Corpo Truppe Volontarie

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C.T.V.
Corpo Truppe Volontarie
Descrizione generale
Attiva 1936 - 1939
Nazione bandiera Regno d'Italia (non ufficiale)
Servizio MVSN - Regio Esercito
Dimensione circa 50.000 unità
Battaglie/guerre guerra civile spagnola

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Fiat C.R.32 del XVI Gruppo Autonomo "cucaracha" scortano un Savoia-Marchetti S.M.81 in una missione di bombardamento.
Carri leggeri italiani avanzano con un carro lanciafiamme L3-35Lf al comando verso Guadalajara.

Corpo Truppe Volontarie (C.T.V.), in precedenza Missione Militare Italiana in Spagna (M.M.I.S.), fu la denominazione assegnata ad un corpo di spedizione italiano, composto in gran parte da volontari, inviato in Spagna a supporto di Francisco Franco e delle forze spagnole nazionaliste durante la Guerra civile spagnola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1936, al principio della guerra civile spagnola, la maggior parte delle migliori truppe nazionaliste erano isolate nel Marocco spagnolo o nelle Isole Canarie. Nel frattempo, nella Spagna continentale, formazioni più piccole composte da nazionalisti e dalla Guardia Civil ingaggiarono combattimenti con le milizie repubblicane, la Guardia de Asalto e quelle unità militari che rimasero fedeli al governo del Fronte Popolare.

Se le forze nazionaliste in Spagna non avessero ricevuto rinforzi, la ribellione avrebbe potuto presto fallire. Il Generale Francisco Franco e gli altri esponenti nazionalisti inviarono emissari a Berlino e a Roma per richiedere aiuto: sia il Führer Adolf Hitler che il Duce Benito Mussolini risposero in senso positivo.

Italia e Germania inviarono aerei da trasporto ed equipaggi (quelli italiani comandati da Ettore Muti) in Marocco, per trasportare le forze nazionaliste dal Marocco spagnolo alla Spagna europea. I regulares marocchini e il Tercio permisero alle forze nazionaliste di assumere l'iniziativa nella penisola Iberica.

Nel settembre 1936, subito dopo la richiesta di aiuto di Francisco Franco, Benito Mussolini, inviò l'allora capo del S.I.M. (Servizio Informazioni Militari), il Generale di Brigata Mario Roatta (alias Comm. Colli, alias Generale Mancini) in Spagna, col compito di creare la "M.M.I.S." ("Missione Militare Italiana in Spagna"), con sede a Siviglia. La "M.M.I.S." divenne operativa il 15 dicembre 1936 con il compito di inviare materiali, armi e istruttori, nonché di creare due Brigate Miste italo-spagnole. Il 17 febbraio 1937 la "M.M.I.S." cambiò definizione in "C.T.V." ("Comando Truppe Volontarie") mentre la massa operativa costituì il "C.T.V." ("Corpo Truppe Volontarie").

Cronologia fondamentale[modifica | modifica sorgente]

Manifesto di propaganda repubblicano contro l'intervento italiano

1936[modifica | modifica sorgente]

  • 3 settembre: Le forze Repubblicane della Catalogna, sotto il comando del Capitano Alberto Bayo, eseguirono un atterraggio a Maiorca. Le sue unità furono il bersaglio dell'Aviazione Legionaria che attaccò il 24 ottobre. Nello stesso giorno, aerei da bombardamento e da caccia lanciarono il loro primo attacco su Madrid, allo scopo di dimostrare alle forze repubblicane la potenza degli alleati di Franco. Nei giorni seguenti, cominciò una serie di incursioni e di bombardamenti sulla capitale spagnola.
  • 2 novembre: Le forze aeree italo-tedesche furono attaccate dai velivoli sovietici, soprannominati "Chatos" dagli spagnoli. Gli attacchi causarono alcune perdite per l'Aviazione Legionaria.
  • 12 dicembre: Dopo il fallimento dell'offensiva di Franco su Madrid, Mussolini decise di inviare forze armate addestrate in Spagna. Mussolini prese questa decisione dopo aver consultato il ministro degli Affari Esteri, Galeazzo Ciano, e il Generale Roatta. Roatta fu nominato Comandante in Capo della forza di spedizione italiana. Vice Comandante fu il Generale Luigi Frusci.
  • 23 dicembre: La prima formazione di 3.000 soldati atterrò a Cadice, con il nome di Missione Militare Italiana.

1937[modifica | modifica sorgente]

  • Gennaio: Entro il mese, circa 44.000 uomini, tra soldati del Regio Esercito e della MVSN erano in Spagna. Alla fine di gennaio, la Forza di spedizione fu rinominata in "Corpo Truppe Volontarie", o C.T.V.).

Il Corpo fu organizzato su quattro grandi unità di livello Divisionale, di cui tre della Milizia:

Le divisioni CC.NN. contenevano soldati regolari e volontari tratti dal Partito Nazionale Fascista ed erano semi-motorizzate. Il Corpo impiegava anche un Gruppo Celere (carri armati e blindati), un Corpo di Artiglieria su dieci Gruppi di artiglieria campale e quattro batterie di artiglieria anti-aerea.

  • Dal 3 febbraio all'8 febbraio: La 1ª Divisione CC.NN. "Dio lo Vuole", in appoggio delle forze nazionaliste, lanciò un'offensiva su Málaga. L'8 febbraio, gli Italiani e i nazionalisti conquistarono la città. La battaglia di Malaga fu una vittoria fondamentale per i nazionalisti. Circa 74 soldati Italiani furono uccisi, 221 feriti e due risultarono dispersi.
  • Marzo: Il Corpo Truppe Volontarie per la fine del mese ammontava ad oltre 50.000 soldati.
  • Dall'8 marzo al 23 marzo: Mussolini accettò il piano di Franco che le forze fasciste italiane avrebbero dovuto partecipare ad una quarta offensiva contro Madrid. L'offensiva italiana si tenne nel settore di Guadalajara. La battaglia coi difensori repubblicani si concluse con uno scacco dovuto soprattutto allo scarso coordinamento con gli spagnoli, che mancarono di realizzare gli attacchi negli altri settori, consentendo ai repubblicani di concentrare tutte le loro forze contro il CTV. Le forze corazzate italiane, consistenti soprattutto in carri leggeri L3/35, risultarono non essere all'altezza dei carri armati forniti ai repubblicani dall'Unione Sovietica. Le tre Divisioni CC.NN. furono sciolte e riorganizzate in due divisioni e in un gruppo armi speciali (corazzati e artiglieria).
  • Dalla battaglia di Guadalajara fino alla fine della guerra, i comandanti delle forze italiane non organizzarono attacchi esclusivamente riguardanti il Corpo ma agirono alle dipendenze dell'alto comando Nazionalista. Similmente il comandante della Legione Condor, il Generale Hugo Sperrle, comandò l'Aviazione Legionaria Italiana.
  • Da aprile ad agosto: da quando le Divisioni CC.NN. furono ridotte, gli Italiani cominciarono ad operare in unità miste italo-spagnole (le Flechas, "Frecce") dove gli Italiani fornirono gli ufficiali e il personale tecnico, mentre gli Spagnoli servirono nella truppa. La prima unità fu la Brigata Mista "Frecce Azzurre" (Brigada Mixta "Flechas Azules") e la Brigata Mista "Frecce Nere" ("Flechas Negras"), che combatterono rispettivamente nell'Extremadura e in Viscaya dall'Aprile all'Agosto 1937. In Viscaya operarono anche il Gruppo XXIII marzo e undici gruppi d'artiglieria, partecipando alla presa della roccaforte repubblicana di Guernica.
  • Agosto e settembre: il sostituto di Roatta, Generale Ettore Bastico, comandò le forze del C.T.V., compresa la Divisione XXIII marzo formata sulla base del Gruppo XXIII marzo. Il Corpo spezzò le linee repubblicane presso Soncillo, catturando una postazione chiave, il Puerto del Escudo, e penetrando profondamente nelle retrovie repubblicane durante la Battaglia di Santader, ottenendo una vittoria di decisiva importanza per lo schieramento Nazionalista. Dopo l'offensiva di Santader il C.T.V. fu trasferito sul fronte aragonese.

Alcuni reparti del C.T.V. potrebbero essere stati coinvolti nella Battaglia di El Mazuco, ma i dettagli sono tuttora oggetto di discussione.

  • Ottobre: Dopo le campagne al nord, la 1ª e la 2ª Divisione CC.NN. furono rinforzate dalla Divisione XXIII marzo e rinominate: Divisione XXIII marzo "Lame Nere".

1938[modifica | modifica sorgente]

  • Marzo: La Brigata "Frecce Nere" fu ampliata nella Divisione "Frecce" combattendo nell'offensiva aragonese e nella Corsa al Mare con il Corpo sotto il comando del Generale Mario Berti.
  • Novembre: La Divisione "Frecce" fu rinforzata e rinominata "Frecce Nere" e la Brigata Frecce Azzurre fu ampliata in un'altra Divisione "Frecce" che prese parte all'offensiva di Catalogna, l'ultimo attacco della guerra, a fianco del resto del C.T.V., sotto il comando di Gastone Gambara:
  • Divisione "Frecce Nere"
  • Divisione "Frecce Azzurre"
  • Divisione "Frecce Verdi"

1939[modifica | modifica sorgente]

  • Febbraio: In seguito alla vittoria di Franco e dei nazionalisti sui Repubblicani, il Generale Bastico e i volontari italiani furono ritirati dal territorio spagnolo.

Comandanti[modifica | modifica sorgente]

I comandanti del C.T.V. succedutisi furono tre:

1) Generale Mario Roatta (dal 1936 al 1937, rimosso in seguito alla battaglia di Guadalajara):

2) Generale Ettore Bastico (1937):

3) Generale Mario Berti (dal 1937 fino alla fine della guerra):

  • Offensiva d'Aragona (vittoria nazionalista)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Ales e Andrea Viotti, Le uniformi e i distintivi del Corpo Truppe Italiane in Spagna 1936-1939, Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio storico, Roma, 2004.
  • Ernestino Chiappa, C.T.V. - Il Corpo Truppe Volontarie Italiano durante la Guerra Civile Spagnola 1936-1939, EMI, Serie Electa n° 2
  • Massimiliano Griner, I ragazzi del '36 - L'avventura dei fascisti italiani nella Guerra Civile Spagnola, Rizzoli, Storica
  • Dimas Vaquero Peláez, Credere, Obbedire, Combattere - Fascistas italianos en la Guerra Civil española, Mira Editores, Zaragoza, 2007.
  • José María Ravetto. Uniformes italianos de la Guerra Civil Española: distintivos, emblemas y condecoraciones, Editorial San Martín, Madrid, 1996. ISBN 84-7140-299-8

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]