Cappella di Eleonora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°46′09.02″N 11°15′22.74″E / 43.769172°N 11.256317°E43.769172; 11.256317

Cappella di Eleonora
Agnolo Bronzino, Passaggio del Mar Rosso
Agnolo Bronzino, Soffitto della cappella di Eleonora

La cappella di Eleonora è uno degli ambienti del Quartiere di Eleonora di Palazzo Vecchio a Firenze, posta al secondo piano negli appartamenti realizzati da Giovan Battista del Tasso e Giorgio Vasari per la duchessa Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici. La cappella è particolarmente importante per essere stata completamente affrescata da Agnolo Bronzino, che qui creò uno dei suoi capolavori.

La costruzione risale al 1540-1545, quando il Del Tasso la fece ricavare chiudendo una campata della Camera Verde. Più o meno nello stesso periodo venne affrescata a più riprese. Il portale di accesso venne eseguito verso il 1543, forse su disegno Bartolomeo Ammannati.

Gli affreschi si dispiegano scenograficamente su tutta la superficie, segnando un'evoluzione nello stile dell'artista e un'innovazione nel campo del manierismo toscano, con l'inserimento di riscontri romantici in alcune sue parti.

Soffitto[modifica | modifica wikitesto]

Al soffitto si trova una rappresentazione della Trinità, il Vultus trifrons, che venne dipinto sopra uno stemma Medici-Toledo, in parte riaffiorato. Attorno al centro sono disposti, separati da festoni e putti, San Giovanni Evangelista a Patmos, San Michele Arcangelo che vince il demonio, San Francesco che riceve le stimmate con fra Leone e San Girolamo penitente.

I pennacchi sono decorati dalle personificazioni delle Virtù della Temperanza, Giustizia, Fortezza e Prudenza.

Pareti[modifica | modifica wikitesto]

Le pareti sono affrescate con episodi biblici. In quella frontale al centro si trova la Deposizione di Cristo (una replica autografa di un dipinto dello stesso autore del 1545, che oggi si trova al Museo di Besançon), mentre ai lati ci sono un Angelo annunciante e la Vergine annunciata. In alto un David e la Sibilla Eritrea.

Le altre pareti sono decorate con le Storie di Mosè, tra cui il Passaggio del Mar Rosso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida d'Italia, Firenze e provincia ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2007.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]