Michelangelo Pira
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« B'at cosas chi pro las cumprèndere bi cheret tempus e isperièntzia; e cosas chi cand'unu at isperièntzia no las cumprendet prus. Cosas chi pro furtuna s'irmentican e cosas chi pro furtuna s'ammentan; e cosas chi si creden irmenticadas e chi imbetzes una die a s'improvisu torran a conca »
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(IT)
« Ci sono cose che per capirle serve tempo ed esperienza; e cose che quando uno ha esperienza non le capisce piu'. Cose che per fortuna si dimenticano e cose che per fortuna si ricordano; e cose che si credono dimenticate e che invece un giorno all'improvviso ritornano alla mente »
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(Michelangelo Pira, Sos Sinnos)
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Michelangelo Pira, più conosciuto in sardo come "Mialinu Pira" (Bitti, 1928 – Quartu Sant'Elena, 5 giugno 1980), giornalista, antropologo, scrittore e politico italiano, è stato uno dei primi e più impegnati studiosi della lingua sarda e dei suoi problemi.
È l'autore de "La rivolta dell'oggetto", il primo ampio inventario dei problemi in Sardegna al momento della per lui presunta transizione dalla civiltà agro-pastorale alla moderna civiltà dei consumi e della presa di posizione sull'identità del popolo sardo.
[modifica] Biografia
Nacque a Bitti, in provincia di Nuoro, in una famiglia di pastori. Dopo qualche anno, ancora molto giovane, in seguito alla morte della madre, si trasferisce a Oschiri dove il padre pascolava le pecore. Frequenta le scuole medie e il liceo classico a Sassari;
Michelangelo Pira intraprese dopo la laurea in lettere la carriera universitaria (insegnò antropologia culturale e Storia del giornalismo alla Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari, a partire dagli anni settanta fino alla morte) e l’attività giornalistica. Suggestionato dalle teorie dell'intellettuale fascista Antonio Pigliaru e di Gramsci articolò il proprio pensiero sui temi della lingua e della cultura. Nel 1968 sviluppò un’analisi originale dei problemi della lingua in Sardegna affrontando il tema del pericolo della morte del sardo in conseguenza del disuso.
Per la terza rete televisiva della RAI curò un reportage su alcuni importanti aspetti antropologici della provincia nuorese.
La sua opera più importante è La rivolta dell’oggetto, apparsa nel 1978, nella quale affrontò il problema dell’identità attraverso il ribaltamento del rapporto di dipendenza della cultura sarda; ritenne così possibile uno sviluppo alternativo dell’organizzazione sociale e educativa in cui, estinto lo Stato, la società diventava la base di un’educazione continua. Collaborò alla rivista «Ichnusa» e ad altri periodici. Morì improvvisamente a Marina di Capitana, frazione di Quartu Sant'Elena, nel 1980.
A lui sono intitolati:
- il "Liceo Scientifico Michelangelo Pira" nella città natale di Bitti;
- la sala lettura "Michelangelo Pira" della casa dello studente dell'Ersu in via Trentino a Cagliari;
- i Tenores di Bitti "Mialinu Pira", gruppo di canto a tenore della stessa città;
- la sala convegni di Via Brigata Sassari di Quartu Sant'Elena, dove è deceduto e riposano le sue spoglie.
[modifica] Bibliografia
- Sardegna tra due lingue, Cagliari, La Zattera 1968
- La rivolta dell'oggetto. Antropologia della Sardegna, Giuffré, Milano, 1978
- Paska Devaddis, per un teatro dei sardi, Edizioni della Torre, 1981
- Sos Sinnos, Edizioni della Torre, 1983
- Isalle, AM&D Edizioni, 1996
- Il Villaggio elettronico, 1997
[modifica] Collegamenti esterni
- Informazioni su Michelangelo Pira "Mialinu Pira"
- "Visti da fuori - Michelangelo Pira ", Documentario RAI
