Linfedema

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Linfedema
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 457.0, 457.1, 757.0
ICD-10 (EN) I89.0, I97.2, Q82.0
Sinonimi
Edema linfostatico
Edema linfatico

Per linfedema in campo medico, si intende una condizione in cui avviene un accumulo anormale di linfa dovuto ad un'anomalia a livello del sistema linfatico.[1] La sua diffusione avviene soprattutto negli arti.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'incidenza maggiore la si ha intorno alla metà della terza decade di età, esistono le forme precoci (se dovesse manifestarsi durante l'adolescenza o addirittura alla nascita) e tardive (se dovesse mostrarsi in seguito), il sesso femminile per il linfedema inferiore è il più colpito, per il resto non si mostrano differenze nei sessi.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Esistono varie forme derivanti dal livello di gravità della stessa:

Edema linfatico primario[modifica | modifica wikitesto]

Le forme primarie (non derivate) sono formate da anomalie congenite del sistema linfatico, queste possono essere di varia natura (morfologiche e funzionali)

  • Edema linfatico congenito, in tale forma si ritrova anche la malattia di Milroy
  • Edema linfatico precoce
  • Edema linfatico tardivo

Edema linfatico secondario[modifica | modifica wikitesto]

L'ostruzione, causa del linfedema, viene causata da un'altra malattia, sovente si tratta di forme tumorali ma possono essere dovute a adenopatie, sindrome postflebitica, linfangite.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Fra i sintomi e i segni clinici si riscontrano dolore (da un leggero dolore quando la parte viene pizzicata ad un dolore più persistente), facile affaticamento degli arti interessati, diminuzione della normale mobilità di questi, vi possono essere anche disturbi psicologici per via del disagio subito. Viene impedito il segno di Stemmer, fra le complicanze si ritrova l'ipercheratosi.

Fisiopatologia[modifica | modifica wikitesto]

È una condizione clinica progressiva che comincia con un elevato ristagno di proteine nell'interstizio per mancato drenaggio e si complica con la comparsa di edema, che porta ad un'infiammazione cronica che coinvolge i macrofagi. Pertanto, esteticamente, a seconda della gravità fisica e congenita del soggetto colpito dalla patologia, si riscontrerà una maggiore o minore sproporzione tra la parte interessata ed il resto del corpo, mostrando le parti infiammate come tendenzialmente informi, facendole assomigliare ad un blocco unico con la progressiva scomparsa della loro naturale definizione. Quindi, questa condizione medica coinvolge anche soggetti normopeso e non necessariamente obesi come si potrebbe supporre. A lungo andare, nel caso di mancate cure mediche e trattamenti adeguati, i tessuti tenderanno a fibrotizzarsi.

Esami[modifica | modifica wikitesto]

  • Radiologia, con la sua forma più specifica la linfografia. L'esame si avvale di un mezzo di contrasto che viene iniettato nell'organismo per fornire indicazioni più precise, ma vi sono alcune limitazione dell'evento che favoriscono l'uso di altri esami.
  • Linfoscintigrafia, Gold standard diagnostico per lo studio del linfedema ( International Society of Lymphology)rilevazione effettuata da gammacamera di albumina marcata con Tecnezio 99 e iniettata negli arti interessati a confronto.
  • Linfangioscopia, dove si controlla lo stato di diffusione di un determinato colorante precedentemente iniettato, dato che in caso di linfedema il colorante non segue il normale percorso di propagazione.
  • Biopsia, dove mostra lo stato della cute.

Diagnosi differenziale[modifica | modifica wikitesto]

Fra le malattie simili bisogna comprendere le differenze con un flebedema, vi è una consistenza molle, al contrario del linfedema che può presentarsi anche come molto compatto. Vi possono essere problemi di identificazione della patologia relativa soprattutto all'inizio dell'insorgenza dove le varie differenze sono molto lievi, ma generalmente nelle donne si tratta di linfedema, accompagnato da cellulite dovuta a questo ristagno.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento non chirurgico prevede linfodrenaggio manuale, bendaggio elastocompressivo e l'utilizzo di tutori elastici definitivi. Come farmaci si somministrano:

  • Bioflavonoidi (che aumentano l'attività dei macrofagi)
  • Benzopironi (esempio la cumarina)
  • Corticosteroidi (che riescono a ridurre la proliferazione fibroplastica)
  • Antibiotici (utili soprattutto nella profilassi)

Come trattamento chirurgico si osservano:

Va tenuto a mente che curare il linfedema non significa guarirlo. Attualmente non esistono cure definitive; questo comporta il fatto che in casi non eccessivamente avanzati, in cui si ha un miglioramento complessivo della parte interessata, il soggetto necessiterà di una terapia di controllo per tutta la durata della sua vita, impedendo così al sintomo di ripresentarsi degenerando pericolosamente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine pag 417, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Dionigi, Chirurgia basi teoriche e Chirurgia generale, Milano, Elsevier-Masson, 2006, ISBN 978-88-214-2912-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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