Granduca

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Ritratto di Cosimo I de' Medici, primo granduca di Toscana, ritratto da Agnolo Bronzino

Granduca (in latino, Magnus Dux; in spagnolo, Gran Duque; in russo, Великий князь; in tedesco, Großherzog, inglese Grand Duke; in francese, Grand-duc; in portoghese, Grão-duque; in finlandese, Suurherttua; in polacco, Wielki Książę; in ungherese, nagyherceg; in svedese, Storhertig; in olandese, Groothertog; in danese, Storhertug, in lituano, Didysis Kunigaikštis), titolo sovrano (legato cioè a effettiva sovranità su un territorio) posto nella gerarchia nobiliare tra quello di duca e quello di principe.

Fu concesso per la prima volta nel 1569 da Pio V al duca di Firenze Cosimo I in seguito all'annessione da parte di questi della Repubblica di Siena. Il Granducato di Toscana continuò ad esistere fino al 1859, ovvero fino all'Unità d'Italia. Benché nato in Italia, nella penisola il titolo non fu più conferito ad altri stati o famiglie.

Il titolo granducale ebbe maggior successo in Europa orientale, dove erano granducati la Finlandia e la Lituania. La prima apparteneva al regno di Svezia, la seconda al regno di Polonia. In seguito alle Spartizioni della Polonia ed alle Guerre napoleoniche, entrambi i granducati pervennero all'Impero russo. I titoli scomparvero in seguito alla Rivoluzione russa.

Sempre nell'Età Moderna furono istituiti i granduchi russi, che letteralmente dovrebbero essere tradotti con "gran principi", tuttavia, è ormai invalso l'uso di chiamarli "granduchi". Il titolo contraddistingueva i membri, maschi e femmine, della dinastia imperiale russa, diversi dallo zar e dalla zarina. Perciò in Russia non esistevano famiglie il cui capofamiglia avesse il titolo di granduca.

Il titolo fu ripreso in età napoleonica per alcuni stati tedeschi di nuova creazione: Wurzburg, Francoforte, Berg. Inoltre furono elevati al rango granducale l'Assia-Darmstadt ed il Baden.
Così come Napoleone chiamò Granducato di Varsavia la parte di Polonia cui aveva restituito almeno formalmente l'indipendenza.

Il congresso di Vienna soppresse i tre granducati di Wurzburg, Francoforte e Berg. In compenso elevò al titolo di granducato altri cinque stati, cosicché nella Confederazione Germanica c'erano sette granducati: Baden, Assia-Darmstadt, Oldemburgo, Sassonia-Weimar, Meclemburgo-Schwerin e Meclemburgo-Strelitz, Lussemburgo.
Per ciò che concerne la Prussia, essa ribattezzò Granducato di Posnania, per farne dimenticare il nome originario, una regione polacca, tradizionalmente chiamata in polacco Grande Polonia, di cui si era impadronita al congresso di Vienna. Titolare del granducato era perciò il re di Prussia.

Il Congresso di Vienna in un dipinto di Jean-Baptiste Isabey (1767-1855)

Nel 1870 sei granducati tedeschi furono inglobati come stati federati nell'Impero tedesco. Solo il Lussemburgo che, pur incluso nella Confederazione Germanica, era sotto sovranità olandese non venne assorbito dall'Impero Germanico; rimase un territorio olandese fino al 1895, quando divenne uno stato indipendente.

Il solo granducato oggi ancora esistente nel mondo è proprio quello del Lussemburgo, a capo del quale vi è il granduca Enrico di Lussemburgo.

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