Interferenti endocrini

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Con il termine interferenti endocrini e distruttori endocrini, ci si riferisce ad una vasta categoria di sostanze o miscele di sostanze, che alterano la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione. (European Workshop on the Impact of Endocrine Disrupters on Human Health and Wildlife, Weybridge 2-4/12/1996). In genere sono in grado di legarsi come agonisti o antagonisti ai recettori di vari ormoni, ad esempio ai recettori degli ormoni steroidei o degli ormoni tiroidei, o eventualmente interferire in vario modo e tramite differenti meccanismi, con sintesi, secrezione, trasporto, legame, azione, ed eliminazione degli stessi negli organismi viventi. Alcuni di questi composti possono provocare gravi danni agli organismi esposti, spesso non immediatamente percepibili in quanto a dosi minime non esprimenti effetti di tossicità acuta, e possono, nel caso di vaste esposizioni ambientali, produrre effetti a livello di popolazione con ripercussioni a livello ecologico. Queste interferenze possono provocare tumori, difetti alla nascita, e altri disturbi dello sviluppo..[senza fonte] In particolare, sono noti per causare difficoltà di apprendimento, grave disturbo da deficit di attenzione, problemi cognitivi e di sviluppo del cervello, deformazioni del corpo, problemi di sviluppo sessuale, femminilizzanti di maschi o effetti maschili sulle femmine..[senza fonte]

Fra queste sostanze si ricordano: idrocarburi policiclici aromatici, benzene, diossina, ftalato, perfluorato, bisfenolo A (e octilfenolo e nonifenolo).

Gli interferenti endocrini sono sostanze che possono interferire con la sintesi, la secrezione, il trasporto, l'associazione, l'azione, o l'eliminazione degli ormoni naturali del corpo, responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità, e del mantenimento dell'omeostasi cellulare. Sono a volte indicati anche come agenti ad azione ormonale, o composti alteranti il sistema endocrino; in letteratura scientifica prevalgono i termini inglesi endocrine disruptor, hormonally active agents, endocrine disrupting chemicals, endocrine disrupting compounds (EDCs).

Alcune di queste sostanze possono trovarsi come pollutanti ambientali, ad esempio molti alogenuri organici come i PCB e simili molecole appartenenti alla classe ambientale degli inquinanti organici persistenti, come costituenti naturali di alcuni cibi, ad esempio i fitoestrogeni contenuti nella soia, oppure essere presenti come contaminanti, ad esempio il bisfenolo A derivato dalle plastiche o diversi tipi di fitofarmaci. Una classe importante di interferenti appartiene a composti clorurati di varie classi, spesso veicolati in atmosfera su lunghe distanze, ed un'altra si riferisce a composti fenolici.

La veicolazione ambientale di questi composti è stata largamente studiata, indagando sul trasporto a livello planetario di alcuni composti stabili, come gli alogenuri organici, e la ricaduta degli stessi sulle zone più fredde dove la circolazione atmosferica globale li porta a ricondensarsi, con effetti biologici su diversi organismi[1].

Lo stato delle conoscenze e delle attività nel settore dei perturbatori endocrini[2] è riassumibile nei seguenti punti:

• Negli animali, i perturbatori endocrini possono agire sul sistema ormonale e compromettere la riproduzione: in alcuni casi è stato dimostrato un rapporto di causa ed effetto nella fauna selvatica e anche in animali di laboratorio; attualmente non è ancora stato dimostrato che i perturbatori endocrini presenti nell’ambiente possano compromettere la riproduzione negli animali selvatici.
• Nell’essere umano è stato notato un aumento dei casi di disturbi riproduttivi e di alcuni tipi di cancro. Se i risultati appaiono coerenti con la tesi che accusa i perturbatori endocrini, nei fatti non è stato possibile documentare una relazione causale tra l’esposizione a una sostanza con attività endocrina e l’effetto sull’organismo umano.
• Occorrono ulteriori ricerche per eseguire una valutazione completa dei rischi, in particolare per quel che concerne gli effetti tossici a bassa concentrazione e l'effetto cocktail.
• Le strategie per identificare e inquadrare l'impiego dei perturbatori endocrini sono state elaborate e sono in corso di attuazione; sotto la guida dell’OCSE sono stati sviluppati e validati metodi che consentono di uniformare le analisi.
• Alcuni perturbatori endocrini noti sono già disciplinati dalla legislazione per motivi che esulano dalla loro attività ormonale (tossicità generale, cancerogenicità, tossicità riproduttiva).

In considerazione delle preoccupazioni generate dagli interferenti endocrini il Ministero dell'Ambiente ha redatto un Decalogo per il Cittadino [3] .

L'Unione Europea ha selezionato 564 sostanze sospettate di essere interferenti endocrini. Di queste 147 possono essere persistenti nell'ambiente o prodotte in grandi volumi. Di queste solo 66 è provato che possano agire come interferenti endocrini ( categoria 1) mentre di 52 c'è solo qualche prova che siano potenziali interferenti endocrini ( categoria 2). [4]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Panzica G.C., Viglietti-Panzica C., Mura E., Quinn M.J., Lavoie E., Palanza P., Ottinger M.A. (2007) Effects of xenoestrogens on the differentiation of behaviorally- relevant neural circuits. Front Neuroendocrinol 28: 179-200 [1]
  • Gore AC. (2008) Developmental programming and endocrine disruptor effects on reproductive neuroendocrine systems.Front Neuroendocrinol. 29:358-374 [2]
  • Diamanti-Kandarakis E, Bourguignon JP, Giudice LC, Hauser R, Prins GS, Soto AM, Zoeller RT, Gore AC (2009) Endocrine-disrupting chemicals: an Endocrine Society scientific statement.Endocr Rev. 30:293-342. [3]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Olafsdóttir K, Petersen A, Magnúsdóttir EV, Björnsson T, Jóhannesson T. Temporal trends of organochlorine contamination in Black Guillemots in Icelandfrom 1976 to 1996, Environ Pollut., 2005, Feb;133(3),:509-15. PubMed PMID: 15519726.
  2. ^ WHO: State of the Science of Endocrine Disrupting Chemicals - 2012
  3. ^ Ministero Ambiente: Conosci, riduci e previeni gli Interferenti Endocrini
  4. ^ European Commission, Endocrine Disruptors, Which substances are of concern?