Acido pantotenico

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L'acido pantotenico (vitamina B5 o vitamina W) deriva dalla fusione, tramite legame carboamidico, di una molecola di β-alanina con una molecola di acido pantoico. La forma chirale attiva è solamente quella destrogira. L'acido pantotenico è instabile al calore, alle basi ed agli acidi ed è solubile in acqua.

Struttura dell'acido pantotenico

L'acido pantotenico è un componente, insieme all'ATP ad alla β-mercaptoetilammina, del Coenzima A ed anche della fosfopanteteina.

Struttura del Coenzima A
Struttura della fosfopanteteina

Indice

[modifica] Storia

Nel 1936 venne individuato un fattore la cui carenza nella dieta provocava la pellagra dei polli. Tale fattore venne chiamato, all'inizio, fattore del filtrato in quanto veniva ottenuto per dialisi di estratti di tessuti animali o vegetali. La caratterizzazione della sua formula chimica e la sua sintesi avvennero nel 1940 e nel 1946 si comprese l'azione biologica di questo composto

[modifica] Chimica

La fosfopanteteina agisce legandosi ad una serina della proteina trasportatrice di gruppi acili (ACP) la quale è importante nella sintesi degli acidi grassi. Il Coenzima A (CoA) funziona come trasportatore di gruppi acili e acetili e, come tale, entra nelle vie metaboliche dei carboidrati, degli aminoacidi, degli acidi grassi, dei composti steroidei, dei corpi chetonici e partecipa anche ad altre reazioni di acetilazione. In particolare, interviene:

Il CoA può donare gruppi acili od acetili anche alle proteine determinando, così, regolazione di vari sistemi cellulari o protezione dalla proteolisi. La chiave dell'azione del CoA e della fosfopanteteina è il gruppo tiolico terminale che si lega ad un gruppo carbossilico formando un tioestere che presenta una variazione di energia libera elevata (~ -7,5 Kcal/mole) per la reazione di idrolisi, ovvero con un alto potenziale di trasferimento dei gruppi legati.

[modifica] Biologia umana

Gran parte dell'acido pantotenico viene ottenuto, nella dieta, dall'idrolisi, a livello dell'intestino, del Coenzima A ed esso viene poi assorbito mediante un meccanismo di trasporto attivo dipendente dal Na. L'acido pantotenico contenuto nel plasma viene prelevato dalle cellule mediante un cotrasportatore Na-dipendente. Esso entra nella via di sintesi del Coenzima A la quale viene completata a livello dei mitocondri. Successivi fenomeni di idrolisi determinano il distacco dell'acido pantotenico il quale viene eliminato con le urine.

[modifica] Fonti alimentari

L'acido pantotenico sembra essere ubiquitario. Si trova, in particolare, nel fegato , nei fegatelli di pollo e manzo, nel lievito di birra, crusca di frumento, semi di sesamo, pappa rale. In minor misura: semi di girasole, soia, uova, piselli secchi, melassa grezza, farina integrale di grano saraceno e nei legumi, soprattutto come CoA e fosfopanteteina (85%).

[modifica] Carenza

Data la grande diffusione dell'acido pantotenico in natura, non è possibile avere un quadro chiaro degli effetti della carenza di acido pantotenico in quanto si accompagnano a stati di denutrizione e di ipovitaminosi.

[modifica] Livelli di assunzione e tossicità

L'apporto giornaliero, al momento, non sembra ben definito. Ci si orienta, tuttavia, su di una dose giornaliera di 5-10 mg.
Non sono noti neanche effetti tossici, acuti o cronici, da alti dosaggi di acido pantotenico


[modifica] Bibliografia

  • Aldo Mariani Costantini, Carlo Cannella, Giovanni Tomassi: Fondamenti di Nutrizione Umana; Il Pensiero Scientifico Editore.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamento esterno

http://www.sinu.it/larn/vit_idro.asp

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