Marco Lombardo Radice
| « In queste istituzioni si tocca con mano l'esistenza di una microfisica del potere e di una scala dell'oppressione in cui, ad esempio, l'infermiere sfruttato e oppresso in un'ottica di classe può porsi, a sua volta, come oppressore sull'anello più basso della catena: il paziente. » |
| (Marco Lombardo Radice, da Il raccoglitore nella segale) |
Marco Lombardo Radice (Roma, 1948 – Pieve di Cadore, 16 luglio 1989[1]) è stato uno psichiatra e scrittore italiano.
Biografia [modifica]
Figlio del matematico Lucio Lombardo Radice e nipote del pedagogista Giuseppe. Sua madre era la virologa Adele Maria Jemolo, a sua volta figlia dello storico Arturo Carlo e della scrittrice Adele Morghen Jemolo. Studiò nel liceo classico romano Terenzio Mamiani, partecipando alla contestazione studentesca nel 1968[2]. Aderì a Lotta Continua.
Laureatosi in neuropsichiatria infantile all'Università di Roma La Sapienza, fu chiamato giovanissimo a dirigere il II reparto del suddetto Istituto di Via dei Sabelli, quello riservato agli adolescenti. Qui, anche in conflitto con i propri colleghi, compì una vera rivoluzione, aprendo le porte del reparto, organizzando uscite dei giovani pazienti e richiedendo il coinvolgimento pieno di tutti gli operatori, infermieri compresi[3]. Tutto ciò, in ossequio alla propria tesi che, in età giovanile, i conflitti, spesso legati a difficili situazioni sociali, possono essere risolti positivamente.
Nel 1976, con Lidia Ravera, con lo pseudonimo di Rocco e Antonia, pubblicò Porci con le ali, un'istantanea dell'atmosfera post-sessantottina, filtrata dagli occhi di due sedicenni alle prese con l'amore, la sessualità, la politica come un universo totalizzante, e la difficile costruzione della propria identità. Il libro, ambientato al liceo Mamiani[4], fu pubblicato dalla casa editrice Samonà e Savelli e fece grande scandalo. Ebbe, però, grande successo editoriale, vendendo circa 450.000 copie prima del suo temporaneo sequestro da parte della procura di Roma[5] e circa due milioni e mezzo in trent'anni[6].
Marco Lombardo Radice lasciò in seguito l'Italia per esercitare all'estero la professione di medico, «per dimostrare la sua lontananza dal fracasso», a quanto dice Lidia Ravera[senza fonte].
Dopo la sua prematura scomparsa per infarto nel luglio del 1989[1], alcuni suoi articoli e saggi in cui descriveva il senso profondo del suo lavoro di medico, già pubblicati dalla stampa periodica della sinistra extraparlamentare (Lotta continua e Ombre rosse), furono raccolti dalla casa editrice Linea d'ombra Edizioni, con il titolo "Una concretissima utopia". Il libro ha ispirato il film di Francesca Archibugi Il grande cocomero[3]. Dal film è assente il carattere politico delle convinzioni che sostenevano la sua attività.
Opere [modifica]
- Rocco e Antonia (pseudonimi di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera), Porci con le ali: diario sessuo-politico di due adolescenti, Savelli, Roma, 1976
- Marco Lombardo Radice, Cucillo se ne va: viaggio per parole e immagini nel paese dell'ultima rivolta, Savelli, Roma, 1978
- Marco Lombardo Radice, Vezio Ruggeri e Riccardo Venturini, Sistema neurovegetativo e personalità, Bulzoni, Roma, 1979
- Marco Lombardo Radice, Una concretissima utopia: lavoro psichiatrico e politica, Linea d'ombra, Milano, 1991 ISBN 88-090-0670-4
- Marco Lombardo Radice e Luigi Manconi, Lavoro ai fianchi: alcuni giorni nella vita del commissario Luigi Longo, Il Maestrale, Nuoro, 2010 ISBN 9788864290058
Note [modifica]
- ^ a b La Repubblica, Da porci con le ali all'impegno per i ragazzi malati, 18 luglio 1989
- ^ Cfr. Paola Ghione, Mauro Morbidelli, Rosso di lusso, i primi anni della contestazione nel liceo Mamiani, Bulzoni, Roma, 1991, pag. 134
- ^ a b Giuseppe Cederna, Il grande viaggio, Feltrinelli, Milano, 2004, pag. 256
- ^ Cfr. pagg. 42 e succ.ve
- ^ Venne il 1976 e i porci misero le ali
- ^ Lidia Ravera » Biografia