Sindrome da sonno posticipato

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La Sindrome da sonno posticipato è un disturbo del ritmo circadiano di sonno, un problema nella capacità di addormentarsi ed avere picchi di veglia appropriati alla società in cui si vive, che riguarda anche i ritmi di secrezione ormonale e la temperatura corporea.

Chi soffre di questo disturbo solitamente non riesce a dormire sino alle prime ore del mattino e ha grosse difficoltà a risvegliarsi ad orari adeguati. Spesso queste persone hanno comunque una certa regolarità nell'orario di sonno e dunque se lasciati dormire assecondando le proprie esigenze interne, hanno una buona qualità di sonno ed un risveglio spontaneo. È per loro estremamente difficile andare normalmente a scuola o seguire un comune orario lavorativo. Se si autoimpongono uno schema di sonno più in sintonia con i ritmi della società (per esempio andare a dormire alle 23 e svegliarsi alle 7) vanno incontro a deprivazione di sonno, infatti, per quanto siano stanchi e assonnati, non riusciranno mai ad addormentarsi così presto, ne deriva che l'unico modo per alzarsi presto è rinunciare a buona parte delle proprie ore di sonno. Se non si riposa il giusto numero di ore di cui si ha bisogno, si manifesterà inevitabilmente un'eccessiva sonnolenza diurna.

Questo disturbo solitamente si sviluppa in età scolare o durante l'adolescenza. Normalmente scompare in seguito, alla fine dell'adolescenza, ma a volte può persistere per tutta la vita.

Formalmente descritto per la prima volta nel 1981 dal dottor Elliot D. Weitzman[1], viene spesso interpretato impropriamente quale insonnia cronica, disturbo psicologico o scarsa disciplina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delayed sleep phase syndrome. A chronobi... [Arch Gen Psychiatry. 1981] - PubMed - NCBI

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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