. Il Presidente del movimento è Gavino Sale.

Il partito si è presentato alle elezioni politiche del 2006 dove ha ottenuto 11.649 voti e nessun seggio.[23]

Nel 2009 ha partecipato alle elezioni regionali ottenendo 29.640 preferenze alle liste regionali per il candidato presidente Gavino Sale e 17.141 voti alle liste provinciali.[24]

Nelle regionali del 2014 il partito si è presentato all'interno della coalizione di centrosinistra che sosteneva Francesco Pigliaru, riuscendo a eleggere il presidente Gavino Sale in Consiglio regionale[25].

iRS alle Elezioni Politiche
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
2006 Camera 11.648 0,03 0
Senato 10.693 0,03 0
iRS alle Elezioni Regionali in Sardegna
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
2004 Consiglio Regionale 9.724 1,13 0
Candidato alla presidenza 18.738 1,91 0
2009 Consiglio Regionale 17.141 2,07 0
Candidato alla presidenza 29.640 3,06 0
2014 Consiglio Regionale 5.599 0,82 1
iRS alle Elezioni Provinciali in Sardegna
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
2005
Consiglio provinciale di Cagliari 1.897 0,80 0
Candidato alla presidenza 2.196 0,79 -

Consiglio provinciale di Carbonia-Iglesias 647 0,90 0
Candidato alla presidenza 699 0,93 -

Consiglio provinciale del Medio Campidano 831 1,43 0
Candidato alla presidenza 831 1,41 -

Consiglio provinciale di Nuoro 1.338 1,35 0
Candidato alla presidenza 1.240 1,39 -

Consiglio provinciale di Olbia-Tempio 1.083 1,32 0
Candidato alla presidenza 1.160 1,36 -

Consiglio provinciale di Oristano 4.828 5,79 0
Candidato alla presidenza 5.009 5,85 -

Consiglio provinciale di Sassari 6.676 3,79 1
Candidato alla presidenza 7.978 4,12 -
2010 Consiglio provinciale di Cagliari 5.123 2,66 0
Candidato alla presidenza 5.804 2,72 -

Consiglio provinciale di Carbonia-Iglesias 1.841 3,05 0
Candidato alla presidenza 1.927 2,91 -

Consiglio provinciale del Medio Campidano 1.365 2,89 0
Candidato alla presidenza 1.435 2,92 -

Consiglio provinciale di Nuoro 3.452 4,21 1
Candidato alla presidenza 3.940 4,44 -

Consiglio provinciale dell'Ogliastra 1.046 3,27 0
Candidato alla presidenza 1.080 3,27 -

Consiglio provinciale di Olbia-Tempio 1.533 2,22 0
Candidato alla presidenza 1.676 2,33 -

Consiglio provinciale di Oristano 1.688 1,76 0
Candidato alla presidenza 1.876 1,89 -

Consiglio provinciale di Sassari 9.189 5,83 1
Candidato alla presidenza 11.195 6,49 -

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Lepori, Antonello Satta e Giovanni Lilliu Sardigna a MINORANZE num. 4, Milà, trimestre 1976.
  • Antonello Satta - (1977) L'autonomia della Sardigna come mistificazione.
  • Imma Tubella i Casadevall e Eduard Vinyamata Camp - (1978) Les nacions de l'Europa capitalista - La Magrana, Barcelona.
  • Rolando del Guerra e Genoveva Gómez - (1986) Llengua, dialecte, nació, ètnia (Llengua i poder a Itàlia) - La Magrana, Col. Alliberament, 19 Barcelona.
  • Xosé M. Núñez Seixas - (1998) Movimientos nacionalistas en Europa en el siglo XX - Ed. Síntesis, Col. Historia Universal Contemporánea, 26 Madrid.
  • Gianfranco Contu - (1990) La questione nazionale sarda - Quartu Sant'Elena, Alfa Editrice
  • Bachisio Bandinu - (2010) Pro s'Indipendentzia - Edizioni il Maestrale

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Andipandentìsmu saldu nella pronuncia algherese.
  2. ^ Entrevista a Marcel Farinelli: “Córcega y Cerdeña forman un archipiélago invisible al tener sus islas nacionalismos de signo opuesto" (in spagnolo)
  3. ^ Oltre il 60% del demanio militare italiano è, infatti, in territorio sardo; gli ettari occupati da servitù, italiane e NATO, sono oltre 35.000
  4. ^ Servitù militari (sito ufficiale della Regione).
  5. ^ Con l'espressione vertenza entrate si indicano la scoperta, la discussione e i tentativi di soluzione del mancato versamento di una larga parte delle entrate tributarie dovute dallo stato italiano alla Regione Autonoma Sardegna, nel corso degli anni tra il 1991 e oggi. È del 2004 la scoperta e la denuncia che lo Stato italiano ha un debito con la Sardegna intorno ai 10 miliardi di euro. Tale dato risultava dagli studi della Fondazione Agnelli e da altre fonti ministeriali. In pratica lo Stato italiano non restituisce alla regione i sette decimi dell'IRPEF riscossa sull'Isola insieme a quote analoghe di altre imposte e IVA. Recenti calcoli mettono in evidenza che in media 2 euro al secondo vanno dalla Sardegna all'Italia senza fare ritorno. Tale questione emerse ad opera di vari gruppi indipendentisti nel corso della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio e della Giunta Regionale del 2004 e successivamente venne fatta propria dal governo regionale guidato da Renato Soru a partire dal 2005. La vertenza entrate è attualmente irrisolta. Qui si può visionare il calcolo del debito ancora ad oggi risultante.
  6. ^ Infatti, avendo la Sicilia una densità demografica quasi cinque volte superiore rispetto a quella sarda, si consegue l'elezione di soli Siciliani.
  7. ^ Il Senato affonda il collegio Sardegna, per l’Isola nessun europarlamentare (19/03/2014) - SardiniaPost
  8. ^ Marco Oggianu, rapporto del CONSEU, Paradiso turistico o la lenta morte di un popolo?.
  9. ^ Si consulti per ulteriori informazioni il libro Identità e autonomia in Sardegna e Scozia di Gianmario Demuro, Francesco Mola e Ilenia Ruggiu, Maggioli Editore.
  10. ^ Identità e autonomia in Sardegna - FocuSardegna
  11. ^ Indipendentismo, secessionismo, federalismo: conversazione con Carlo Pala
  12. ^ La Sardegna vuole l'indipendenza, favorevoli quattro sardi su dieci - Controcampus.it
  13. ^ Il 40% dei sardi è per l'indipendenza; il resto è per la sovranità - Gianfranco Pintore
  14. ^ Le molte anime del mondo che sogna un'isola-nazione, Piero Mannironi, La Nuova Sardegna.
  15. ^ «Sono un patriota sardo, non un terrorista»,l'Espresso.
  16. ^ Il pregiudizio del guardiano.
  17. ^ Assolto Bruno Bellomonte. Smontato il teorema.
  18. ^ Assolto Bellomonte, ventinove mesi in carcere da innocente - Sardegna 24.
  19. ^ Ecco il Partito dei Sardi di Maninchedda, l'Unione Sarda.
  20. ^ OIr:<<La bomba era nostra>>, RaiNews24, 09-04-2005.
  21. ^ In manette dieci indipendentisti, 11 luglio 2006, la Repubblica.
  22. ^ Regione Sardegna A quattro anni dal blitz, dopo una lunga battaglia sulle intercettazioni, l'inchiesta è ancora aperta.
  23. ^ Speciale elezioni 2006 - Camera - Sardegna
  24. ^ Risultati riassuntivi-Regione Autonoma della Sardegna
  25. ^ Sale (Irs): "Sono in Consiglio per tutti anche per indipendentisti rimasti fuori" in unionesarda.it, 20 febbraio 2014. URL consultato il 7 aprile 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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