Cristianesimo positivo

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Bandiera dei Cristiani Tedeschi, il movimento associato al Cristianesimo Positivo

Il cristianesimo positivo è una dottrina nazista che consiste in una forma di Cristianesimo depurata da tutte le incrostazioni dogmatiche apportate dalle Chiese cristiane, in particolare dalla Chiesa cattolica, erede del giudaismo. La dottrina non è ben definita, tuttavia fra i punti fondanti si possono elencare:

  • L'appartenenza di Gesù alla razza ariana
  • L'eliminazione dell'Antico Testamento
  • Il rifiuto di atteggiamenti passivi e di debolezza
  • la formazione di una chiesa nazionale

Hitler descrive in questi termini il suo approccio al cristianesimo e la sua ostilità alle chiese tradizionali, in particolare quella cattolica:

« Oggi, chiunque abbia un po' di familiarità con le scienze naturali non può prendere su serio la dottrina della Chiesa in quanto tale: ciò che è in contraddizione con le leggi della natura, non può essere di Dio. ....Io non so niente dell'aldilà e sono tanto onesto da confessarlo...Cristo era un ariano, ma Paolo ha sfruttato la sua dottrina per mobilitare la plebaglia ed organizzare una specie di prebolscevismo. Con l'avvento di questo sistema si è perduta la bella chiarezza del mondo classico. Che razza di Dio può essere un Dio che si compiace quando gli uomini si mortificano al suo cospetto?. »
« Il cristianesimo è un’invenzione di cervelli malati, un insieme di mistificazioni ebraiche manipolate dai preti ; è la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell’amore; è intollerante, inganna il popolo, contraddice la ragione e lo sviluppo scientifico ;Il colpo più duro che l’umanità abbia ricevuto è l’avvento del cristianesimo. Il bolscevismo è un figlio illegittimo del cristianesimo. L’uno e l’altro sono un’invenzione degli Ebrei. »
« I preti, sono "aborti in sottana", un "brulichio di cimici nere", "rettili";la Chiesa cattolica non ha che un desiderio: la nostra rovina »

[1]


Il cristianesimo positivo (in tedesco Positives Christentum) fu affermato tale nel punto 24 del Programma del Partito Nazista Tedesco. I nazisti lo consideravano come l'autentico Cristianesimo, il Cristianesimo originale, poi distorto dalle varie Chiese, e si concepivano come suoi restauratori.[2]

Il punto 24, circa il Cristianesimo Positivo, afferma: "Conferiamo libertà a tutte le denominazioni religiose presenti nello Stato fintantoché non mettano in pericolo l'esistenza dello stesso o si oppongano ai sensi morali della razza germanica. Il partito sostiene il punto di vista del Cristianesimo Positivo, senza legarsi confessionalmente ad alcuna denominazione."[3] Nonostante ciò ad un certo punto, su ordine di Adolf Hitler, il governo iniziò una repressione di tutte le religioni non-cristiane (parecchi rappresentanti di queste furono internati nei konzentrationslager con il triangolo viola).

Istituzionalizzato inizialmente nei due movimenti rappresentati dalla Reichskirche (Chiesa Cristiana Nazista) e dai Cristiani Tedeschi (dei quali alcuni due motti erano "Una Nazione-Un Popolo-Una Chiesa" e "la Germania è la nostra missione, Cristo la nostra forza"[4]), entrambi formatisi nell'ambiente luterano, l'obiettivo del Cristianesimo Positivo era l'unificazione di tutti i cristiani della Germania Nazista, sia cattolici che protestanti.[2]

I cristiani positivi idealizzavano Gesù come rappresentante perfetto della razza ariana e lo identificavano come superuomo; enfatizzavano gli aspetti "attivi" della sua vita, ossia il Gesù predicatore, organizzatore, e in particolare oppositore dell'Ebraismo istituzionalizzato della sua epoca. Il Cristianesimo Positivo prevedeva inoltre l'utilizzo del solo Nuovo Testamento, eliminando il Vecchio Testamento.[2]

Il movimento riprendeva anche il messianesimo tipico delle religioni abramitiche.[2] I cristiani positivi veneravano Adolf Hitler non solo in quanto restauratore del vero Cristianesimo, ma spesso equiparandolo allo stesso Gesù, considerandolo una sorta di successore di quest'ultimo.[2] Lo stesso Hitler nutriva una profonda fede in questa religione, tanto da organizzare spedizioni per la ricerca del Sacro Graal, della Lancia di Longino e altre reliquie mitologiche della tradizione cristiana. Anche Wewelsburg, il castello che divenne sede delle SS, fu scelto per questa funzione data la sua forma triangolare (un chiaro riferimento al Dio trinitario).

Lo stesso Führer non mancava di specificare spesso il ruolo della religione cristiana nella formazione dell'ideologia nazista. In un'occasione dichiarò:

« Il Cristianesimo è la base di tutta la nostra morale. »
(H.Rauschning , Conversazioni con Hitler, Betelgeuse 2008[5])

Con la caduta del regime nazista nel 1945, anche il Cristianesimo Positivo scomparve come movimento. Continua ad essere sostenuto oggi da alcuni gruppi dell'Identità Cristiana, un movimento cristiano neonazista statunitense.[6]

[modifica] Hitler e i riferimenti cristiani del Nazismo

● «Noi siamo i primi a riesumare questo insegnamento! Attraverso di noi soltanto, e solo da questo momento, questi insegnamenti celebrano la propria risurrezione! Maria e Maddalena stavano a fianco di una tomba vuota, perché cercavano l’uomo morto. Ma noi ci proponiamo di resuscitare i tesori del Cristo vivente!» (Henry Ashby Turner, Hitler: memoirs of a confidant, Yale University Press, New Haven and London, 1985, pp. 139-40)

● «Mi è stato rimproverato il modo in cui tratto la questione ebraica. Per 1500 anni la Chiesa cattolica ha considerato gli ebrei come esseri nocivi [Schadlinge], li ha confinati nel ghetto ecc., perché si sa cosa sono gli ebrei. Nell’età del liberalismo non si è più visto questo pericolo. Io non metto la razza al di sopra della religione, ma vedo come elementi nocivi per lo Stato e per la Chiesa gli esponenti di questa razza, e forse sto rendendo alla cristianità il più grande servizio”. (Renato Moro, La Chiesa e lo sterminio degli ebrei, Il Mulino, Bologna, 2002, p. 36)

● «Siamo un popolo con religioni differenti, ma un unico popolo. Il problema non è quale fede conquisti l'altra, il problema è piuttosto se il cristianesimo resiste o crolla... Nelle nostre fila non tolleriamo nessuno che attacchi gli ideali del cristianesimo... nei fatti il nostro movimento è cristiano. Noi desideriamo ardentemente che cattolici e protestanti facciano conoscenza reciproca nel momento di estrema difficoltà in cui versa il nostro popolo». (Richard Steigmann Gall, Il santo Reich, Boroli, Milano, 2005, p. 97)

● «I miei sentimenti cristiani mi dicono che il mio Signore e Salvatore è un combattente. Mi indicano l'uomo che un tempo, solo e circondato soltanto da pochi seguaci, riconobbe questi ebrei e chiamò a raccolta contro di loro, e che come vero Dio fu il più grande non soltanto nel soffrire, ma anche come guerriero». (A. Hitler, Völchischer Beobachter, 22 aprile 1922)

● «Non posso immaginare Cristo se non biondo e con gli occhi azzurri, mentre il diavolo lo vedo soltanto con una ghigna ebraica». (A. Hitler, Völchischer Beobachter, 28 aprile 1921)

● «Per un leader politico le dottrine religiose e le istituzioni del suo popolo devono sempre restare inviolabili; altrimenti egli non avrebbe il diritto di mettersi in politica, ma dovrebbe diventare un riformatore se ne avesse i requisiti! Specialmente in Germania ogni altro atteggiamento porterebbe alla catastrofe». (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 116)

● «Come Cristo ha dichiarato: “amatevi l'un l'altro”, così i nostri appelli: “Comunità di popolo”, “Il bisogno di tutti viene prima del bisogno del singolo”, “Coscienza sociale rivolta alla collettività”, risuonano per tutta la patria tedesca! Questi appelli troveranno eco in tutto il mondo!». (Richard Steigmann Gall, Il santo Reich, Boroli, Milano, 2005, p. 67)

● «Ma in realtà non c'è nulla di nuovo in questa Weltanschauung. Ogni volta che leggo i Vangeli del Nuovo Testamento e le rivelazioni dei diversi profeti... rimango sorpreso nel vedere quello che è stato fatto degli insegnamenti di questi uomini ispirati da Dio, specialmente di Gesù Cristo, insegnamenti che sono così chiari e straordinari, che assumono un valore religioso. Loro furono quelli che crearono questa nuova visione del mondo che noi oggi chiamiamo socialismo, loro la fondarono, la insegnarono e la vissero! Ma le comunità che si dichiararono chiese cristiane non lo compresero! Oppure, se lo fecero, negarono Cristo e lo tradirono!». (Henry Ashby Turner, Hitler: memoirs of a confidant, Yale University Press, New Haven, 1985, pp.139-40)

● «L'uomo che pensa in funzione del popolo, in particolare, ha questo sacro dovere, ciascuno nella propria confessione, di far sì che la gente smetta di parlare della volontà di Dio, e realmente compia la volontà di Dio, e non permetta che la parola di Dio venga dissacrata. Perché la volontà divina diede agli uomini la loro forma, la loro natura, le loro capacità. Chiunque distrugga la sua opera dichiara guerra alla creazione del Signore, alla volontà divina». (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 562)

● «Pertanto oggi credo di agire in accordo con la volontà del Creatore Onnipotente: difendendo me stesso dal giudeo, sto combattendo per l'opera del Signore». (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 65)

● «A causa della sua speciale natura d'origine, il giudeo non può possedere un'istituzione religiosa, se non altro perché egli manca di idealismo in ogni forma, e pertanto credere in un aldilà gli è assolutamente estraneo. Ma una religione in senso ariano non può essere immaginata senza la convinzione di una qualche forma di sopravvivenza dopo la morte». (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 306)

● «La fede innalza l'uomo al di sopra della vita animale e coopera a fortificare ed assicurare l'esistenza. Si privi la odierna umanità dei principi religiosi ed etici, rinvigoriti dalla Sua comunicazione; ed aventi per essa il valore di dottrina pratica. Togliendo l'educazione religiosa senza sostituirle niente di uguale valore: ne conseguirà un danno profondo alle fondamenta dell'esistenza. Si può decretare che non solo l'uomo vive per essere soggetto ad ideali superiori ma questi stessi ideali che danno la base della sua esistenza umana. E così il circolo si chiude. Come ben si intende già nel termine vago di “religioso” si trovano alcuni contenuti o idee fondamentali, per esempio quella dell'indistruttibilità dell'anima, della sua eternità, dell'esistenza di un Essere Supremo ecc. Ma queste idee, per quanto persuasive per l'uomo, sono soggette ad una attenta considerazione dell'uomo stesso e al dubbio se accettarle o respingerle, fin quando il presentimento o la comprensione sentimentale non assumono il vigore di una fede che esclude ogni contraddizione. Questo il primo fra i fattori di lotta che apre un varco all'ammissione di principi religiosi e facilita il compito» (A. Hitler, Mein kampf, Ed. Homerus, Roma, 1971, p. 10)

● «Distruggere il contenuto della civiltà umana con la distruzione di quelli che la simboleggiano, appare il più disprezzabile dei delitti agli occhi di un'idea nazionale del mondo. Chi ha il coraggio di alzare la mano sulla migliore delle creature fatta a immagine di Dio, pecca contro il munifico creatore e coopera alla espulsione dal paradiso». (A. Hitler, Mein kampf, Ed. Homerus, Roma, 1971, p.14)

● «Nei manifesti elettorali del 1938, in occasione delle votazioni che dovevano confermare l’Anschluß e dare l’approvazione alla Grande Germania, si afferma che “Hitler è lo strumento della Provvidenza” e poi, in stile veterotestamentario: “Si secchi la mano che scrive no”». (Victor Klemperer, LTI. La lingua del Terzo Reich, La Giuntina, Firenze, 2008, p.147)

● Dopo l’attentato subìto il 20 luglio 1944, al quale partecipò il colonnello Klaus von Stauffenberg, Hitler affermò, alle 0,30 del 21 luglio, in un radiomessaggio alla nazione: «Una ristretta cricca di ufficiali ambiziosi, irresponsabili e nello stesso tempo molto sciocchi, ha organizzato un complotto per sopprimere me e l’Alto Comando della Wehrmacht… Quanto a me non ho riportato che scalfitture, scottature ed escoriazioni di poco conto. Considero ciò una conferma della missione affidatami dalla provvidenza» (Franchi Giovanni, La seconda Guerra Mondiale, Alpha Test, 2001, p.64)

● Nel corso della sua ascesa trionfante, a Würzburg (giugno 1937) Hitler affermò: «La Provvidenza ci guida, noi agiamo secondo la volontà dell’Onnipotente. Nessuno può fare la storia dei popoli e del mondo se non ha la benedizione di questa Provvidenza» (Victor Klemperer, LTI. La lingua del Terzo Reich, La Giuntina, Firenze, 2008, p.144)

[modifica] Note

  1. ^ "Conversazioni a tavola "1941-1944 ordinate e annotate da Martin Bormann.Prefazione di Hugh R. Trevor-Roper
  2. ^ a b c d e Steigmann-Gall, Richard (2003). The Holy Reich: Nazi Conceptions of Christianity. Cambridge University Press. ISBN 978-0-521-82371-5
  3. ^ Konrad Heiden, A History of National Socialism, 1935. Translated by Alfred A. Knopf, page 17.
  4. ^ Lawrence M.F. Sudbury. I ferventi cristiani di Hitler.
  5. ^ H.Rauschning , Conversazioni con Hitler, Betelgeuse 2008
  6. ^ Positive Christianity. Sermon Notes of Pastor Mark Downey.
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