Ramón Serrano Súñer

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Ramón Serrano Súñer (Cartagena, 12 settembre 1901Madrid, 1 settembre 2003) è stato un politico spagnolo, sei volte ministro nei primi governi di Francisco Franco, dove tenne il portafogli degli Interni e poi quello degli Affari Esteri.

Ramón Serrano Súñer , durante una visita negli acquartieramenti della 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler" nell'ottobre del 1940.


L'attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Eletto deputato alle Cortes nel novembre 1933 nelle file dei cattolici conservatori (CEDA), Rieletto deputato nelle elezioni del 1936, aderì poco dopo alla Falange spagnola. Fu leader del partito unico del Movimiento Nacional, nato nel 1938. Fondò anche alcuni importanti mezzi di comunicazione come Radio Intercontinental (1950) e Agenzia Efe (1939), così come dell'organizzazione non governativa ONCE (1938). Fu ministro degli interni dal 1938 al 1940 e degli esteri fino al 1942.

Popolarmente conosciuto con il soprannome di Cognatissimo (essendo cognato di Carmen Polo, moglie del Caudillo), Serrano Súñer fu uno dei principali architetti del regime nei suoi primi anni, sia dal punto di vista politico che giuridico. Il suo obbiettivo principale fu quello di tentare di rendere il falangismo il movimento guida del nuovo Stato post-rivoluzionario seguendo il modello degli altri Stati fascisti, in primo luogo del Partito Nazionale Fascista (PNF) in Italia e del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi (NSDAP) in Germania.[1]

Serrano Súñer ritenne che l'alleanza ed il comune cammino con le altre nazioni e movimenti fascisti fossero una conseguenza naturale sia sotto l'aspetto storico, dopo la guerra civile combattuta assieme, che sotto l'aspetto politico. Nel portare avanti questo obbiettivo trovò come suo principale nemico interno Ramón Garriga, fino al 1939 capo della Sezione d'Informazione del Servizio Nazionale della Stampa ed alle sue dipendenze. Operarono assieme e nella sua stessa direzione Hoare ed Hayes, rispettivamente ambasciatori di Gran Bretagna e Stati Uniti, desiderosi di portare la Spagna tra gli alleati.[2]

Durante la seconda guerra mondiale promosse l'invio della División Azul sul fronte orientale, come unità militare integrata nella Wehrmacht, e mise tutto il suo lavoro diplomatico al servizio dell'idea di un'alleanza con il governo nazionalsocialista tedesco, opera incompiuta che culminò nell'incontro di Franco con Adolf Hitler a Hendaye il 23 ottobre 1940. Con il volgere della guerra a favore degli Alleati, il 3 settembre 1942 fu rimosso dal governo da Franco, cogliendo come pretesto gli incidenti al sacrario di Begoña a Bilbao, scoppiati tra falangisti e carlisti durante una cerimonia a cui stava presenziando il generale Varela, l'allora Ministro dell'Esercito che era anche un esponente carlista. Tornò alla professione di avvocato nel 1944, oltre ad essere, fino al 1957, procuratore nelle Cortes Españolas, e poi abbandonando la vita pubblica.

Nel 1947, a guerra conclusa, ritenne che il fascismo in Spagna non aveva avuto successo e che il franchismo ne era soltanto un'imitazione a causa della mancata totalitarizzazione dello Stato dovuta al fatto che la Falange fu sì partito unico, ma non la base esclusiva del potere nella nazione. Ciò in quanto Franco governò mantenendo l'equilibrio tra le varie forze stesse, tramite il decreto di unificazione senza realizzare mai svolte significative.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Miguel Plana, La Spagna franchista, Guaraldi, Firenze, 1977
  2. ^ Miguel Plana, La Spagna franchista, Guaraldi, Firenze, 1977
  3. ^ Miguel Plana, La Spagna franchista, Guaraldi, Firenze, 1977

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Miguel Plana, La Spagna franchista, Guaraldi, Firenze, 1977.

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