Colina

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Colina
Colina
Choline-cation-3D-balls.png
Nome IUPAC
2-idrossi-N,N,N-trimetiletanammonio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C5H14NO+
Massa molecolare (u) 104,17
Numero CAS [62-49-7]
PubChem 6209
DrugBank DB00122
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,09 g/ml
Temperatura di ebollizione 305
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 315 - 319 - 335
Consigli P 261 - 305+351+338 [1]

La colina è una sostanza organica classificata come nutriente essenziale. Viene denominata vitamina J e talvolta è accostata alle vitamine del Gruppo B.

È un costituente dei fosfolipidi che compongono la membrana cellulare e del neurotrasmettitore acetilcolina.

L'assunzione adeguata di questo micronutriente è stata calcolata dal Food and Nutrition Board of the Institute of Medicine of the National Academy of Sciences Statunitense, in 550 milligrammi per die.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu scoperta da Andreas Strecker nel 1864 e fu sintetizzata per la prima volta nel 1866.

Chimica[modifica | modifica sorgente]

La colina è un'ammina quaternaria satura e la sua formula è: [(CH3)3N+(CH2)2OH] X-, dove X- rappresenta un generico controione del sale d'ammonio, come l'anione cloruro, l'ossidrile o il tartrato. Il cloruro di colina, mischiato con l'urea, viene usato come solvente (DES); il salicilato di colina viene usato localmente per ridurre il dolore delle afte.

Metabolismo della colina. (La colina è nel secondo rettangolo a sinistra dal basso.)

Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

La colina ed i suoi derivati sono coinvolti in tre importanti vie metaboliche:

  • integrità strutturale della membrana cellulare;
  • trasmissione dei segnali nervosi dopo trasformazione in acetil-colina (trasmissione colinergica);
  • principale sorgente di gruppi metile tramite il suo derivato, la betaina, intermedio nella biosintesi della S-adenosilmetionina.

La colina può essere metabolizzata nel corpo umano in trimetilamina, un composto dal caratteristico odore di pesce. Per questo motivo l'assunzione di grandi quantità di colina può far sì che il corpo emani un odore di pesce.

Fonti alimentari[modifica | modifica sorgente]

Le principali fonti alimentari di colina sono il tuorlo d'uovo ed i semi di soia. La colina si trova anche nello zenzero e nel riso integrale. Molti altri alimenti contengono piccole quantità di colina, che si trova persino nella lattuga. Non è chiaro se queste fonti siano utilizzabili per assorbimento intestinale.

La colina è presente anche nella lecitina utilizzabile sia come additivo che come integratore alimentare. È disponibile anche la fosfatidil-colina in pillole o in polvere o anche come cloruro (liquida). Quest'ultima viene talvolta preferita a causa degli sgradevoli effetti collaterali legati alla somministrazione di fosfatidil-colina.[senza fonte] L'assunzione di oltre 310mg /die di colina e di betaina riduce i livelli di CPR, TNF, omocisteina.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 22.12.2011, riferita al cloruro di colina, CAS [67-48-1]
  2. ^ P. Detopoulou, DB. Panagiotakos; S. Antonopoulou; C. Pitsavos; C. Stefanadis, Dietary choline and betaine intakes in relation to concentrations of inflammatory markers in healthy adults: the ATTICA study. in Am J Clin Nutr, vol. 87, nº 2, febbraio 2008, pp. 424-30, PMID 18258634.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]