Quinta colonna

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Una quinta colonna è un'organizzazione a carattere militare (più o meno informale) che opera clandestinamente all'interno di una nazione o città per favorire l'invasore o il nemico.

Origine dell'espressione[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione quinta colonna è un calco italiano del castigliano quinta columna, che qualcuno attribuisce al dittatore Francisco Franco. A coniare l'espressione fu più probabilmente un sottoposto di Franco, il generale Emilio Mola, che durante la Guerra di Spagna comandava l'Armata del Nord.

Secondo lo storico inglese Hugh Thomas,[1] durante una conferenza stampa con giornalisti stranieri fu chiesto al generale quale delle "quattro colonne" che componevano la sua armata avrebbe conquistato Madrid; al che Mola rispose che l'iniziativa sarebbe spettata alla quinta colonna (quinta columna), con implicito riferimento ai gruppi filomonarchici e franchisti che agivano clandestinamente a Madrid. Thomas afferma che queste "parole imprudenti" fornirono il pretesto per una lunga serie di eccidi nella capitale. Secondo altre fonti Mola avrebbe affermato, durante una trasmissione radiofonica nel 1936: "Abbiamo quattro colonne che avanzano su Madrid. La quinta colonna si solleverà al momento giusto" (in effetti può trattarsi dello stesso episodio tramandato in due versioni differenti).

L'espressione ebbe subito fortuna nel lessico giornalistico, ed è stata ricalcata in tutte le lingue europee (ad esempio esiste fifth column in inglese e fünfte Kolonne in tedesco).

Usi dell'espressione[modifica | modifica wikitesto]

Di solito l'espressione «quinta colonna» viene usata in senso dispregiativo, per indicare gruppi di traditori che aiutano il nemico; spesso, durante una guerra, gli aderenti a una fazione politica che si oppone alla maggioranza vengono accusati di costituire una quinta colonna: di collaborare cioè (consapevolmente o no) con il nemico che minaccia il loro Paese.

Esempi di "quinte colonne" (vere o presunte)[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante la Seconda guerra mondiale in Polonia e in Cecoslovacchia furono attive formazioni paramilitari chiamate Volksdeutsche Selbstschutz ("Autoprotezione tedesca"), formate da cittadini polacchi e cecoslovacchi di lingua e cultura tedesca che aiutarono il Terzo Reich, rendendosi colpevoli di stragi o altre azioni dirette a provocare repressioni da parte dei governi locali, che sarebbero state poi usate come pretesto da parte del governo tedesco per intervenire negli stati da conquistare.
  • Sempre durante la Seconda guerra mondiale, negli USA furono internati i cittadini e i residenti di origine giapponese, nel timore che essi potessero costituire una quinta colonna.
  • In Gran Bretagna, negli anni settanta, durante l'ondata di attentati terroristici provocati dagli indipendentisti dell'Irlanda del Nord, gli immigrati di origine irlandese erano spesso visti dai britannici come una quinta colonna nel loro territorio.
  • Oggi, nei Paesi europei maggiormente interessati dal fenomeno dell'immigrazione dai Paesi islamici, questi immigrati vengono talvolta visti come la quinta colonna dell'Islam in Europa, in attesa che (grazie al loro elevato tasso di natalità rispetto alle popolazioni autoctone e alla continua immigrazione) possano diventare numericamente consistenti ed avere una notevole influenza politico-culturale nel continente.
  • In Italia negli anni cinquanta, in seguito alla guerra di Corea esponenti della DC come il capo del governo De Gasperi e il ministro della difesa Pacciardi si dissero convinti della presenza di quinte colonne formate da comunisti e socialisti a scopo sovversivo.[senza fonte]

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

  • Quinta colonna (in russo Пятая колонна) è il nome dato da Lev Trockij a un reparto d'élite (non clandestino) della sua Armata rossa.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Torino, Einaudi, 1963.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Polish Ministry of Information: The German Fifth Column in Poland. Hutchinson, London 1941.
  • Bilek Bohumil: Fifth Column at Work. Description of German minority in Czechoslovakia. Trinity, London 1945.
  • Louis de Jong: The German Fifth Column in the Second World War. Fertig, New York 1973.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]