Anestesia generale

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L’anestesia generale o narcosi è uno stato farmacologicamente indotto, temporaneo e reversibile, di ipnosi, analgesia e rilassamento muscolare. Il fine dell'anestesia è indurre temporaneamente la perdita totale della coscienza, con soppressione di ogni tipo di sensibilità; le sue maggiori applicazioni riguardano la chirurgia. Oggi potremmo definire come anestesia generale nell'Uomo una condizione di coma reversibile, indotto artificialmente, atta a consentire lo svolgimento anche dei più complessi atti chirurgici passando attraverso alcune fasi che sono : la Sedazione, l’Ipnosi, l’Analgesia ed il Rilassamento completo (SIAR, dalle iniziali delle quattro fasi). Poiché ogni fase è raggiungibile attraverso l’uso di farmaci ad hoc, e considerato che alcuni di questi farmaci si potenziano vicendevolmente, l'Anestesia Generale coinvolge concetti matematici e quindi è il frutto di un calcolo combinatorio complesso per la scelta dei tempi di somministrazione e sequenza, della posologia, della farmacocinetica. Per la sola variabile relativa ai farmaci somministrati in vena, e loro posologia, possiamo stabilire un protocollo “ s i a r “ (peraltro tipico dell'anestesia integrata o "'blended") per la dose medio-minima efficace, e pure uno “ S I A R ” per la massima.

"Possiamo, anche ipotizzare innumerevoli scelte che la nostra mente può elaborare tenendo conto della eventuale aggiunta, nelle anestesie bilanciate, di anestetici gassosi (N2O e/o alogenati) più tantissime condizioni cliniche relative al soggetto da trattare, all’ambito ospedaliero, alle capacità chirurgiche degli operatori, ecc. Valga l’esempio di un protocollo per un piccolo intervento in cui l’ansietà del paziente si associa alla necessità di un ottimo rilassamento muscolare, che va scelto tra le variabili dei dosaggi SiaR con ED% idonei agli scopi prefissati."[1]

Anestetici generali[modifica | modifica sorgente]

Questi sono gli anestetici generali più comunemente utilizzati nella pratica dell'anestesia moderna. Sono suddivisibili in:

  • Anestetici per via inalatoria (farmaci liquidi che si trasformano in vapore al passaggio dell'ossigeno)[2]
    • Sevoflurano - il più recente, rapido e maneggevole dei gas anestetici
    • Isoflurano
    • Desflurano - tra i più impiegati, specie per il fast-track (risveglio veloce e rapida dimissione del paziente)
    • Alotano - non più usato per i suoi effetti tossici
    • Enflurano
    • Protossido d'azoto - in progressiva dismissione, quasi scomparso dalle sale operatorie
  • Anestetici per via endovenosa
    • Tiopentale - molto impiegato negli anni passati; fu usato come "siero della verità" dalla polizia americana.
    • Propofol - utilizzato soprattutto per l'induzione, ma anche per il mantenimento dell'anestesia generale. L'induzione del paziente prevede l'infusione di Propofol in bolo generalmente a 2mg/kg; il mantenimento dell'anestesia generale si realizza mediante infusione continua con pompa siringa. Il Propofol è anche utilizzato in terapia intensiva per mantenere il coma farmacologico, generalmente in associazione con un oppioide (di solito remifentanil).

FASI dell'anestesia generale[modifica | modifica sorgente]

Monitor di anestesia moderna con una varietà di parametri monitorati

Agli inizi dell'Era Anestesiologica con le anestesie gassose era più giustificata la classificazione dei vecchi Padri dell'anestesia in "stadi", poiché era palese una sequenzialità degli stessi. Nella moderna anestesia non esistono più gli stadi intesi come periodi di tempo più o meno brevi come l'eccitamento, ma fasi che interagiscono quando la somministrazione dei farmaci atti a raggiungere l'obiettivo prefissato viene pilotata congruamente.[3]

Tecniche anestetiche[modifica | modifica sorgente]

La tecnica anestesica è suddivisa nelle seguenti fasi:

  • Medicazione pre-anestetica: in cui si somministrano farmaci ansiolitici e gli altri farmaci utili all'omeostasi e a ridurre le secrezioni
  • Induzione: in cui si ottiene la perdita di coscienza del paziente
  • Mantenimento: in cui è possibile l'atto chirurgico
  • Risveglio.

Esistono molteplici tecniche anestesiologiche legate ai differenti farmaci utilizzabili ed alle vie di somministrazione:

  • Anestesia bilanciata: caratterizzata da ipnotici per via inalatoria ed analgesici per e.v..
  • TIVA (Total IntraVenous Anesthesia): totalmente endovenosa.[4][5]
  • TCI (Target Control Infusion): variante della precedente in cui si considera non la quantità dei farmaci in sé, bensì la loro concentrazione ematica.
  • Anestesia gassosa: ormai in disuso, prevedeva l'ausilio esclusivo dei gas.
  • Anestesia integrata: anestesia generale nella quale viene associata l'analgesia epidurale per ridurre il dosaggio dei farmaci deprimenti il SNC.

Anestetici non più utilizzati[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Prof. D. Di Piazza, Università di Palermo, 1974
  2. ^ si tratta di liquidi volatili o di gas
  3. ^ Prof. D. Di Piazza, Università di Palermo, 1974
  4. ^ Definizione della tecnica sul sito PagineBluSanità.it.
  5. ^ TIVA su www.metrohealthanesthesia.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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