Guido Keller
Guido Keller (Milano, 6 febbraio 1892 – Otricoli, 9 novembre 1929) è stato un aviatore italiano ed uno dei partecipanti all'impresa di Fiume guidata da Gabriele D'Annunzio. Fu autore di un conferenza autobiografica dal titolo Nel pensiero e nelle gesta.
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[modifica] Biografia
Personaggio scapigliato, apparteneva ad una famiglia aristocratica milanese di origine elvetica. Nel corso della prima guerra mondiale fu ufficiale pilota del Corpo Aeronautico Militare nella 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia comandata da Francesco Baracca.
Fu fondatore a Fiume del gruppo Yoga - che aveva come simbolo la svastica e la rosa a cinque petali e che fu un gruppo con tendenze esoteriche e naturistiche, si oppose alla frangia reazionaria fiumana (secondo quanto evidenziano gli scritti del gruppo Yoga pubblicati su Unione di spiriti liberi tendenti alla perfezione).
Poiché la svastica a quel tempo era semplicemente il simbolo del carro del sole, comune a molti popoli fin dall'antichità, in perfetto accordo con le tendenze naturistiche, nudismo compreso (secondo Giovanni Comisso), Keller viene ritratto nudo ed abbronzatissimo in diverse foto del tempo (quella in alto a destra lo ritrae seduto su un pitale). Era solito dormire seminudo, appollaiato in cima ad un albero assieme alla sua aquila addestrata.
Keller fu autore di imprese da corsaro, anche in circostanze spettacolari come quando, mancando i approvvigionamenti a Fiume, razziò un maiale caricandolo sull'aereo. Il peso del maiale sfondò il fondo del velivolo e Keller si trovò a volare con un originale carrello di atterraggio. Keller portava a bordo del suo velivolo un servizio da tè, particolare questo che contribuì ad accrescere la sua fama - voluta - di raffinato dandy.
Volò su Roma per lanciare in segno di dispregio un pitale ed un mazzo di carote su Montecitorio, accompagnati dalla scritta Al Parlamento e al Governo che si regge con la menzogna e la paura, la tangibilità allegorica del Loro valore: fu l'unico legionario di giovane età autorizzato a dare del tu a D'Annunzio, con il quale pare avesse forti affinità caratteriali. Aderì poi al fascismo, anche se i fascisti non si fidarono mai di lui per le sue aspre critiche.
Negli anni venti visse notevoli avventure in Turchia, Germania, Perù, Cile, Cirenaica, Venezuela. Negli ultimi anni abitò ad Ostia, in povertà. Fu amico di Mario de Bernardi e di altri aviatori del tempo.
Morì a trentasette anni, il 9 novembre 1929 nei pressi di Otricoli, in provincia di Terni, vittima di un incidente stradale e venne sepolto accanto a D'Annunzio sul Colle delle Arche del Vittoriale degli italiani.
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'Argento al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento del Genio del 1º Gruppo Aeroplani, 73ª Squadriglia Aeroplani - Pilota addetto ad una Squadriglia da caccia, compì numerosi e importanti voli di guerra, distinguendosi sempre per ardimento e perizia. Il 24 aprile 1917 con grande audacia e sangue freddo affrontò arditamente due velivoli nemici e col fuoco della sua mitragliatrice ne costrinse uno a discendere, obbligando l'altro a rientrare nel proprio territorio. Il 26 maggio 1917, avvistato un velivolo nemico, lo assalì e, quantunque con l'apparecchìo colpito, continuò a combattere finché lo costrinse alla fuga.» — Conferita con D.L. del 12 giugno 1919 / Cielo del Carso, 24 aprile-26 aprile-26 maggio 1917 |
| Medaglia d'Argento al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento del Genio, 91ª Squadriglia Aeroplani "Baracca" - Costantemente ammirevole per coraggio, fermezza e tenacia, in pochi giorni dodici volte si abbassava a pochi metri sopra le trincee nemiche mitragliandole efficacemente. Il 23 novembre 1917, assieme ad un compagno di Squadriglia, abbatteva un apparecchio avversario e nel combattimento il suo apparecchio veniva ripetutamente e gravemente colpito. Il 26 maggio 1918, essendo in pattuglia con altri della Squadriglia, partecipava efficacemente all'abbattimento di un caccia nemico, che precipitava in fiamme.» — Conferita sul campo e sanzionata con R.D. del 1º settembre 1920 / Cielo del Carso 17 settembre-27 ottobre 1917, cielo di Monte Franchini 23 novembre 1917, cielo del Piave 26 maggio 1918 |
| Medaglia d'Argento al Valor Militare | |
| «Tenente di Complemento del Genio, 91ª Squadriglia Aeroplani "Baracca" - Pilota audacissimo e di impareggiabile slancio, il 12, il 30 luglio e il 30 agosto 1918 abbatté tre velivoli nemici. In altri combattimenti fugò intere pattuglie avversarie ed incendiò un pallone alla deriva. Si espose più volte a seri pericoli, e rimase più volte colpito in combattimento. Nella nostra vittoriosa offensiva dell'ottobre 1918 prodigò infaticabilmente se stesso, mitragliando campi di aviazione e ammassamenti di truppe avversarie fino a che, avuto l'apparecchio colpito, coi comandi tagliati e ferito egli stesso ad una coscia, precipitava nei pressi di Codega. Rimase qualche tempo prigioniero.» — Conferita con R.D. del 2 giugno 1921 / Cielo del Piave luglio-agosto-ottobre 1918 |
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Alberto Bertotto. L'uscocco fiumano Guido Keller fra D'Annunzio e Marinetti . Sassoscritto editore, Firenze, 2009. ISBN 88-88789-81-2
- Marco Cuzzi, Andrea Vento, Alla Conquista del Sole. La parabola impossibile di Guido Keller, in Romba il motore. Storie di aviatori, Il Saggiatore, Milano 2009
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Salvatore Balasco. Storia di Guido Keller, l'Aquila di D'Annunzio che lanciò il pitale a Montecitorio in Nuova Agenzia Radicale. http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1, 7 feb 2010. URL consultato il 16 mar 2010.
- Esperide. Guido Keller - L'esteta e l'uomo d'azione. La vita è una passione ludica. in Associazione Culturale Libertà e Azione. http://www.libertaeazione.org/, 30 nov 2009. URL consultato il 16 mar 2010.