Beniamino Placido
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Beniamino Placido (Rionero in Vulture, 1929) è un giornalista, critico letterario e critico televisivo italiano. È il cugino del padre di Michele Placido, noto attore e regista.[1]
[modifica] Biografia
Arrivato a Roma al conseguimento, per concorso, della carica di consigliere parlamentare della Camera dei deputati, ha qui avuto la titolarità dell'ufficio di segreteria della Commissione agricoltura.
Mentre negli anni Sessanta il suo collega Antonio Maccanico andava negli Stati Uniti come studioso del sistema finanziario internazionale, Placido vi si recava per studiare la letteratura angloamericana: ne derivò una profonda conoscenza in ragione della quale conseguì la cattedra all'Università La Sapienza ed abbandonò la carriera amministrativa parlamentare.
È stato a lungo critico televisivo del quotidiano La Repubblica giornale per il quale ha continuato a occuparsi di letteratura e di costume.
Sull'universo televisivo ha pubblicato : Tre divertimenti, Variazioni sul tema dei Promessi Sposi, di Pinocchio, e di Orazio 1990, composizioni giocose ed esercizi di stile sulla TV, e La televisione col cagnolino 1993, in cui un celebre racconto di Anton Cechov diventa lo spunto, lieve, indiretto, per meditare sul funzionamento della televisione. A un collega inesperto che gli chiedeva cosa significasse fare il critico televisivo, Placido ha risposto : "Credo dipenda dalle generazioni, e per la mia generazione significa affacciarsi alla finestra e vedere che cosa accade, chi passa, che cosa si dice, nè più nè meno".
Placido ha insegnato ad avere con la TV un rapporto inquieto e sensibile, applicando al piccolo schermo una critica "creativa" fatta di invenzioni, divagazioni, ironia.
In video è apparso nei programmi:
Compare come attore in Porci con le ali e, nel ruolo del critico teatrale, nel film Io sono un autarchico di Nanni Moretti.
[modifica] Note
- ^ Intervista a Michele Placido. URL consultato il 22 aprile 2009.

