Bartolomeo Costantini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bartolomeo Costantini
Costantini (secondo da dx) nella Squadriglia degli assi, tra Baracca e Ruffo
Costantini (secondo da dx) nella Squadriglia degli assi, tra Baracca e Ruffo
14 febbraio 1889 - 19 luglio 1941
Soprannome Meo
Nato a Vittorio Veneto
Morto a Milano
Cause della morte naturali
Dati militari
Paese servito bandiera Regno d'Italia
Forza armata Regio Esercito
Arma Cavalleria
Corpo Corpo aeronautico militare
Unità 3ª Squadriglia Caccia
13ª Squadriglia Caccia
14ª Squadriglia Caccia
43ª Squadriglia Caccia
78ª Squadriglia Caccia
91ª Squadriglia Caccia
Anni di servizio 1911 – 1918
Grado capitano
Guerre Guerra Italo-Turca
Prima guerra mondiale
Decorazioni Medaglia d'argento al valor militare (2)

wwiaviation.com[1]

voci di militari presenti su Wikipedia
Bartolomeo Costantini
Meo Constantini at the 1914 French Grand Prix (2).jpg
Meo Costantini al Gran Premio di Francia 1914
Dati biografici
Nazionalità bandiera Regno d'Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula Grand Prix
Carriera
Carriera nella Formula Grand Prix
Stagioni 1914-1926
Scuderie Aquila Italiana, Bugatti
 

Bartolomeo Costantini detto Meo (Vittorio Veneto, 14 febbraio 1889Milano, 19 luglio 1941) è stato un asso dell'aviazione italiana nella prima guerra mondiale, oltre che pilota automobilistico vincitore di due Targa Florio e importante direttore sportivo delle squadre corse Bugatti e Alfa Romeo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Arruolatosi volontariamente nel neonato Corpo Aeronautico Militare, durante la Guerra Italo-Turca del 1911, fu tra i primi pionieri a sperimentare l'impiego dell'arma aerea in combattimento.

Ebbe poi modo di costruirsi la fama di asso dell'aviazione durante la Prima guerra mondiale: unitosi alla famosa Squadriglia degli assi, riuscì infatti ad abbattere sei aerei nemici col suo SPAD S.VII. Costantini ottenne la sua prima vittoria il 25 ottobre 1917, in collaborazione col principe Fulco Ruffo di Calabria (divenuto in seguito comandante della squadriglia dopo la morte di Francesco Baracca). Il giorno successivo, arrivò la prima vittoria in solitaria, con l'abbattimento di un Aviatik in ricognizione sopra Castelmonte e, un mese dopo, abbatté un terzo aereo in collaborazione con Cesare Magistrini. Dopo un'ulteriore vittoria condivisa, seguì un periodo di 9 mesi in cui non ne conseguì altre poi, il 12 agosto 1918, a bordo di uno SPAD S.XIII, abbatté un Albatros D.III sopra Santa Lucia di Piave. Dieci giorni dopo arrivò l'ultimo successo, con l'abbattimento di un aereo biposto sopra Mareno di Piave.

Fu Costantini che, perlustrando la zona del Montello a volo radente, ritrovò i resti dell'aereo di Baracca, precipitato il giorno precedente mentre volava al suo fianco. Incluso nell'elenco dei 42 assi della Aeronautica militare italiana, fu congedato nel 1919 con il grado di tenente colonnello e si dedicò completamente alle corse automobilistiche.

Vittorie aeree[modifica | modifica sorgente]

Data Ora Località Avversario Squadriglia Nota
1 25 ottobre 1917 Tolmino Aviatik C.I 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia Condiviso con Fulco Ruffo di Calabria
2 26 ottobre 1917 Castelmonte Aviatik C.I 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia
3 23 novembre 1917 Cornuda Biposto sconosciuto 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia Condiviso con Cesare Magistrini
4 30 novembre 1917 Rivasecca EA 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia Condiviso con Adriano Bacula e Eduardo Olivero
5 12 agosto 1918 20:00 Santa Lucia di Piave Albatros D.III 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia
6 22 agosto 1918 10:50 Mareno di Piave Biposto sconosciuto 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare

Carriera automobilistica[modifica | modifica sorgente]

La carriera automobilistica di Costantini iniziò nel 1914, quando Vincenzo Marsaglia lo chiamò a pilotare le vetture dell'Aquila Italiana. Dopo la pausa bellica, conclusa l'esperienza con la casa torinese, nel 1919 ricominciò a gareggiare con una Bugatti 1500 preparata dal tecnico e pilota Eugenio Silvani, con la quale vinse varie competizioni minori. Nel 1920 passò alla Bianchi e quindi alla Amilcar, sulle cui vetture spadroneggiò ampiamente nella classe 1100, durante le stagioni 1921 e 1922.

Il suo stile di guida sempre adeguato al mezzo meccanico e la sua competenza tecnica non sfuggirono all'occhio esperto di Ettore Bugatti che nel 1923 lo ingaggiò nella sua squadra corse. Nel 1925, con la Bugatti Tipo 35, Costantini conquistò il giro più veloce al GP di San Sebastian, arrivò quarto al Gp di Francia, raggiunse il podio nel Gran Premio d'Italia e vinse la prestigiosa Targa Florio.

Nel 1926 vinse il Gran Premio di Spagna, il Gran Premio di Milano e nuovamente la Targa Florio. A queste affermazioni si aggiunsero le piazze d'onore nel Gran Premio di Francia e nel Gran Premio d'Italia, oltre al terzo posto nel Gran Premio d'Europa, alla guida di una Bugatti T39A.

Nel 1927, in seguito alla morte dell'amico Giulio Masetti, decise di interrompere la carriera agonistica, ricoprendo l'incarico di direttore sportivo della Bugatti, che portò a vincere altre tre edizioni della Targa Florio (1927, 1928, 1929) oltre a innumerevoli altre gare, contribuendo a creare il mito dell'imbattibilità della Casa francese in quegli anni. Lasciò le redini dela reparto corse al figlio del fondatore, Jean Bugatti, nel 1935.

Nel 1939 venne chiamato a prendere il posto di Enzo Ferrari alla guida del Reparto Corse Alfa Romeo, ma la Seconda guerra mondiale interruppe dopo un solo anno la sua opera di riorganizzazione. Partecipò allo sviluppo dell'Alfa Romeo 158 B che sotto la sua direzione vinse la Coppa Acerbo a Pescara. Non fece però in tempo a vedere i trionfi delle "Alfetta" del dopoguerra, morendo nella clinica Principessa Jolanda di Milano, il 26 luglio 1941, a soli 52 anni.

In sua memoria, al Dubai Motor Show del 2013, è stata presentata la Bugatti Veyron Grand Sport Vitesse Meo Costantini[1], il terzo di sei modelli nella serie speciale Les Légendes de Bugatti, programmata per celebrare gli uomini che hanno costruito l'epopea sportiva della Bugatti.

Vittorie sportive[modifica | modifica sorgente]

Anno Gran Premio Luogo Vettura Resoconto
1925 Italia Targa Florio Madonie Bugatti Tipo 35 Resoconto
1926 Italia Targa Florio Madonie Bugatti Tipo 35 Resoconto
Spagna Gran Premio di Spagna Lasarte Bugatti Tipo 35 Resoconto

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ William Ira Boucher, Italian Aces of WW1 - Bartolomeo Costantini in wwiaviation.com. URL consultato il 13 agosto 2014.