Biometria

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La biometria (dalle parole greche bìos = "vita" e métron = "conteggio" o "misura") è la «disciplina che studia le grandezze biofisiche allo scopo di identificarne i meccanismi di funzionamento, di misurarne il valore e di indurre un comportamento desiderato in specifici sistemi tecnologici»[1].

Le dimensioni del cranio e la conformazione dell'apparato scheletrico, in termini di proporzione fra le sue componenti, sono fra le prime variabili studiate nella storia della biometria.

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

Fra le principali applicazioni della biometria vi sono le seguenti:

Attualmente, la maggior parte degli sforzi della comunità scientifica e della ricerca industriale è orientata allo studio di quelle variabili che permettono l'identificazione affidabile degli individui. Le tecniche biometriche di identificazione sono infatti finalizzate a identificare un individuo sulla base delle sue peculiari caratteristiche fisiologiche o comportamentali, difficili da alterare o simulare. Tra le variabili più frequentemente prese in esame: impronte digitali, geometria della mano e del volto, conformazione della retina o dell'iride, timbro e tonalità di voce.

Tecniche e tecnologie di identificazione[modifica | modifica sorgente]

Le tecniche biometriche di identificazione possono essere applicate sia al controllo dell'accesso a luoghi ed informazioni, sia all'autenticazione di informazioni, in sostituzione di sistemi nome utente/parola chiave, o di dispositivi elettronici o meccanici aventi funzione di chiave.
L'utilizzo delle tecniche biometriche avviene attraverso un Sistema di riconoscimento biometrico, questi sistemi si stanno espandendo in diversi settori, con costi ancora abbastanza elevati.

Aspetti legali[modifica | modifica sorgente]

Con un Provvedimento del 21 luglio 2005, l'Autorità garante per la protezione dei dati personali dello Stato Italiano si è pronunciata sulla relazione tra privacy ed utilizzo di dati biometrici nell'ambito del rapporto di lavoro, a seguito della richiesta di una pronuncia preliminare in riferimento all'art. 17 del Codice privacy, avanzata da un'azienda italiana. Tale articolo prevede, infatti, una verifica preventiva dell'Autorità Garante prima di procedere al trattamento di dati attraverso procedure che, potenzialmente, presentino rischi di violazione delle norme che tutelano i diritti dei cittadini in materia di privacy. L'azienda ha chiesto di verificare la regolarità di un eventuale trattamento di dati biometrici dei dipendenti, attuabile per registrarne gli accessi alle sedi aziendali e quindi controllarne le presenze sul lavoro anche a fini retributivi e disciplinari.

L'Autorità si è espressa evidenziando, a priori, due aspetti legali:

  • la necessità di informare in modo compiuto i dipendenti circa i dati loro richiesti e le modalità di gestione degli stessi;
  • la necessità di garantire ai dipendenti la possibilità di registrare la propria presenza sul lavoro attraverso metodi alternativi (es.: firma su registro, timbratura con sistemi meccanici o elettronici) rifiutando quindi il conferimento all'azienda di dati biometrici.

Quindi, entrando nel merito della richiesta in esame, sulla base dei principi di necessità e pertinenza stabiliti dal Codice privacy vigente, l'Autorità ha dichiarato illegittimo l'utilizzo di dati biometrici per la registrazione delle presenze dei dipendenti presso la sede di lavoro. Secondo il Garante tale attività, che pure rientra nei diritti del datore di lavoro, può essere svolta in modo efficiente ed affidabile utilizzando strumenti di registrazione tradizionali: per l'Autorità, la richiesta di acquisire dati biometrici appare dunque sproporzionata, per la salvaguardia del diritto alla privacy dell'individuo, rispetto alle finalità gestionali dell'iniziativa. Per il Garante, le tecniche biometriche non possono essere utilizzate se è possibile l'uso di strumenti meno invasivi, anche se più costosi per l'azienda. In deroga a questa regola, e con precise limitazioni, ne è consentito l'uso nei casi in cui il diritto alla pubblica sicurezza prevale sul diritto individuale alla privacy. Ad esempio, per finalità di controllo antiterroristico, o per il controllo degli accessi all'interno d'impianti produttivi operanti su materiale altamente pericoloso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Biometria, Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Biometrica: problemi della vita della specie e degli individui di Marcello Boldrini. CEDAM, Padova 1927. Biometria e antropometria di Marcello Boldrini. Giuffrè, Milano 1934. Elementi di metodologia biometrica ad uso dei morfologi, fisiologi, psicologi, medici e bio-sperimentatori di G. Barbensi. Niccolai, Firenze 1940. Introduzione alla biometria di Gustavo Barbensi. Vallecchi, Firenze 1952. Biometria e statistica medica di Pasquale Urbano. Cooperativa libraria Universitatis Studii Florentini, Firenze 1971. Elementi di biometria di Kenneth Mather. Boringhieri, Torino 1972. Fondamenti di biometria di Leslie N. Balaam. ISEDI, Milano 1978. Biometria: principi e metodi a cura di F. Salvi e B. Chiandotto; [scritti di] G. A. Maccacaro ... [et al.]. Piccin, Padova 1977. L'accrescimento fetale: basi razionali e dati biometrici a cura di C. Giorlandino. CIC Edizioni Internazionali, Roma 1992.

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