F.I.V. Edoardo Bianchi

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F.I.V. Edoardo Bianchi
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Stato Italia Italia
Fondazione 1885 a Milano
Fondata da Edoardo Bianchi
Settore metalmeccanica, casa motociclistica e automobilistica
Prodotti biciclette, motocicli, ciclomotori, automobili
Sito web www.bianchi.com

La F.I.V. Edoardo Bianchi (FIV è acronimo di Fabbrica Italiana Velocipedi), più conosciuta semplicemente come Bianchi, è una fabbrica di biciclette, un tempo importante casa automobilistica e motociclistica italiana, fondata a Milano nel 1885 da Edoardo Bianchi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un ciclomotore Bianchi del 1953
Esemplare di autocarro unificato, adibito ad ambulanza

Nata come piccola officina per la costruzione e riparazione di velocipedi, l'attività dell'azienda si espanse, nel 1899, ai settori dei veicoli motorizzati con la produzione di autovetture e motocicli sotto la ragione sociale di Fabbrica Automobili e Velocipedi Edoardo Bianchi. Nel 1914 produsse infatti 45.000 biciclette, 1.500 moto e 1.000 automobili.

La Bianchi si dedicò alle corse ciclistiche e a quelle del motociclismo: tra i suoi alfieri più importanti si annovera Tazio Nuvolari. Notevole fu anche la costruzione di veicoli ad uso militare durante la seconda guerra mondiale. Dopo la guerra la Bianchi contribuì alla ricostruzione e alla motorizzazione dell'Italia con la Bianchina, motoleggera di 125 cm³, e l'Aquilotto, piccolo motore ausiliario da applicare alle biciclette.

La parte relativa alla costruzione delle quattro ruote, dopo una prima unione di forze con Fiat e Pirelli che diede vita all'Autobianchi nel 1955, venne totalmente ceduta ai due soci nel 1958.

Una Bianchi Mendola del 1960

Nel 1959 alla Bianchi arriva come capo dell'Ufficio Tecnico Lino Tonti: con lui la Casa milanese riprende un certo vigore: dalla sua matita sorgeranno le 250-350-500 bicilindriche bialbero che segnano il ritorno della Bianchi ai Gran Premi (1960), la MT61, motocicletta destinata all'Esercito Italiano, lo scooter Orsetto 80 e la Sila 175, motoleggera di intonazione sportiva.
Nel 1960 lo storico marchio di Milano si trasferisce a Treviglio, cittadina in provincia di Bergamo da sempre molto legata al capoluogo lombardo, dove viene costruito un nuovo grande stabilimento.
Con la crisi delle vendite motociclistiche negli anni sessanta la Bianchi entra in una grave crisi finanziaria, che sfocerà, alla fine del 1964, nella dichiarazione di liquidazione della società. La produzione delle moto passerà alla Bianchi Velo, il ramo ciclistico della Casa di viale Abruzzi, che nel 1967 sarà rilevata dalla Piaggio. Con le rimanenze di magazzino l'attività prosegue sino al 1970.

La Bianchi oggi[modifica | modifica sorgente]

Telaio Bianchi C2C 928

Dal maggio 1997 la Bianchi è entrata a far parte del gruppo svedese Cycleurope AB, la più importante azienda mondiale del settore ciclistico. I marchi del gruppo Bianchi si sono aggiunti a quelli di Cycleurope, creando un raggruppamento unico sul mercato delle bicicletta per ampiezza dell'offerta e capillarità della distribuzione a livello mondiale.[senza fonte] Oggi, nello stabilimento italiano di Treviglio, rimane la progettazione e parte della produzione dell'alta gamma di telai professionali, denominato "Reparto Corse".

È fra i marchi più prestigiosi per la produzione di bici da corsa, che furono usate da grandi campioni del passato a partire da Giovanni Gerbi ("il diavolo rosso"), Costante Girardengo, Fausto Coppi, Felice Gimondi e Marco Pantani.

La produzione della Bianchi non si limita alla realizzazione di biciclette da gara nel Reparto Corse, ma anche di bici da passeggio, mountain bike e BMX.

Simbolo dell'azienda è il particolare colore con cui venivano e vengono tuttora prodotte le bici, un verde acqua chiamato spesso celeste Bianchi.

Albo d'oro della F.I.V. Edoardo Bianchi[modifica | modifica sorgente]

Una pubblicità Bianchi del 1914

Campionato d'Europa FICM[modifica | modifica sorgente]

Campionato Italiano Velocità[modifica | modifica sorgente]

Campionato Italiano Velocità 1926

Campionato Italiano Velocità 1928

Campionato Italiano Velocità 1929

Campionato Italiano Velocità 1936

Campionato Italiano Velocità 1961

Campionato Italiano Velocità 1964

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]