Battaglia di Merida

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La battaglia di Mérida
Data 10 - 11 agosto 1936
Luogo Mérida
Esito Vittoria nazionalista
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
2.600 tra miliziani e militari lealisti 1.000 nazionalisti
Perdite
250 morti Sconosciuti
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La Battaglia di Mérida fu una delle prime battaglie della Guerra civile spagnola, quando i miliziani del Frente popular tentarono di battere i franchisti nella storica città di Merida, fallendo nel loro intento.

I nazionalisti cacciarono i repubblicani dalla città il 10 agosto 1936 e ne presero il controllo il giorno seguente. Ciò permise al generale Yagüe di battere la resistenza nella città di Badajoz, provocando un massacro tra i civili.

L'avanzata dell'esercito dell'Africa[modifica | modifica sorgente]

I ribelli del Bando nacional, comandati dal colonnello Asensio, si radunarono a Siviglia con l'aiuto degli italiani e dei tedeschi e il 2 agosto si diressero con dei camion messi a disposizione dal generale Quiepo. Il giorno successivo arrivò anche il comandante Castejón con una seconda colonna.

Asensio proseguì verso Nord battendo la fiera resistenza repubblicana il 6 agosto. Il giorno dopo i nazionalisti il villaggio di Almendralejo, compiendo un massacro che decimò la popolazione del borgo. I repubblicani arretrarono fino a Mérida.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

I repubblicani iniziarono a costruire delle trincee a sud di Mérida, lungo il fiume Guadiana, il 10 agosto. Assensio attaccò violentemente le trincee, ruppe le linee repubblicane e catturò la città. I repubblicani decisero di ritirarsi per evitare l'accerchiamento. Una volta entrati a Mérida, arrivò al comando della truppa il generale Yagüe.

Yagüe diresse le sue truppe verso Badajoz, insieme a Asensio e Castejón. A Mérida lascio il tenente colonnello Tella. L'11 agosto i repubblicani furono rafforzati da due contingenti di Guardia civiles e Guardia de Asalto. I legionari di Tella, però, riuscirono a batterli definitivamente.