Sibutramina

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Avvertenza
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Sibutramina
Sibutramin-Enantiomere.png
Nome IUPAC
(±)-1-(4-clorofenil)-N,N-dimetil-a-(2-metilpropil)-
ciclobutan-metanamina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C17H26ClN
Numero CAS [106650-56-0]
Codice ATC A08AA10
PubChem 5210
DrugBank APRD00456
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità Riassorbimento 77% a causa dell'effetto di primo passaggio
Metabolismo Epatico (mediato da CYP3A4)
Emivita Sibutramina approssimativamente 1 ora
Metabolita 1: 14 ore
Metabolita 2: 16 ore
Escrezione Biliare (sibutramina e metaboliti attivi), renale (metaboliti inattivi)
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P ---[1]

Sibutramina (commercializzata come Meridia negli USA, Leptos in India, Reductil in Europa e altrove), solitamente in forma di idrocloruro monoidrato, è un riduttore dell'appetito per via orale, usato nel trattamento dell'obesità. È un inibitore del reuptake della serotonina e della noradrenalina ma non della dopamina; strutturalmente simile alle anfetamine[2] anche se agisce diversamente.[3]. Nel marzo 2002 il Ministero della Salute ne ha decretato il ritiro, a causa di morti presumibilmente correlate all'assunzione di questo farmaco.[4]. Ad agosto dello stesso anno è stata riammessa, obbligando a presentare ricetta medica specialistica per l'acquisto.[5]. Il 24 gennaio 2010 viene nuovamente bandita dal mercato in quanto secondo gli studi interpellati dall'agenzia del farmaco italiana i possibili rischi assumendo la sostanza supererebbero i possibili benefici.

La casa farmaceutica produttrice ha dichiarato che farà appello contro questa decisione. [6]

Avvertenze[modifica | modifica wikitesto]

Sicurezza: a seguito di una rivalutazione della sicurezza e dell’efficacia della sibutramina, il Comitato dell’Agenzia dei Medicinali per uso Umano (CHMP), ha concluso che i benefici della sibutramina non superano i potenziali rischi, pertanto ha deciso di sospendere tutte le autorizzazioni alla immissione in commercio dei medicinali contenenti sibutramina nell’Unione Europea. La sibutramina era già stata oggetto di una rivalutazione da parte dell’EMEA in seguito alla segnalazione di effetti collaterali cardiovascolari (aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca), ma in quell’occasione, il comitato responsabile dell’Agenzia regolatoria non aveva ritenuto di dover modificare il proprio parere sul profilo di sicurezza del farmaco, sebbene avesse chiesto alla ditta produttrice ulteriori dati clinici. Lo studio che ne è conseguito, Sibutramine Cardiovascular Outcome Trial - studio SCOUT, ha arruolato più di 9000 pazienti in sovrappeso e obesi ad alto rischio di malattie cardiovascolari ed ha verificato, in questo tipo di popolazione gli effetti di sibutramina vs placebo, per quanto riguarda l’entità della perdita di peso ed il verificarsi di eventi cardiovascolari. I dati preliminari dello studio, hanno confermato un maggior rischio di problemi cardiovascolari nei pazienti in trattamento con sibutramina rispetto ai controlli (incidenza degli eventi cardiovascolari: 6,5% vs 6,5%, rispettivamente con placebo e sibutramina, nei pazienti con diabete di tipo 2 (tasso di rischio pari a 1,010 CI 95% 0,737-1,383); 8,3% vs 10,1% nei pazienti con storia di patologie cardiovascolari (tasso di rischio 1,274 CI 95% 0,915-1,774); 11,9% vs 13,9% (tasso di rischio 1,182 CI 95% 1,024-1,354) (FDA, 2010). Sebbene la sibutramina sia controindicata nei pazienti con patologia cardiovascolare nota, l’EMEA ha ritenuto che l’aumento del rischio cardiovascolare associato a sovrappeso e obesità, in assenza di malattia cardiovascolare nota, sia “eccessivo“ per un uso sufficientemente “sicuro“ del farmaco, rispetto anche alla perdita di peso ottenuta. La sospensione all’autorizzazione in commercio della sibutramina stabilita dall’EMEA resterà in vigore finché non verrà identificato un gruppo di pazienti per i quali i benefici di sibutramina sono chiaramente superiori ai rischi[7]. L’FDA attualmente ha richiesto l’inserimento, nel foglietto illustrativo delle specialità medicinali a base di sibutramina, della controindicazione all’impiego del farmaco in caso di pazienti con anamnesi positiva per patologie cardiovascolari (coronaropatia, ictus, attacco ischemico transitorio (TIA), aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, arteriopatia periferica, ipertensione non controllata)[8].

Modalità di prescrizione: solo i medici specializzati in cardiologia, diabetologia, medicina interna, endocrinologia e scienza dell’alimentazione possono prescrivere la sibutramina. Il farmaco può essere prescritto solo a pazienti che non hanno risposto in modo soddisfacente ad un appropriato regime dietetico per la riduzione del peso corporeo, oppure che hanno difficoltà a raggiungere o a mantenere una perdita di peso > 5% in 3 mesi. Il trattamento farmacologico deve essere sempre associato ad un programma terapeutico comportamentale focalizzato al miglioramento delle abitudini alimentari e ad attività fisica[8].

Monitoraggio dei parametri cardiaci: poiché la sibutramina può aumentare i valori pressori, monitorare i parametri di funzionalità cardiaca quali pressione arteriosa e frequenza cardiaca 2 volte alla settimana nei primi tre mesi di terapia, una volta al mese nei successivi tre mesi quindi con cadenza trimestrale. Se durante i controlli si osservano aumenti significativi della frequenza o della pressione arteriosa, la sibutramina deve essere sospesa. La pressione arteriosa deve essere monitorata con particolare attenzione nei pazienti con sindrome da apnea nel sonno. Devono inoltre essere monitorati eventuali segni o sintomi di ipertensione polmonare primitiva (dispnea progressiva, dolore toracico ed edema alle caviglie). La somministrazione di sibutramina è controindicata nei pazienti in terapia con farmaci in grado di incrementare la pressione arteriosa e/o la frequenza cardiaca[8].

Interruzione del trattamento: interrompere la sibutramina se la perdita di peso risulta inferiore al 5% nei primi tre mesi di terapia oppure se si stabilizza a valori inferiori al 5% del peso iniziale. Inoltre non si raccomanda di proseguire il trattamento farmacologico se dopo il calo ponderale indotto dal farmaco il paziente dovesse riacquistare 3 kg o più. In pazienti con condizioni patologiche associate, il trattamento con sibutramina può essere continuato solo se oltre alla perdita di peso si manifestano altri benefici clinici come un miglioramento del profilo lipidico, in caso di dislipidemia, oppure un miglioramento del controllo glicemico, in caso di diabete di tipo 2[8].

Epilessia, tic motori o verbali: in pazienti che presentano questo tipo di patologie neurologiche la sibutramina deve essere somministrata con cautela[8].

Abuso: poiché la sibutramina agisce sul sistema nervoso centrale, esiste la possibilità teorica di abuso (attualmente non sono disponibili dati di letteratura relativi ad un uso non farmacologico della sibutramina)[8].

Valvulopatia cardiaca: alcuni autori ritengono che i farmaci anti-obesità siano associati ad un aumento del rischio di valvulopatia cardiaca; tuttavia, nei pazienti trattati con sibutramina non è stata evidenziata una maggiore incidenza di valvulopatia rispetto al placebo[8].

Disturbi del comportamento alimentare: l’uso di sibutramina non è indicato nei pazienti affetti da anoressia o bulimia nervosa. Non sono disponibili dati sufficienti sull’uso del farmaco nei pazienti con episodi di “binge eating disorders” (introduzione incontrollata di abnormi quantità di cibo): dati preliminari indicherebbero un ruolo positivo della sibutramina in questo tipo di patologia[9].

Glaucoma: la sibutramina è controindicata nei pazienti con glaucoma ad angolo stretto; deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con glaucoma ad angolo aperto ed in quelli a rischio di pressione endoculare elevata[8].

Rischio di sanguinamento: poiché il trattamento con sibutramina può essere associato ad un aumentato rischio di sanguinamento; il farmaco deve essere somministrato con cautela nei pazienti a rischio (patologie concomitanti e/o terapie con farmaci attivi sull’emostasi e sulla funzione piastrinica)[8].

Disturbi psichiatrici: nei pazienti con anamnesi positiva per depressione la sibutramina deve essere usata con cautela perché sono stati segnalati, sebbene raramente, disturbi psichiatrici (depressione, ideazione suicidaria e suicidio) a seguito dell’assunzione del farmaco. Nel caso in cui compaiano segni o sintomi di depressione durante il trattamento, la sibutramina deve essere sospesa. Nei pazienti con disturbo bipolare, la sibutramina potrebbe indurre un episodio maniacale (evidenza in vivo di una potenziale attività antidepressiva)[8].

Dislipidemia o diabete di tipo 2: nei pazienti affetti da dislipidemia o da diabete di tipo 2, la sibutramina può essere somministrata solo se favorisce il miglioramento del profilo lipidico o il controllo della glicemia[8].

Sindrome serotoninergica: in seguito all’uso concomitante di sibutramina e farmaci con attività serotoninergica (aumento del rilascio di serotonina o inibizione del reuptake del neurotrasmettitore), può aumentare il rischio di sindrome serotoninergica. Tale sindrome si presenta con ansietà, agitazione, atassia, confusione, diaforesi, disorientamento, disartria, emesi, eccitamento, iperriflessia, ipertermia, ipomania, incoordinazione, perdita di conoscenza, mioclono, midriasi, tachicardia e tremore[8].

MAO-inibitori: far intercorrere almeno due settimane fra il trattamento con MAO-inibitori e quello con sibutramina ed evitare la somministrazione concomitante di questi farmaci[8].

Insufficienza epatica lieve o moderata: in caso di insufficienza epatica lieve o moderata, la sibutramina deve essere usata con cautela perché potrebbe verificarsi un aumento dei livelli plasmatici del farmaco con un potenziale aumento della sua tossicità[8].

Insufficienza renale lieve o moderata: la sibutramina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata[8].

Bambini e anziani: la sibutramina è controindicata nei bambini (età < 18 anni) e nei pazienti anziani (età > 65 anni), in quanto non sono disponibili sufficienti dati di letteratura sulla sua sicurezza ed efficacia in queste categorie di pazienti[8].

Gravidanza: la sibutramina non deve essere usata durante la gravidanza; nelle donne potenzialmente fertili adottare un adeguato metodo anticoncezionale durante la terapia farmacologica[8].

Allattamento: non essendo noto se la sibutramina venga escreta nel latte materno, la sua somministrazione durante l’allattamento è controindicata[8].

Attività che richiedono attenzione e coordinazione costanti e continuative: poiché la sibutramina agisce sul sistema nervoso è importante verificare gli eventuali effetti neurologici sul singolo paziente prima di intrapprendere attività che richiedono attenzione e coordinamento continuato nel tempo[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 04.09.2012, riferita al cloridrato monoidrato
  2. ^ New Drugs in Australian Prescriber, vol. 25, nº 1, 2002, p. 22. PDF
  3. ^ Heal DJ, Aspley S, Prow MR, Jackson HC, Martin KF, Cheetham SC, Sibutramine: a novel anti-obesity drug. A review of the pharmacological evidence to differentiate it from d-amphetamine and d-fenfluramine in Int J Obes Relat Metab Disord, 22 Suppl 1, 1998, pp. S18–28; discussione S29, PMID 9758240.
  4. ^ Divieto di vendita delle specialita' medicinali e preparati magistrali a base di sibutramina., Gazzetta Ufficiale N. 61 del 13 marzo 2002, MINISTERO DELLA SALUTE, 7 marzo 2002. URL consultato il 2009.04.06.
  5. ^ Obesità: riammessa in commercio la sibutramina | Saninforma
  6. ^ Dieta, vietata la vendita di farmaci contenenti sibutramina
  7. ^ EMEA, 2010, “Questions and answers on the suspension of medicines containing sibutramine” consultabile on line all’indirizzo: http://www.ema.europa.eu/pdfs/human/referral/sibutramine/Sibutramine_Q&A_80817909en.pdf
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Pharmamedix: Sibutramina http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Sibutramina&vo=Avvertenze
  9. ^ Wilfley D.E. et al., Am. J. Psychiatry, 2008, 165 (1), 51

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]