Amore (film 1948)

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Amore
Paese di produzione Italia
Anno 1948
Durata 75 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere romantico
Regia Roberto Rossellini
Soggetto Jean Cocteau (Una voce umana), Federico Fellini (Il miracolo)
Sceneggiatura Tullio Pinelli, Roberto Rossellini
Fotografia Robert Juillard (Una voce umana), Aldo Tonti (Il miracolo)
Montaggio Eraldo Da Roma
Musiche Renzo Rossellini
Scenografia Christian Berard
Interpreti e personaggi
Episodi
  • Una voce umana
  • Il miracolo
Premi

Amore è un film in due episodi del 1948 diretto da Roberto Rossellini.

Trama[modifica | modifica sorgente]

È composto da due parti molto differenti tra loro: la prima, Una voce umana, ambientata nel chiuso d'una stanza da letto, la seconda, Il miracolo, prevalentemente all'aperto, tra le asperità della Costiera Amalfitana, e precisamente tra Maiori e Furore. Al di là del vago riferimento alla tematica amorosa (per altro svolta in maniera molto dissimile nei due episodi), l'unico trait d'union è in realtà l'intensità drammatica della prestazione interpretativa di Anna Magnani, attorno alla cui personalità sono cuciti su misura i personaggi femminili protagonisti delle due vicende.

Una voce umana[modifica | modifica sorgente]

L'episodio è privo di una vera e propria trama: l'unica attrice presente in scena è Anna Magnani, chiusa nella sua stanza impegnata in continue telefonate con l'ex amante che l'ha lasciata per un'altra donna. Tra attese snervanti e crisi di pianto, pregando che il telefono squilli o che il campanello suoni recando notizie dell'amato sfuggente, il fascino della pellicola si fonda su un'atmosfera chiusa, pesante e claustrofoba e si regge in gran parte sulle doti espressive della Magnani, quasi sempre in primo piano.

Il miracolo[modifica | modifica sorgente]

Nannina (Anna Magnani), una pastorella ingenua e religiosamente invasata, incontra sulle pendici della penisola sorrentina uno sconosciuto biondo e barbuto (Federico Fellini), che scambia per San Giuseppe. Approfittando del vino bevuto dalla donna, il vagabondo ne approfitta per metterla incinta durante il sonno di lei. Al risveglio Nannina non trova più nessuno accanto a sé, fatto che accresce in lei la sensazione del "miracolo". Si avvede della gravidanza solo dopo essere svenuta in mezzo alle compaesane, davanti alle quali si giustifica affermando esser stata graziata dal Signore. Ovviamente non viene creduta e da quel momento diventa ancor più lo zimbello del paese, tra prese in giro crudeli e lanci di ortaggi ai suoi danni, come quando viene portata ironicamente in processione. Stanca ed amareggiata dai maltrattamenti, decide di lasciare il borgo per rifugiarsi nelle grotte circostanti. Dopo essere rimasta in isolamento per un tempo imprecisato, si accorge che il momento del parto è vicino: riparte quindi alla volta del paese in cerca di aiuto, percorrendo scaloni di pietra assolati con la sola compagnia di una capretta. Giunta alla chiesa non vi trova nessuno, ma riesce comunque ad entrarvi per dare alla luce la sua creatura.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

L'episodio Una voce umana fu realizzato nella primavera del 1947[1], ma data la sua breve durata, non adatta alle proiezioni cinematografiche, si dovette attendere che il regista girasse, nel 1948, un secondo episodio (Il miracolo), così da poter raggiungere una metratura "commerciale". Una voce umana fu il primo lavoro di Rossellini dopo l'uscita di Paisà e venne girato con una parte dei fondi destinati a Germania anno zero, che all'epoca era già in produzione[2]. L'episodio è basato sul monologo La Voix humaine (1932) dello scrittore francese Jean Cocteau. Alcune fonti lo citano come La voce umana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gianni Rondolino: Roberto Rossellini. Torino: UTET 1989, 121
  2. ^ Tag Gallagher: The Adventures of Roberto Rossellini. New York: Da Capo 1998, 231

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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