Sistema extrapiramidale

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Il sistema extrapiramidale è un insieme di vie e di centri nervosi che agiscono direttamente o indirettamente sulla corretta azione motoria, controllando le reazioni istintive orientate e adattandole al movimento volontario, coordinato dal sistema piramidale.

Connessioni nervose[modifica | modifica sorgente]

Le connessioni del sistema extrapiramidale sono molto complesse: gli impulsi periferici, giunti al talamo, sono smistati al corpo striato, vero complesso organizzatore degli impulsi, trasmessi poi alle formazioni extrapiramidali sottostanti.

Il sistema extrapiramidale si divide a sua volta in due fasci distinti, che sono; la via del cordone mediale e la via del cordone laterale. La via del cordone mediale è formata da fasci nervosi importanti per l'innervazione muscolare dei movimenti grossolani come quelli delle braccia e delle gambe, mentre la via del cordone laterale innerva la muscolatura reclutata ai movimenti fini quali quelli delle dita.

Grazie ai rapporti con la corteccia, queste strutture possono regolare la motilità piramidale, di origine corticale. Il sistema extrapiramidale è quindi un sistema a più sinapsi, che influenza in ultima istanza i motoneuroni spinali, regolando il tono muscolare e la motilità.

Le vie extra-piramidali[modifica | modifica sorgente]

Le vie extra-piramidali sono principalmente tre:

  1. Via cortico-strio-pallido-rubro-(reticolo)-spinale;
  2. Via cortico-strio-pallido-ipotalamo-olivo-spinale;
  3. Via cortico-ponto-cerebello-reticolo-spinale.
  • Dal nucleo rosso si sviluppano i due fasci discendenti (poco sviluppati nell'uomo) che prendono il nome di rubro-spinale anteriore e laterale e che si incrociano nella decussazione del Forel, ma anche i fasci rubro-reticolari che si portano alla sostanza reticolare di tutto il tronco encefalico a cui convergeranno anche le fibre discendenti della via cortico-bulbo-cerebello-rubro-spinale.
  • Il fascio che si porta all'ipotalamo darà origine ad un fascio discendente che si porta verso il basso a dare il fascio della callotta centrale in cui giungono anche fibre dal reticolo e dal nucleo rosso dirette al nucleo olivare inferiore da cui origina il fascio olivo-spinale che con il fascio spino-olivare forma il fascio triangolare (di Helweg).
  • La terza via è quella che dalla corteccia si porta ai nuclei del tronco encefalico (principalmente del ponte e del bulbo) con il fascio cortico-bulbare frontale dell'Arnold e cortico-bulbare temporale del Turck, che decorrono rispettivamente medialmente e lateralmente al fascio cortico-spinale nel piede del mesencefalo per andare a distribuirsi ai nuclei del ponte. Da questi nuclei si dipartono fibre traversali, che determinano la macro-morfologia del ponte, crociate, che si portano attraverso i peduncoli cerebellari medi, alla corteccia del neocerebello come fibre rampicanti, qui dopo aver contratto sinapsi con le cellule del Purkinje, la via prosegue fuoriuscendo passando per la maggior parte attraverso il nucleo dentato e attraverso in nucleo emboliforme (o interposito) per correre nei peduncoli cerebellari superiori e decussare a livello di tegmento nel mesencefalo (decussazione del Wernekinck) per arrivare al nucleo rosso o portarsi direttamente al nucleo ventrale laterale del talamo nella parte posteriore o dallo stesso nucleo rosso per formare il fascio rubro-spinale o quello reticolo-spinale.

È bene ricordare, anche se di fatto non fanno parte delle vie extra-piramidali, che al nucleo rosso giungono fibre anche dallo spino-cerebello per il nucleo rosso per la coordinazione e la resa fluida dei movimenti in collaborazione anche con il circuito regolatorio dei gangli della base.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

La sua azione si esplica così nei movimenti espressivi, in quelli associati (come nelle sincinesie pendolari, il pendolamento degli arti superiori durante la marcia), nella scrittura, nella masticazione, nella fonazione, nella deglutizione, nella stazione eretta e in tutti gli altri atteggiamenti del corpo.

Patologia[modifica | modifica sorgente]

In neurologia, la rottura dell'equilibrio funzionale fra i vari circuiti è considerata alla base dei disordini motori extrapiramidali. Un classico esempio di lesione del sistema extrapiramidale è rappresentato dal malattia di Parkinson o dalla corea di Huntington.

Non pochi farmaci neurolettici creano problemi al sistema extrapiramidale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Anatomia del sistema nervoso centrale e periferico dell'uomo, Luigi Cattaneo, Monduzzi Editore, 1989